Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 11 Domenica calendario

Truppe in Ucraina dopo la guerra, Macron e Starmer accelerano

La Francia e il Regno Unito accelerano sugli impegni presi ai vertici di Berlino e Parigi. Nel summit tedesco di metà dicembre era già emersa la conferma della disponibilità di Emmanuel Macron e Keir Starmer a inviare truppe in Ucraina in caso di accordi di pace; nelle ultime 48 ore la dichiarazione d’intenti che il presidente francese e il premier britannico hanno firmato poi insieme a Volodymyr Zelensky al vertice di Parigi si sono tradotte in un paio impegni concreti. La reazione da Mosca non si è fatta attendere. Ma nelle stesse ore è emersa anche qualche novità sul “Piano per la prosperità” che gli americani vorrebbero strappare a Kiev per accaparrarsi una fetta ingente della ricostruzione e dello sfruttamento minerario in Ucraina.
Da una riunione con tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento è trapelato intanto che Macron vorrebbe inviare 6.000 soldati in Ucraina, secondo quanto riferito dalla capogruppo dell’estrema sinistra France Insoumise, Mathilde Pano. Dopo il summit parigino della scorsa settimana il capo dell’Eliseo ha segnalato anche la volontà di far approvare rapidamente al Parlamento gli impegni presi con i Volenterosi.
Da Londra un portavoce del primo ministro britannico Starmer ha annunciato che dinanzi alla minaccia russa il Regno Unito ha stanziato «il più robusto aumento di spesa per la difesa dopo la Guerra fredda», ossia 270 miliardi di sterline (311 miliardi di euro). Da questi fondi verranno subito sbloccati 200 milioni di sterline (230 milionii di euro) che serviranno a preparare le sue forze armate al dispiegamento in Ucraina non appena ci sarà un cessate il fuoco. Il finanziamento britannico, assorbito dal bilancio del 2026, consentirà di «fornire veicoli nuovi, dei sistemi di comunicazione e delle capacità di protezione contro i droni» ma anche che «le truppe britanniche saranno pronte all’ingaggio», ha fatto sapere il ministero della Difesa.
Dalla Russia non si è fatta attendere la reazione del Cremlino. Su X il numero due del Consiglio di sicurezza, il falco Dmitri Medvedev, ha dichiarato che «gli idioti al potere in Europa vogliono una guerra in Europa. È stato detto mille volte: la Russia non accetterà truppe europee o Nato in Ucraina, ma no, Micron (Macron, ndr) continua a spacciare queste patetiche idiozie». Pubblicando il video del recente, devastante attacco russo in Ucraina con il missile supersonico Oreshnik, Medvedev ha aggiunto: «Beh forza, ecco cosa otterrete».
Nel frattempo secondo il Telegraph gli Usa e l’Ucraina si preparano a firmare a fine gennaio un accordo economico a Davos cui aveva fatto cenno già l’inviato americano Steve Witkoff al termine del vertice dei Volenterosi di Parigi. Il “Piano per la prosperità economica” promette agli americani lo sfruttamento delle risorse economiche e della ricostruzione ed è ispirato all’intesa sulle ricchezze minerarie ucraine già siglata l’anno scorso tra americani e ucraini. Ma servirà a Kiev per assicurarsi le garanzie per la sicurezza concesse dagli Stati Uniti nel summit francese ma non ancora scolpite in impegni scritti (la delegazione americana non ha firmato la dichiarazione di Parigi). Ma se inizialmente era previsto che Washington e Kiev sottoscrivessero l’accordo la prossima settimana alla Casa Bianca, gli europei sono riusciti a rinviare la firma a fine gennaio, quando i leader saranno tutti nelle Alpi svizzere per il Forum economico mondiale e cercheranno di ampliare l’intesa a un quadro più multilaterale.