Corriere della Sera, 11 gennaio 2026
Panettone o roscón: spagna divisa sul dolce
Un falso allarme? Sembra di sì, almeno se vogliamo credere al presidente dell’Associazione dei panettieri e pasticcieri, Felipe Román, secondo cui il successo del panettone in Spagna non sta danneggiando le vendite del roscón de Reyes, la tradizionale ciambella, decorata con canditi e zucchero, che si consuma soprattutto nel giorno dell’Epifania. «I due prodotti – ha detto a El País – non sono in concorrenza». Sta di fatto che le vacanze di Natale si sono chiuse temendo una guerra italo-spagnola. Il giornale online El Debate ha sostenuto la necessità, parlando del momento magico del dolce italiano, di difendere la gastronomia iberica dalla «invasione straniera».
È bene sapere, quindi, che la convivenza appare possibile. Al di là delle tentazioni nazionaliste e delle perplessità per le «lussuose confezioni» del panettone (lo ha scritto La Vanguardia) fa piacere pensare che, in un Paese così polarizzato come la Spagna – dove manifestanti nostalgici si riunivano per impiccare in piazza il fantoccio del premier Sánchez – non ci siano indicazioni chiare, ricordando Giorgio Gaber, che il roscón sia «di destra» e il suo avversario «di sinistra» oppure viceversa. L’unica cosa sicura è che chi trova il fagiolo secco nascosto nella ciambella dei Magi paga il conto, mentre chi trova la figurina del re sarà fortunato. Ne avremmo tutti bisogno.