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 2026  gennaio 08 Giovedì calendario

Intervista a Irina Shayk

Irina Shayk, nata Irina Valer’evna Šajchlislamova, supermodella russa. Ex di Cristiano Ronaldo, madre di Lea, avuta da Bradley Cooper. Il 6 gennaio ha compiuto 40 anni.
«Vivo l’età con naturalezza. Sono diventata modella tardi, a 19 anni. Per tutti ero fuori tempo massimo. Ho recuperato terreno».
Il primo ricordo da piccola.
«Sono all’asilo e non parlo con nessuno. Non sono socievole: forse perché sono cresciuta in mezzo al nulla».
La sua famiglia.
«Mio padre lavorava nelle miniere: negli anni Ottanta il governo ti assegnava un lavoro dove serviva. Lui fu spedito in un posto desolato: stavano costruendo un villaggio intorno a una miniera di carbone».
Ha avuto un’infanzia segnata dalla povertà?
«Dopo la morte di mio padre, mia madre non si è mai risposata: era rigorosa nello scegliere la persona giusta e non ha mai trovato un valido “sostituto”. Ma la parola povertà non ci rappresenta: la mamma ha mantenuto sempre un atteggiamento dignitoso. Ci siamo rimboccate le maniche. Con mia sorella coltivavamo l’orto: pomodori, patate, cetrioli... Oggi saprei dare vita a una produzione di frutta e verdura».
Una Cenerentola russa.
«So pulire da capo a fondo una casa o dipingere una parete: l’ho imparato pitturando un ospedale per 6 dollari l’ora. Mi feci assumere per comperarmi delle scarpe nuove. Da piccola indossavo solo abiti di mia sorella Tatiana e ogni volta che “ereditavo” un suo capo lei mi faceva pulire la casa per una settimana. Per fortuna era piccola: 24 mq per 4 persone, un divano letto dove dormivano i miei e una camera per me e mia sorella».
Quando è cambiata la sua vita?
«Con la morte di mio padre. Avevo 14 anni e ricordo di aver pensato: “Da oggi l’uomo in casa sono io”. Ero la secondogenita e i miei genitori avrebbero desiderato un maschio. Da quel momento ho messo via la mia parte femminile».
La moda come è arrivata?
«Con mia sorella ci siamo trasferite in città: io studiavo marketing, lei faceva la scuola di estetista. Le prime foto sono nate per caso. Era buffo: da piccola in casa non c’era una macchina fotografica, le poche foto che avevo ce le scattavano a scuola».
La grande occasione?
«Sono partita per Parigi senza sapere l’inglese, senza soldi né vestiti. Vivevo in un appartamento con altre ragazze russe: l’agenzia ci dava 40 euro a settimana per il cibo e la metropolitana. Facevamo la fame
. E all’epoca il mio genere non era apprezzato: andavano le ragazze magrissime, bionde. Io con le labbra carnose e il seno abbondante ero fuori. Finché non è arrivata la campagna di Intimissimi. Devo molto all’Italia: dopo quella campagna sono arrivati Vogue Russia e Sport Illustrated. Anche se per tanti anni mi hanno confinato nella gabbia di modella “commerciale”».
Come ne è uscita?
«Grazie a Riccardo Tisci, che mi ha voluta per Givenchy. Ha avuto il coraggio di osare con una modella cheap: dicevano che ero troppo sexy e forse rifatta. Non avevo neppure i soldi per mangiare, figurarsi per ritoccarmi...».
La sua fama è cresciuta anche grazie alla storia con Cristiano Ronaldo.
«Non vivo sui ricordi del passato. Penso al futuro».
Un altro ex celebre: Bradley Cooper, padre di sua figlia.
«È un ottimo padre e condivide gli stessi valori nel crescere Lea. È molto raro che i genitori separati riescano ad essere sulla stessa lunghezza d’onda nell’educazione. Lea non ha nessuna tata: ci occupiamo io e Bradley di lei».

Quanto è diversa l’infanzia di sua figlia dalla sua?
«Imparagonabile. Eppure anche Lea non ha telefoni o pc. La televisione le è concessa raramente: io stessa mi tengo al riparo dal flusso di brutte notizie. Cerco di mantenere un’energia positiva».
Come ha festeggiato i 40?
«Non sono una party girl. Lo faccio più per i miei amici. Sono timida e odio i complimenti. Il regalo più bello me lo ha fatto mia figlia: una cartolina scritta in russo. Mi ha commossa profondamente. Per me è importante che conosca le sue origini».

Cosa si è regalata con i primi guadagni della carriera?
«Un appartamento a New York. Non faccio shopping».

Ha mai ricevuto avance sul lavoro?
«No, per fortuna».

Il movimento Me too ha coinvolto anche Mario Testino, suo mentore e amico.
«Penso che il movimento sia accaduto nel momento giusto. Ma tutto è stato complicato dai social media e dalla cancel culture. A volte basta un tweet e nessuno verifica se i fatti siano veri. In ogni storia ci sono sempre due lati».
Oggi è single?
«Sì, ma in attesa di qualche sorpresa dell’Universo. Purtroppo gli uomini temono le donne forti. Non sono il tipo di donna che tiene la bocca chiusa. E non è apprezzato».

L’Irina segreta.
«Sono forte, ma anche fragile. Sono umana. A volte non mi sento abbastanza. Ma poi mi rialzo, mi rimetto in piedi. Per me e per mia figlia».
Crede?
«Sì. E penso che nella mia vita precedente sono stata sicuramente un uomo».