repubblica.it, 7 gennaio 2026
Il mistero del pianeta errante. Espulso dal suo sistema solare, oggi vaga da solo nell’universo
I pianeti orbitano tutti attorno a una stella. O così almeno si pensava. Di recente infatti sono stati scoperti alcuni rari pianeti che vagano da soli per le galassie, senza compagni e senza un sistema solare che li faccia sentire a casa.
Introversi, privi sia di luce propria che di luce riflessa, lanciati su traiettorie casuali, i pianeti erranti sono difficili da individuare per gli astronomi. La loro presenza parrebbe anche del tutto irrilevante per la vita dell’universo, se non per un piccolo particolare.
Gli astronomi dell’università di Pechino guidati da Subo Dong hanno infatti scoperto un pianeta randagio grazie al debole effetto che la sua forza di gravità esercita sulla luce delle stelle. Il 3 maggio del 2024 alcuni telescopi terrestri e il telescopio spaziale Gaia hanno notato un aumento appena percettibile della luminosità di una stella molto distante.
Lo hanno attribuito alla forza di gravità che il pianeta ramingo esercita sulla luce degli astri lontani, una delle poche implicazioni della sua esistenza. Poiché l’effetto è stato misurato da telescopi distanti fra loro, collocati sia a Terra che nello spazio a un milione e mezzo di chilometri da noi, la triangolazione delle osservazioni ha permesso di stimare la massa e la posizione del pianeta solitario.
Ne è emerso (ed è stato pubblicato su Science) il primo identikit di uno degli oggetti più schivi del cosmo. Il pianeta vagabondo è grande poco meno di Saturno e si trova a 10mila anni luce da noi, in direzione del rigonfiamento che segna il centro della Via Lattea. Dove sia diretto è noto solo a lui. Anche se altri pianeti giracosmo sono stati individuati in passato (il primo nel 2000), quello di Science è l’unico descritto con questi, sia pur scarni, particolari.
Assai più ricche delle informazioni note sono le curiosità che il pianeta errante suscita. Gli scienziati pensano che si sia formato all’interno di un sistema solare (le sue dimensioni sono simili a quelle dei pianeti a noi vicini) e poi per qualche ragione sia stato espulso, mandato in esilio a vagare per l’universo come una nave fantasma.
I motivi di questo ostracismo possono essere diversi, e tutti destinati a restare vaghi. Può darsi che il nomade si trovasse troppo vicino a un altro pianeta e che sia uscito perdente da un braccio di ferro gravitazionale che ne ha piegato l’orbita. O forse il suo sistema solare era formato da due stelle: una conformazione per sua natura instabile, che potrebbe aver alterato l’equilibrio delle orbite planetarie e scagliato via uno o due ospiti del sistema solare.
La velocità piuttosto elevata del pianeta errante farebbe propendere gli astronomi per quest’ultima ipotesi. Nel suo viaggio senza scopo, a lui resta almeno la soddisfazione di aver lasciato un segno e tante curiosità nelle menti di una specie vivente che si colloca in un angolo lontano della galassia.