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 2026  gennaio 09 Venerdì calendario

Don Alì, il «re dei maranza», chiede una perizia psichiatrica dopo lo stalking e le minacce choc a un maestro

Ha chiesto di essere sottoposto a una perizia psichiatrica Don Alì, al secolo Ali Said, il «re dei maranza» sotto processo per stalking e minacce a un maestro elementare di Barriera di Milano. La richiesta, su cui ora dovrà esprimersi il Tribunale, è stata depositata dal suo legale, l’avvocato Federica Galante. Nelle scorse settimane la procura (pm Roberto Furlan) aveva chiesto per il tiktoker il giudizio immediato, che consente di bypassare l’udienza preliminare e andare direttamente a dibattimento. La difesa però ha chiesto di procedere con il rito abbreviato a condizione che il giudice autorizzi una perizia per accertare la capacità di intendere e di volere dell’imputato che, se ammesso al rito alternativo, avrebbe diritto allo sconto di un terzo della pena.
Video dal tono violento
Il 24enne, già molto popolare sui social per i contenuti dal tono violento e provocatorio, è stato arrestato il 22 novembre scorso dagli agenti della Squadra Mobile al termine di un rocambolesco inseguimento: è stato stanato nelle cantine di un palazzo di Barriera di Milano, dove si era nascosto nel tentativo di sfuggire alla cattura. Dapprima ristretto a Torino, prima di Natale è stato trasferito nel carcere di Brissogne (Aosta), mentre due suoi presunti complici sono tuttora sottoposti all’obbligo di firma.
L’inchiesta a suo carico è nata dalla denuncia del docente, finito vittima di un agguato a fine ottobre da parte di Don Alì e della sua «gang» che lo hanno accusato di aver maltrattato un alunno, descritto come «il nipote» o «la nipote» di uno dei partecipanti alla spedizione punitiva. L’uomo è stato inseguito, circondato, schiaffeggiato e minacciato e l’episodio è stato filmato con lo smartphone e postato sui social, totalizzando centinaia di migliaia di visualizzazioni. 
Le immagini sono state diffuse senza nemmeno oscurare il volto della figlia dell’uomo, di appena tre anni e mezzo, e la vittima è stata additata come “pedofilo” (accusa poi smentita dagli accertamenti dei pm). Avvertito da alcuni ex allievi, il docente (assistito dagli avvocati Davide Salvo e Davide Noviello) ha sporto denuncia il giorno successivo al commissariato Barriera di Milano. In seguito Don Alì ha anche rilasciato un’intervista al programma Le Iene, rinnovando le minacce al docente: «Se la prossima volta abusi un bambino, finirà molto peggio», ha dichiarato davanti alle telecamere. L’istituto delle Immacolatine ha subito fatto quadrato attorno al dipendente e ha sporto un’autonoma querela per diffamazione, chiedendo un risarcimento milionario per i danni d’immagine.
Nel corso delle indagini, la Squadra Mobile ha anche ricostruito un’aggressione ai danni della troupe del programma Mediaset Dritto e Rovescio, l’11 novembre: in quell’occasione Don Alì avrebbe colpito ripetutamente con una mazza chiodata il parabrezza dell’auto degli inviati, frantumandolo.