Corriere della Sera, 11 gennaio 2026
Can Yaman fermato (e poi rilasciato) a Istanbul in una retata antidroga
Una segnalazione. Poi, poco dopo la mezzanotte, la polizia irrompe nel night club Klein Phonix, uno dei più rinomati di Istanbul, e arresta il divo più popolare di sempre in Turchia, assieme ad altre sei persone, per presunto possesso di droga.
Quello che è capitato l’altra notte a Can Yaman potrebbe sembrare il copione di una delle tante fiction che lo hanno visto protagonista, facendolo diventare uno degli attori più amati non solo in Turchia, ma anche in Italia, dove è reduce dal più clamoroso dei suoi successi, il ritorno di Sandokan.
In realtà, di finto però stavolta non c’era nulla: Yaman, 36 anni, si è trovato al centro di un raid che la squadra narcotici ha effettuato in nove discoteche e night club della Turchia. Durante una di queste perquisizioni – che facevano parte di una maxi operazione intenzionata a fare luce sull’uso di droga da parte di giornalisti, influencer, personaggi dello spettacolo, attori e personaggi celebri turchi, tra cui anche il presidente della squadra di calcio del Fenerbahçe, Sadettin Saran – gli agenti avrebbero trovato sostanze stupefacenti addosso all’attore, decidendo di arrestarlo.
Diverse ore dopo, però, il rilascio e l’annuncio che Yaman proseguirà con tutte le attività di lavoro che aveva già in programma.
Da quanto riportano i media turchi, Yaman non era inizialmente nel mirino della polizia ma sarebbe stato vittima di una soffiata: a favorire il suo ritorno in libertà in tempi relativamente rapidi, pare siano stati i risultati dei test effettuati dall’Istituto di medicina forense fatti per stabilire se l’attore abbia effettivamente assunto o meno sostanze stupefacenti.
Il divo, interrogato, ha fornito le sue dichiarazioni alla polizia che sta indagando da settimane attraverso questa indagine che sta facendo tremare tutto il mondo dello spettacolo in Turchia. Di certo, nonostante l’apparente lieto fine, è stata una notte che Yaman non dimenticherà facilmente.
Nelle stesse ore in cui la polizia controllava i centri della vita notturna a Istanbul, infatti, la gendarmeria perquisiva i locali dell’hotel Bebek, di proprietà del produttore Muzaffer Yildirim, in carcere dallo scorso 5 gennaio con l’accusa di offrire party privati con tolleranza verso l’uso di droghe. I controlli, effettuati con l’aiuto di cani antidroga, sono proseguiti per tre ore e hanno portato all’arresto, oltre di Yaman, anche dell’attrice televisiva Selen Gorguzel, della ex presentatrice Nilufer Batur Tokgoz e di celebrità del jet set turco come Ayse Saglam, Ceren Alper, l’attore Dogukan Gungor, l’influencer Burak Altindag, la modella Ceyda Ersoy.
Le accuse parevano in un primo tempo molto pesanti per tutti loro, ed erano quelle di «possesso di droga a uso personale», «istigazione all’uso di droga», «istigazione alla prostituzione», «mediazione in traffici illeciti legati a prostituzione e stupefacenti». Yaman, però, sarebbe uscito dall’accertamento «pulito».
Un momento da incubo, che arriva – per quegli scherzi che il destino si diverte a fare – in un periodo in cui Yaman era completamente concentrato sul suo lavoro e i suoi impegni internazionali e mai avrebbe ipotizzato di potersi trovare in una situazione simile.
Amatissimo, l’attore ha ricevuto subito il sostegno sui social dei tanti fan, presenti in tutto il mondo (ci sono fan club anche in Australia), che hanno seguito la vicenda del suo arresto, certi della sua innocenza. Surfando tra i soliti meme ironici, che non mancano mai quando l’attualità irrompe nelle vite dorate di qualche divo, tutti si sono subito schierati dalla parte del loro Sandokan.