Corriere della Sera, 11 gennaio 2026
Il ritiro sciamanico e la morte di Alex L’esame dei capelli a chi era presente
Ci sono cinque indagati per la morte di Alex Marangon, il giovane di 25 anni precipitato dall’ex Abbazia di Santa Bona tra il 29 e il 30 giugno del 2024, un anno e mezzo fa, e trovato cadavere nel Piave dopo un volo di 15 metri. E per la prima volta, dopo un anno e mezzo, verrà effettuato l’esame dei capelli forniti spontaneamente dai venti partecipanti al ritiro spirituale «Sol de Putumayo», dopo il quale Alex perse la vita. Le persone presenti a quella cerimonia avevano consegnato agli inquirenti i capelli che, come è noto, non solo danno un riscontro sul Dna ma conservano traccia delle sostanze assunte nei mesi precedenti, siano alcool o altro. Quei campioni erano rimasti per così dire «congelati» a Trieste, dove opera Riccardo Addobbati, consulente indicato dalla Procura di Treviso e che è noto per essersi in passato occupato anche della morte di Liliana Resinovich.
Si punta ad approfondire come andarono i riti e il raduno al quale partecipò Alex, all’interno dell’abbazia, e cosa accadde dopo, quando il barista veneziano morì e fu ritrovato nel fiume. Diversi partecipanti, e anche Alex, forse avevano assunto l’Ayahuasca, bevanda psicoattiva tradizionale amazzonica a base di un decotto di piante. Ma non è una certezza: quella sostanza circolava, c’erano altre droghe che venivano consumate, o solo una purga per il rito, come hanno affermato alcuni degli indagati? Gli iscritti nel registro del pubblico ministero sono gli organizzatori Tatiana Marchetto e Andrea Zuin, poi i «curanderos» sudamericani che avrebbero gestito il rito e la somministrazione di almeno una bevanda: Jhonny Benavides e e David Castillo. E infine Alexandra Da Sacco, moglie del conte proprietario della tenuta. L’accusa è di morte come conseguenza di altro reato, ovvero l’eventuale cessione di stupefacenti. Se l’esame del capello potesse rivelare che in quei giorni tutti i partecipanti al raduno, circa una ventina di persone, avevano assunto Ayahuasca o altre droghe, allora gli investigatori potrebbero iniziare a ritenere che qualcuno ha mentito, parlando di una semplice purga: sarebbe uno spunto, per le indagini.
Il legale dei genitori di Alex, Stefano Tigani, valorizza la scelta della Procura di indicare cinque indagati che potranno difendersi con i propri legali nella consulenza tecnica. «Finalmente di svolgerà l’esame – dice – alla presenza della nostra consulente di parte: Donata Favretto». Cosa accadde ad Alex? «Alcuni testimoni riferirono di aver sentito un urlo ed un tonfo», ricorda l’avvocato. Era un giovane di bell’aspetto, le foto lo ritraggono sempre in forma e sorridente.
Dal 28 al 30 giugno del 2024 aveva deciso di partecipare a quel raduno, ma era stato ritrovato morto nel Piave, anche a una certa distanza. Era caduto verso il fiume dal parapetto che delimitava l’area dell’abbazia: la Procura aveva anche valutato l’ipotesi di un gesto volontario, che sarebbe però stato escluso con i successivi accertamenti. Cosa era successo quindi, quella notte, durante il «Sol de Putumayo», quella sorta di festa sciamanica? Gli inquirenti sono ancora in cerca della verità.