il Fatto Quotidiano, 7 gennaio 2026
JP Morgan: Parigi rischia un nuovo taglio del rating
Può sembrare poco, il 50% di possibilità di un abbassamento del rating sul debito che la banca d’affari JP Morgan assegna alla Francia, il Paese europeo più in difficoltà sui mercati, ad Austria e Belgio. Non è affatto poco, però, se si pensa che nello stesso report di inizio 2025 l’istituto americano aveva assegnato solo un 30-40% di possibilità che almeno una delle principali agenzie di rating – Moody’s, S&P, Fitch e Dbrs – decidesse per un downgrade dei titoli di Parigi: nel corso dell’anno scorso lo fecero in tre e la quarta, Moody’s, ha comunque abbassato l’outlook, cioè le prospettive dell’economia francese. Non una bella notizia per Francia e Belgio, a cui la Ue e il mercato chiedono rigidi programmi di austerità, e per l’Austria, coinvolta dalla recessione tedesca. Il malato d’Europa però, indirizzato verso la riconversione bellica l’industria tedesca, rimane Parigi, che per il secondo anno consecutivo non è riuscita ad approvare il bilancio dello Stato (un accordo è stato trovato solo sulle spesa sociale) e va avanti in una cosa simile all’esercizio provvisorio dell’ordinamento italiano: ieri il ministro delle Finanze Roland Lescure ha spiegato che senza interventi nel corso dell’anno il deficit pubblico del 2026 è stimato attorno al 5,4% del Pil, all’ingrosso dove dovrebbe aver chiuso il 2025, di conseguenza il debito resta proiettato verso il 120%. Finora i titoli francesi non hanno pagato il prezzo della crisi politica e delle mancate risposte economiche, ma Parigi già paga più dell’Italia per piazzare i suoi Oat e il conto potrebbe salire ancora.