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 2026  gennaio 11 Domenica calendario

Lega irritata con FdI sul pacchetto sicurezza: subito il nuovo decreto

Anno nuovo, vecchi slogan. Ma stavolta la Lega fa sul serio: il decreto sicurezza «va approvato alla svelta». Con una punta di rivalsa verso FdI, che nella lettura di via Bellerio sta provando a intestarsi la crociata securitaria cara a Matteo Salvini, dal Carroccio hanno iniziato il 2026 alzando la posta. E rivendicando: «Sono proposte nostre». Con questo canovaccio si andrà avanti per tutto l’anno, cruciale in vista delle Politiche. Il vicepremier lumbard del resto ha sempre il pallino del Viminale, anche se il progetto del grande ritorno viene ormai proiettato sulla prossima legislatura.
Intanto la Lega fissa paletti, aumenta le richieste. Preme su Palazzo Chigi. Non serve solo una stretta sui coltelli per i minorenni, di cui ha parlato Giorgia Meloni ieri l’altro. Mercoledì alla Camera è fissato un vertice dei dipartimenti del Carroccio, guidati da Armando Siri. Atteso pure Salvini. In cima alla lista dei punti da trattare, c’è proprio questo: la nuova stretta securitaria. Al ministero dell’Interno, il dossier è nelle mani del sottosegretario Nicola Molteni. Che contattato conferma: «Questo governo ha fatto tanto, i reati calano, ma si avverte l’esigenza di alzare il livello. Per noi il decreto o ddl Sicurezza va fatto il prima possibile. Per la Lega nel 2026 è la priorità».
La famosa quadra in maggioranza però va ancora trovata. La Lega ieri, con una pdl firmata dal capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, ha chiesto di affidare alle guardie giurate l’esecuzione degli sfratti. Da FdI cadono dal pero: non ne sapevamo nulla, la proposta non è condivisa, anzi. Come dire: nel decreto non ci sarà. Altro tema, altro contrasto: i soldati di “Strade sicure”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, vuole gradualmente ridurli, sostituendoli con carabinieri o poliziotti. La Lega chiede l’opposto: «Li aumenteremo». Il progetto è già stato abbozzato: portare gli attuali 6.800 militari che presidiano città e stazioni a quota 10mila. Cioè 3mila in più.
Sui coltelli sembra esserci intesa. Il decreto dovrebbe prevedere che il «divieto di porto di strumenti atti a offendere» per i minorenni diventi reato penale, anziché una contravvenzione. Vietata la vendita nei negozi, con sanzioni per i commercianti e anche per i genitori che non vigilano. La Lega vorrebbe anche una misura accessoria, anti-maranza: revoca o sospensione della patente per i minorenni che delinquono.
Ma appunto il partito di Salvini non vuole un decreto formato “mini”. Sollecita una stretta a tutto campo. Non solo il famoso scudo penale per gli agenti. Vorrebbe allentare le maglie per la legittima difesa in generale, per i privati cittadini, togliendo l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati. E ancora: una revisione dell’assistenza per i minori non accompagnati (oggi è fino a 21 anni, verrebbe portata a 19 anni), i rimpatri per i minorenni che hanno genitori all’estero, la riduzione della platea dei ricongiungimenti solo a figli e coniugi, con l’aumento del reddito minimo richiesto, dai 7mila euro annui di oggi a 12mila. La discussione a destra è in corso. Si tratta. Anno nuovo, vecchie grane.