La Stampa, 6 gennaio 2026
Gli italiani sono pessimisti sul nuovo anno "Pronti a tagliare viaggi e ristoranti"
Preoccupazione, è la prima parola scelta da oltre un terzo degli italiani per definire l’anno che verrà, e viaggia di pari passo con l’insicurezza. Più gli italiani guardano allo scenario nazionale e internazionale, più la tensione sale e ammanta di negatività le aspettative. Secondo il Rapporto Coop 2025, questo cattivo umore orienta negativamente anche le previsioni sull’andamento dei mercati finanziari, e non invoglia a mettere nella lista dei desideri un figlio (solo il 12% fra i 18-44enni lo fa).
Previsioni pessimistiche anche sulle prospettive economiche. Gli intervistati prevedono nel 2026 una crescita del Pil prossima allo zero. «In un simile contesto – si legge nel rapporto – difficile ipotizzare un qualche dinamismo dei consumi». Infatti, gli opinion leader intervistati prevedono una crescita di solo lo 0,3%, mentre l’ultima previsione Istat è più ottimistica (+0, 9%).
La minima crescita dei consumi è legata quasi esclusivamente ai consumi di necessità. Si pensa di dover spendere di più in bollette (32%), carburante (22%), salute (21%) e cibo (20%). I maggiori tagli avverranno alla voce “viaggi fuori dall’Europa” (-30%) e “pranzi e cene al ristorante” (-30%), ma si taglierà anche negli acquisti per l’abbigliamento (26%). Sulla lista dei risparmi anche gli elettrodomestici e gli smartphone. Migliora invece il proposito di acquistare un’auto nuova nel 2026: dal 19% del 2025 si passa al 23%.
Trasferirsi all’estero, cambiare lavoro, dedicarsi di più alla propria formazione rimangono anche nel 2026 nel cassetto dei sogni. Proprio per quel che concerne il mercato del lavoro si vede nero: il 43% degli intervistati non ha fiducia.
Il campione preso in considerazione da Coop vede nel premier spagnolo e segretario del partito socialista Pedro Sánchez il leader mondiale che si distingue in modo più positivo. Sánchez ha ottenuto il 65% dei giudizi positivi staccando di 8 punti percentuale il premier laburista britannico Keir Starmer (47%) e a sorpresa sul podio spunta il presidente cinese Xi Jinping (43%).
I leader mondiali più detestato, quanto a giudizi negativi, sono Benjamin Netanyahu, Donald Trump e Vladimir Putin. Ma il popolo di Coop non ha ama neanche il premier ucraino Volodymyr Zelensky, che fra i leader europei risulta quello con i pareri negativi peggiori (48%), seguito da Ursula Von der Leyen, Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron.