Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 11 Domenica calendario

L’ultima tentazione di Bannon: correre alle presidenziali Usa del 2028

Steve Bannon prepara la sua candidatura alla Casa Bianca nel 2028, rivela Axios. Non perché pensi davvero di poter vincere e diventare il successore di Trump, ma allo scopo di condizionare la campagna, disturbare i repubblicani che non gli piacciono e favorire i fedelissimi all’agenda America First.
Fonti vicine all’ex consigliere di Donald hanno detto ad Axios che si sta preparando a contattare i possibili sostenitori, mettendo in piedi un comitato di azione politica (Pac, in inglese) per raccogliere i finanziamenti, e iniziando a girare il Paese. L’anno scorso è stato in Colorado e Georgia per partecipare a eventi organizzati dai repubblicani locali, e ha da poco ospitato una conferenza e una cena per 750 invitati a Grapevine, intitolata “Salviamo il Texas dall’Islam radicale”. Per tutto il mese di febbraio trasferirà in questo stato il suo podcast WarRoom, allo scopo di condizionare le primarie, in programma il 3 marzo, per le elezioni di midterm. Secondo le fonti di Axios, l’eventuale campagna presidenziale del 2028 sarebbe inusuale, come sempre con Bannon: basata nello studio vicino a Capitol Hill dove registra le sue trasmissioni, con qualche sortita in Iowa e New Hampshire, dove si tengono i primi voti.
Lui ha smentito, dicendo al sito che sono «cazzate». Era e resta – dice – concentrato sulla campagna per il terzo mandato di Trump, nonostante lo vieti il Ventiduesimo emendamento della Costituzione. «Non avremo più un Paese – ha detto ad Axios – se non otteniamo ogni grammo di lotta e di energia dal presidente. È possibile sfondare il Ventiduesimo emendamento ed è esattamente quanto intendo fare, per salvare l’America». A questo scopo sta lavorando con il giurista Alan Dershowitz, che a marzo pubblicherà un libro per spiegare la strategia per aggirare la Costituzione.
Le fonti sentite da Axios rivelano però che fa tutto parte della stessa strategia. Se Trump deciderà di correre, Bannon si farà da parte; se invece rinuncerà, allora l’ex consigliere dichiarerà di essere costretto a scendere in campo per raccogliere il testimone dell’agenda America First. Non pensa davvero di poter vincere, ma si prepara a deragliare la corsa dei tre pretendenti principali, ossia il vice presidente Vance, il segretario di Stato Rubio e il senatore del Texas Cruz, che non gli piacciono. Il primo perché è troppo legato alla Silicon Valley; il secondo perché è troppo vicino a Israele e troppo interventista; il terzo perché non è un vero Maga. Se riuscirà ad affossarli, potrebbe lasciarsi sedurre dalla tentazione di provare sul serio a conquistare la Casa Bianca, oppure punterà su qualche candidato più eleggibile che obbedisca però ai suoi ordini per rilanciare il programma sovranista.