Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 09 Venerdì calendario

Mercosur, trattori bloccano il traffico a Milano: la protesta contro il via libera dell’Ue all’accordo

A Milano i trattori bloccano il traffico contro il trattato di libero scambio con il Mercosur. I mezzi agricoli con le bandiere tricolori sono arrivati a decine in piazza Duca d’Aosta, davanti alla sede del Consiglio regionale lombardo, scaricando anche balle di fieno e suonando i clacson. La mobilitazione è stata indetta da Coapi e Riscatto agricolo Lombardia contro la firma del trattato che «favorisce la speculazione e punisce agricoltori e cittadini europei e sudamericani». Gli agricoltori chiedono di avere «un prezzo giusto per i produttori e i consumatori con nome, controlli efficaci e certi contro il trust e la speculazione».
La maggioranza dei Paesi Ue ha dato il prima via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur, che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Lo apprende l’ANSA da più fonti diplomatiche. Il via libera è arrivato dagli ambasciatori dei 27 Stati membri riuniti al Coreper.
Il sostegno dell’Italia è stato decisivo per ottenere la maggioranza qualificata necessaria per l’approvazione dell’accordo con il Mercosur. Invece la Francia ha votato contro e intende proseguire la battaglia al Parlamento europeo. I deputati europei esamineranno la ratifica del trattato nelle prossime settimane e sul voto potrebbero pesare molto le posizioni nazionali. Negoziato dal 1999, questo accordo crea una delle più grandi zone di libero scambio al mondo, tra l’Unione europea, il Brasile, l’Argentina, il Paraguay e l’Uruguay, con più di 700 milioni di consumatori. Per i suoi detrattori, in primis la Francia, sconvolgerà l’agricoltura europea con prodotti meno costosi e non necessariamente conformi alle norme ambientali dell’Ue, a causa della mancanza di controlli sufficienti. Per i suoi sostenitori – tra i quali la Germania e la Spagna – consentirà invece di rilanciare un’economia europea in difficoltà a causa della concorrenza cinese e dai dazi doganali negli Stati Uniti. Eliminando gran parte dei dazi doganali, questo trattato favorisce le esportazioni europee di automobili, macchinari, vini e formaggi. Al contrario, facilita l’ingresso in Europa di carne bovina, pollame, zucchero, riso, miele e soia sudamericani, con quote di prodotti esenti da dazi che allarmano le filiere interessate. Nella speranza di placare gli agricoltori, Bruxelles ha fatto una serie di concessioni negli ultimi mesi, tra cui garanzie rafforzate per proteggere i prodotti sensibili o una manovra di bilancio nella futura politica agricola comune (Pac) dell’UE. Tuttavia le proteste stanno continuando, soprattutto in Francia.