la Repubblica, 6 gennaio 2026
Arisa: “Felice di chi sono, amo la solitudine. Le app di incontri, che male c’è? Ci passo il tempo”
Autoironica, inquieta, anche buffa: Arisa, 43 anni, è un talento pieno di contraddizioni e di desideri. Voce bellissima, Rosalba Pippa è una veterana al Festival di Sanremo; ha vinto nel 2009 con Sincerità (Nuove proposte) e nel 2014 con Controvento (Big). Nel 2012 si era piazzata al secondo posto con La notte. Ha co-condotto il Festival nel 2015 e quest’anno sarà in gara con Magica favola.
Di cosa parla la canzone?
«È il racconto di una vita che attraversa tante fasi, un manifesto generazionale: si smette di sentire, di credere e di sperare. E poi si capisce che il modo di stare al mondo è tornare bambini».
Com’era da piccola?
«Una ragazzina molto giusta, affettuosa, idealista. Pensavo che tutto fosse possibile».
Questa apertura le è rimasta?
«Sono speranzosa ma non sono mai stata una persona aperta, ho contemplato la solitudine. Bisogna lavorare molto su se stessi».
Quanto ha contato Sanremo nella sua vita?
«Tutto, direi. Ha definito un prima e un dopo, il festival è sempre una ripartenza, significa nuovi progetti: è la mia nona volta».
L’edizione memorabile?
«Nel 2009 con Sincerità. Mi sono sentita bene in un posto che avevo visto solo in tv».
Ultimamente ha raccontato che si era collegata a una app di incontri ma è diventata “subito sottona”.
«Che male c’è? Con un ragazzo straniero mi sono sentita più libera, poi sì, sottona. Secondo me tutte le persone al mondo vivono per essere amate: in un modo o nell’altro, è il fine ultimo. C’è chi si fa crescere i capelli, chi si compra l’auto più bella, lo scopo è essere accolti e apprezzati. Coincide con l’amore».
Perché rivela cose molto private?
«A domanda rispondo. Non ci sono cose che racconto o non racconto. Se si arriva al discorso non vedo perché non dovrei parlare. Poi ci sono aspetti che tengo per me, ma dire che sono iscritta a un sito di incontri è una cosa innocua... Viene amplificata solo perché sono Arisa, poi chiariamo».
Chiariamo.
«Queste app vengono utilizzate anche per chiacchierare, passare il tempo, esplorare: conosco persone che non sanno chi sono dall’altra parte del mondo».
Oggi è innamorata?
«Non si sa, non riesco a capirlo».
Ha cambiato idea, negli anni, sulla persona che vorrebbe accanto?
«Di base non ho una lista di caratteristiche a cui necessariamente deve aderire. Posso innamorarmi di chi è l’esatto contrario di chi vorrei vicino».
Ha imparato la leggerezza?
«Magari. La leggerezza è un dono incredibile, quando ti puoi permettere di essere leggera è bello, ma non sempre si può fare. È un grande lusso. La leggerezza non è superficialità, e, effettivamente, più vai avanti con l’età più guardi il mondo con occhi più attenti».
In “Nuvole” ha cantato un amore tossico. Quante volte si è ricreduta: pensavo che fosse amore e invece era un calesse?
«Purtroppo, capita di sbagliare. Di base, penso che serva costruirsi, tra virgolette, una corazza; non per attaccare, ma per difendersi da ciò che ci ferisce. Bisogna attivare sensori che ci aiutino a salvarci dalle situazioni che puzzano».
La cosa che la rende più felice?
«Più di tutto, sentirmi a posto con me stessa. Mi rende felice la consapevolezza che sono una persona degna».
Il rapporto con lo specchio?
«È sicuramente molto assiduo, ho bisogno di guardarmi per riconoscermi: è il contatto tra ciò che sento dentro e quello che vedo al di fuori di me. Mi sono sempre accettata nelle mie mille trasformazioni».
Che ha capito, quante “Arise” ci sono?
«Arisa è una. Diciamo che ho assecondato il flusso».
Sogna una famiglia sua?
«A volte sì, a volte no. Oggi gli ideali di felicità sono molto cambiati, se capiterà sarò felice di accogliere».
Samuele Bersani le fece un complimento bellissimo, che è “intonata dentro e fuori”. È così?
«Mi ha conosciuto nel 2012».
Oggi come è messa ad autostima?
«La mia autostima è concreta, sono una persona in continua ricerca».
La tv l’ha adottata, è giurata a “The voice”, dal 10 su Rai 1 inizia “The voice kids”: cosa le ha dato?
«È una grande palestra emotiva, ho ascoltato storie che mi hanno colpita e mi hanno fatto sentire utile. Tante persone mi hanno dato meriti che, in fondo, erano solo loro. Mi sono sentita molto amata, non è scontato. E io amo il pubblico».
Ha amiche cantanti?
«Mi piacciono un po’ tutte le mie colleghe, so bene che per le donne fare musica in questo Paese non è facile. L’amicizia è il risultato di tante esperienze fatte insieme, ci sono vari livelli di conoscenza. Per lavoro, c’è chi va da una parte, chi dall’altra. Sono poche le occasioni di incontrarsi. Raccontare la favola del Mulino Bianco, dire che nel nostro ambiente nascono grandi amicizie, no».