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 2026  gennaio 06 Martedì calendario

Energia, parchi e centenari: ultima infornata di trombati

In politica c’è sempre una seconda occasione. E quello che non danno le urne possono restituirlo le nomine, che hanno il vantaggio di far pesare i buoni rapporti nei Palazzi molto più che il gradimento tra gli elettori. E così tra la fine del 2025 e l’inizio di questo 2026 i partiti hanno dato sfogo alla solita abilità da ufficio di collocamento per chi era rimasto a spasso.
L’ultimo botto di Capodanno arriva dalla Regione Lazio e riguarda la nomina del meloniano Vincenzo Fedele alla guida del Parco Naturale dei Monti Aurunci. Per capire le impronte digitali della scelta, basta leggere i ringraziamenti pubblici di Fedele, che cita tutti esponenti di Fratelli d’Italia: “Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e l’assessore regionale Giancarlo Righini”, “la federazione provinciale di FdI di Latina guidata da Nicola Calandrini”, “l’eurodeputato Nicola Procaccini”, “l’assessore regionale Elena Palazzo e i consiglieri Vittorio Sambucci e Emanuela Zappone”. Già candidato non eletto alle ultime Regionali nel Lazio (ovviamente con Fratelli d’Italia), Fedele collabora proprio con lo staff di Procaccini al Parlamento europeo.
Altro colpo della destra, stavolta in Veneto, serve a piazzare l’ex assessore Federico Caner, rimasto fuori dalla giunta dopo la fine dell’èra Zaia, anche perché una legge regionale impone il limite di due mandati agli assessori. Soluzione elementare: il nuovo assessore dell’Agricoltura Dario Bond ha nominato Caner direttore dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario (Veneto agricoltura). E pazienza se fino a pochi mesi fa Caner sarebbe stato incompatibile, in quanto assessore (peraltro proprio all’Agricoltura) e dunque per due anni escluso dalle porte girevoli tra politica eD enti pubblici al termine del mandato. In estate una norma nazionale ha fatto saltare il tappo, scongelando la possibilità per le Regioni di piazzare immediatamente gli ex assessori. E così è stato.
Gli appetiti in Veneto sono però ancora molti.
L’elezione di Alberto Stefani a presidente della Regione e la nomina di Max Bitonci in giunta hanno liberato due posti alla Camera dei deputati, dunque nel giro di qualche mese si dovrà rivotare per scegliere due nuovi parlamentari. A sperare ci sono un po’ di delusi locali, da Laura Cestari a Giulio Centenaro e Roberto Pan, sempre che da via Bellerio non prenotino uno dei due posti imponendo il tesoriere Alberto Di Rubba.
Scorie da dopo-Zaia, che pian piano però vede i suoi trovare casa. In Arera, l’Autorità di regolazione per l’energia, è arrivato Nicola Dell’Acqua come presidente e presto potrebbe raggiungerlo Federico Meneghesso, fedelissimo del Doge per anni al vertice del suo gabinetto in Regione.
D’altra parte Arera sembra proprio essere un porto sicuro. Prima di Natale è arrivato in quota Pd Alessandro Bratti: due volte deputato, vicinissimo a Dario Franceschini, in passato è stato anche direttore generale di Ispra, l’Istituto per la ricerca ambientale. La stessa Ispra dove invece un paio di settimane fa il ministro forzista Gilberto Pichetto Fratin ha voluto indicare come presidente un’ex senatrice con meno curriculum, ossia Alessandra Gallone, anche lei di Forza Italia (ma con trascorsi in Alleanza nazionale) a cui aveva intanto garantito una consulenza all’Ambiente a 35 mila euro l’anno.
La parabola politica di Gallone in parte coincide con quella di uno storico missino di cui i vecchi amici non si sono dimenticati. Si tratta di Vincenzo Zaccheo, tre volte deputato, già sindaco di Latina, volto storico della destra laziale. Sotto Natale è stato scelto dal governo come presidente della Fondazione Latina 2032, istituita in questa legislatura per valorizzare e promuovere il territorio da qui al centenario della fondazione della città, sorta come noto in piena epoca mussoliniana. Oggi quei territori sono un solido granaio di voti per il partito di Giorgia Meloni (nel dubbio, rileggersi la filiera dei ringraziamenti di Fedele).
Meno in vista, ma pur sempre consolatorio, il premio per Francesco Trasatti, ex presidente del Consiglio comunale di Fermo e candidato in lista col dem Matteo Ricci alle ultime Regionali nelle Marche. Le elezioni non sono andate granché bene, ma Trasatti è appena diventato presidente del Conservatorio Giovanni Battista Pergolesi e resterà in carica per i prossimi tre anni.
Con queste premesse, promettono bene altre Regioni in cui le giunte sono in movimento. La Puglia, nella quale i fedelissimi di Michele Emiliano sono alle prese con le incognite del corso di Antonio Decaro, e la Campania di Roberto Fico, dove molti ras deluchiani sono per il momento rimasti a bocca asciutta. Senza dimenticare la Sicilia: il presidente Renato Schifani è alle prese con l’obbligo di un rimpasto, stante le bizze degli alleati e la bufera giudiziaria che ha travolto Totò Cuffaro. Quale migliore occasione per ripescare qualche naufrago rimasto a spasso?