Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 11 Domenica calendario

«Machado non può cedere il Nobel a Donald»

María Corina Machado non potrà cedere il suo premio per la pace a Donald Trump, come la stessa leader dell’opposizione venezuelana ha lasciato intendere di voler fare per compiacere le aspirazioni del presidente americano. Lo ha chiarito ieri il Comitato norvegese per il Nobel e l’Istituto norvegese: il riconoscimento «una volta annunciato, non può essere revocato, diviso o trasferito ad altri. La decisione è definitiva e rimane in vigore per sempre». Il presidente Usa si era detto «molto onorato» che Machado gli volesse consegnare il premio in occasione del loro incontro la prossima settimana alla Casa Bianca. «Non riesco a immaginare nessun altro che l’abbia meritato quanto me» ha gongolato il tycoon. Trump da tempo mostra un’ossessione per il prestigioso riconoscimento. A giugno aveva anche elencato i motivi per cui gli spetterebbe: dall’aver promosso gli Accordi di Abramo che nel 2020 portarono al riconoscimento dello Stato d’Israele da parte di 4 Paesi arabi o islamici (Emirati, Bahrain, poi Marocco e Sudan) ai diversi accordi di pace che sostiene di aver realizzato. Come Machado, anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva dichiarato che Trump se lo meritava, quel Nobel, in un tentativo estremo di credere davvero alla possibilità di portare la pace nel suo Paese aggredito ingiustamente dalla Russia di Vladimir Putin.