ilsole24ore.com, 8 gennaio 2026
Un lavoratore su due vuole cambiare, ma trovare un nuovo posto è sempre più difficile
Quasi un lavoratore su due (il 52%) a livello globale pensa di cambiare lavoro nel 2026, ma trovare un nuovo posto è diventato sempre più difficile secondo il social network LinkedIn che ha realizzato un nuovo report sul mercato, con un approfondimento sul diverso approccio generazionale: elevata competizione, incertezza rispetto alla propria adeguatezza ai ruoli disponibili e divario tra competenze possedute e quelle richieste sono i principali fattori che complicano le ricerche, secondo quanto dicono i due terzi degli intervistati coinvolti. Il mercato del lavoro italiano resta dinamico ma è percepito come sempre più complesso dai professionisti, con i luoghi di lavoro che includono ormai 4 generazioni diverse. Se da un lato i più giovani guardano oltre confine in cerca di opportunità migliori, dall’altro i professionisti più avanti con l’età considerano questa come un fattore che può rendere più difficile un cambiamento di carriera.
Soffermandoci sull’Italia, i professionisti che cercheranno un nuovo lavoro in Italia sono 2 su 5, il 44%, a fronte di una percentuale quasi analoga (46%) che afferma di non avere in programma alcun cambiamento professionale. I sei lavoratori su dieci che in Italia hanno più difficoltà a trovare un nuovo lavoro parlano di forte competizione per i ruoli disponibili (44%) e i processi di selezione considerati più rigidi (36%). Una sensazione condivisa trasversalmente dalle diverse generazioni, dai più giovani ai baby boomer. «Il mercato del lavoro oggi assomiglia sempre più a una grande rotonda, in cui flussi diversi, le generazioni, le competenze e la tecnologia, si incrociano continuamente – commenta Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia -. Vediamo ora che oltre 6 professionisti su 10 trovano più difficile cercare lavoro rispetto al passato, e questo fornisce una direzione chiara: servono strumenti che rendano il percorso più leggibile, equo e basato sulle competenze».
Le sensibilità e l’approccio al mercato del lavoro cambiano a seconda delle generazioni. Per esempio, se prendiamo la Generazione Z più di 8 giovani su 10 hanno dichiarato di aver preso in considerazione l’idea di trasferirsi all’estero per migliori opportunità di carriera (81%), seguiti da circa 2 millennial su 3 (67%). Una propensione che diminuisce con l’età, ma che resta significativa anche tra i professionisti più maturi. L’età viene percepita come l’ostacolo più forte per ricominciare un percorso di carriera per competere, nonostante competenze ed esperienza consolidate.
A rendere la ricerca di lavoro un’impresa difficile contribuiscono iter di selezione lunghi e dispersivi: circa la metà degli intervistati ritiene che i processi abbiano troppe fasi (50%), mentre oltre 5 persone su 10 dichiarano di temere truffe o annunci di lavoro falsi (51%). Quasi la metà afferma inoltre che il processo sia diventato troppo impersonale (49%). Molti professionisti segnalano anche lo scarso riscontro: quasi 1 su 4 indica tempi di risposta molto lenti da parte dei recruiter (24%), mentre circa 1 su 5 lamenta il “ghosting” ovvero la totale assenza di conferma di ricezione della candidatura o di feedback sull’esito del processo. Nel mercato del lavoro continuano a dominare le dinamiche informali: oltre 3 professionisti su 10 ritengono che le conoscenze personali contino più del merito (32%), mentre solo 1 su 5 crede che impegno e competenze vengano sempre premiati.
L’intelligenza artificiale viene vissuta sempre più come un’opportunità tanto dai professionisti quanto dai recruiter: quasi 6 professionisti su 10 si dichiarano oggi sicuri nell’utilizzo dell’IA sul lavoro (59%), con una maggiore familiarità tra Gen Z e millennial rispetto alle generazioni più mature. L’adozione dell’IA nei processi di selezione per il 44% è vissuta come un’opportunità per standardizzare i colloqui e ridurre i bias umani, mentre una quota simile (46%) la valuta come un ulteriore ostacolo per farsi notare.
Tra le professioni in più rapida crescita nel mercato del lavoro italiano nella top ten ci sono al primo posto l’ingegnere dell’intelligenza artificiale, seguito dal direttore IA, dallo specialista in salute sicurezza e ambiente. Al quarto posto segue l’ingegnere dei sistemi avionici, poi il bioinformatico e il wealth manager. A chiudere ci sono il project manager, l’ingegnere elettrico, il consulente sviluppo commerciale e il tecnico commerciale.