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 2026  gennaio 07 Mercoledì calendario

Risparmio, più azioni nei portafogli italiani

Cresce la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane e cresce la quota delle azioni nei portafogli dei risparmiatori. Il segnale di una «profonda ricomposizione» delle abitudini di investimento degli italiani.
Ci sono più titoli e meno depositi, emerge da un’analisi del centro studi di Unimpresa. I conti correnti sono comunque stati anche nel 2025 una delle voci più consistenti del risparmio nazionale e sono cresciuti di 28,5 miliardi a 1.140,9 miliardi, di fatto rappresentando poco meno di un quinto (il 18,6%) degli oltre 6.148 miliardi toccati lo scorso anno dalla ricchezza delle famiglie.
Azioni e partecipazioni sono definite «la componente più rilevante e dinamica» del risparmio. Lo scorso anno sono cresciute di 129,6 miliardi, con un balzo del 7,4%, portando il totale a 1.875,5 miliardi e alzando il loro peso sul totale dal 29,7% al 30,5%. «L’economia del nostro Paese è più forte, resiliente e sorprendente di quanto non emerga dal dibattito quotidiano. Un aumento di oltre 266 miliardi della ricchezza finanziaria in un solo anno non è un fatto episodico, ma il segno di una solidità profonda, costruita nel tempo, che resiste alle incertezze internazionali e alle tensioni cicliche», ha spiegato Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa.
Per il numero uno dell’associazione: «Una quota crescente di capitali si sta orientando verso strumenti finanziari più dinamici: è un segnale positivo, che va accompagnato da politiche capaci di canalizzare una parte di queste risorse verso la crescita delle imprese, in particolare delle piccole e medie, che sono il motore dell’occupazione».
Con le azioni e le partecipazioni crescono anche le quote nei fondi comuni. Il balzo tra il 2024 e il 2025 è stato dell’8% a 857,7 miliardi e ha portato l’incidenza di questo genere di prodotti al 14%.
Sul segmento bond si registrano invece divergenze. I risparmiatori investono con un orizzonte di lunga durata, quindi con l’intenzione di impegnare il proprio risparmio secondo aspettative di stabilizzazione finanziaria. Il risultato pratico di questa strategia è un calo delle obbligazioni a breve termine, in flessione di 3,7 miliardi, ossia del 10,3%, scendendo quindi a 32,3 miliardi totali. Di contro, balzano del 3,9% i titoli a medio e lungo termine, arrivando a oltre 472 miliardi.
I conti correnti, come detto, sono stati anche nel 2025 una componente centrale.
Di segno opposto è l’andamento dei depositi, che passano da 444,4 miliardi nel 2024 a 432,5 miliardi nel 2025, con una riduzione di 11,9 miliardi, pari a -2,7%. Anche il peso percentuale cala dal 7,6% al 7,0%, confermando il graduale disimpegno delle famiglie dagli strumenti meno remunerativi.

Quanto alle riserve assicurative, l’aumento è stato del 4,4% a 1.137,9 miliardi, con una quota stabile sul totale della ricchezza finanziaria del 18,5%.
Più contenuto, ma rilevante in termini relativi, è l’aumento dei derivati e delle stock option, che salgono da 9,9 miliardi nel 2024 a 11,2 miliardi nel 2025, con un incremento di 1,2 miliardi, pari a +12,4%, pur mantenendo un’incidenza marginale intorno allo 0,2%.

Un quadro cui, aggiunge ancora Longobardi, ha contribuito la stabilità politica, «che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare la fiducia di famiglie e operatori economici».