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 2026  gennaio 08 Giovedì calendario

Lo scandalo che scuote Londra, 5mila poliziotti assunti senza controlli: anche stupratori seriali

Stupratori seriali in divisa. È lo scandalo che scuote la Metropolitan Police di Londra e Scotland Yard, dove sono emerse falle gravissime nei controlli sui precedenti di migliaia di agenti e dipendenti. Tra chi è riuscito a rimanere in servizio nonostante reati gravissimi ci sono ex agenti responsabili di numerosi stupri. Il caso più eclatante riguarda David Carrick, condannato all’ergastolo per più di 50 reati sessuali. L’Ex detective era entrato nella Met nel 2001, dopo aver superato per la prima volta le procedure di verifica della polizia. Nel 2009 gli era stata assegnata un’arma da fuoco e, nonostante un’accusa di violenza domestica a suo carico, superò nuovamente i controlli nel 2017.
 
L’altro, Cliff Mitchell, invece, riuscì a entrare nel 2020 dopo che una commissione di verifica, nell’ambito di politiche di inclusione nella polizia, aveva ribaltato una decisione precedente che lo aveva escluso a causa di un’accusa di stupro su un minore. L’ex agente è stato condannato a un minimo di 13 anni di carcere per 10 stupri, tra cui tre su minori di età inferiore ai 13 anni.
 
La bomba è esplosa con una revisione interna che ha portato alla luce una situazione allarmante: tra il 2013 e il 2023, i controlli sui precedenti erano stati ridotti sia per i nuovi candidati sia per il personale già in forza. Secondo le stime del Home Office, la Met avrebbe assunto oltre 5.000 agenti e dipendenti senza le verifiche necessarie. Non solo: per circa 17.000 persone non è nemmeno possibile confermare se siano mai stati effettuati controlli pre-assunzione.
Il rapporto ha fatto emergere numeri inquietanti: 131 tra agenti e membri del personale avevano commesso reati, dallo stupro a illeciti legati alla droga, dai crimini d’odio fino a infrazioni apparentemente minori come presentarsi ubriachi in servizio.
Ma cosa è andato storto? Il rapporto punta il dito contro la grande campagna nazionale di reclutamento lanciata tra luglio 2019 e marzo 2023. Gli ufficiali senior della Met decisero di non seguire le linee guida nazionali, sotto pressione per raggiungere i target di oltre 4.500 nuove assunzioni. È stato preferito un iter accelerato per raggiungere gli obiettivi di reclutamento.
La deviazione dagli standard ha comportato la mancata verifica delle referenze e pericolose scorciatoie nei controlli, permettendo a persone che non avrebbero mai dovuto entrare in servizio di indossare la divisa. Una situazione che, secondo il rapporto, ha contribuito a creare danni causati dalla polizia e a una crescente sfiducia del pubblico.
Il programma Police Uplift, promosso dal governo precedente, prevedeva il reclutamento di 20.000 agenti in tre anni e mezzo per rimpiazzare quelli tagliati durante i periodi di austerità. Ma c’era un vincolo: i fondi destinati al reclutamento sarebbero stati persi se i target non fossero stati raggiunti. Una pressione che ha portato, spiega il rapporto, a un approccio “incentrato sulla velocità e sui numeri, a scapito dell’integrità”.
I numeri sono drammatici: 5.073 agenti e membri del personale non furono verificati correttamente. Di questi, 4.528 non furono controllati dalla Special Branch, 431 non subirono controlli dal Ministero della Difesa e 114 videro annullare un rifiuto di assunzione da un pannello interno della Met. Altri 3.338, che dovevano essere sottoposti a ulteriori controlli, ricevettero solo verifiche parziali.
La stima è che circa 1.200 persone, su 27.300 candidature, avrebbero probabilmente avuto esito negativo nei controlli se fossero stati applicati gli standard normali. Inoltre, tra il 2018 e aprile 2022, le referenze di ben 17.355 agenti e dipendenti non sarebbero state verificate correttamente. Di questi, circa 250 non avrebbero ottenuto il lavoro se i controlli fossero stati fatti nel modo giusto.
La Met ha definito la situazione “farsesca": la priorità era raggiungere numeri elevati invece di rispettare i controlli di sicurezza. I dirigenti senior, sottoposti a pressioni politiche, dovevano rispettare i target di reclutamento per non perdere i fondi, aumentando così il rischio di errori fatali.
Da quando Sir Mark Rowley è diventato commissario della Met nel settembre 2022, è partita una vera e propria operazione di “pulizia": circa 1.500 agenti sono stati rimossi.
Ma i risultati del rapporto non fanno che gettare nuove inquietanti ombre. A fronte di queste rivelazioni, la ministra degli Interni Shabana Mahmood ha annunciato l’avvio di un’inchiesta da parte dell’ispettorato di polizia, sottolineando che l’abbandono dei severi criteri di valutazione degli aspiranti agenti da parte di Scotland Yard rappresenta una “palese inadempienza”.
La vicecommissaria Rachel Williams ha ammesso le responsabilità: «Con la pubblicazione di questo rapporto siamo aperti e trasparenti riguardo alle pratiche passate di assunzione e verifica che hanno permesso, in alcuni casi, a persone inadatte di entrare nella Met. Abbiamo identificato i problemi e li abbiamo risolti rapidamente, gestendo correttamente ogni rischio per il pubblico. La maggior parte degli agenti e del personale che reclutiamo ogni anno hanno una condotta esemplare e dedita alla protezione della cittadinanza».
Paula Dodds, presidente della Metropolitan Police Federation (il sindacato della Met), ha commentato con amarezza: «Il rapporto di oggi mostra una situazione paradossale in cui il raggiungimento di un target numerico ha avuto la precedenza sui normali controlli e salvaguardie. I colleghi coraggiosi e diligenti che rappresentiamo concordano sul fatto che la piccola minoranza di agenti inadatti non dovrebbe mai essere entrata nella polizia».