la Repubblica, 6 gennaio 2026
Crisi aziendali: braccio di ferro tra Cgil e Urso
Per la Cgil i tavoli di crisi aperti al Mimit sono ormai quasi 100. Per il ministero delle Imprese guidato da Adolfo Urso sono invece “solo” 41, e in netto calo rispetto ai 55 del 2022. Uno scontro sui numeri, non sulla realtà di fondo. La produzione industriale italiana è in flessione da 32 mesi negli ultimi tre anni. Un arretramento che si accompagna a un’impennata delle richieste di cassa integrazione straordinaria. E ora le difficoltà si stanno allargando anche a commercio e distribuzione. Secondo il sindacato, i tavoli ministeriali erano 96 già a ottobre e interessavano oltre 120 mila lavoratori, con nuovi casi emersi nelle ultime settimane. Il governo contesta questa lettura e rivendica i risultati ottenuti. Nel 2025, sottolinea il Mimit, sono state chiuse 27 vertenze, trasformate in accordi di reindustrializzazione o rilancio produttivo, con oltre 14.260 posti di lavoro tutelati o stabilizzati. I lavoratori oggi seguiti nei tavoli attivi sarebbero 34.802, contro gli oltre 80 mila di tre anni fa. La Cgil descrive però un sistema sotto pressione crescente con tavoli più che raddoppiati in due anni. Da Woolrich, con 139 trasferimenti giudicati dai sindacati un licenziamento collettivo mascherato, a Conbipel, Coin, Conforama e Original Marines. Senza contare i circa 20 mila addetti di Carrefour coinvolti nella cessione al gruppo NewPrinces. Alla platea dei lavoratori seguiti nei tavoli ministeriali si aggiungono poi quelli coinvolti in vertenze regionali e in chiusure comunicate senza confronto istituzionale. Allarme rosso.