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 2026  gennaio 06 Martedì calendario

Coniugi mummificati nella villa di Verona, a un anno dalla morte ancora nessun funerale: il nodo dell’eredità al Wwf

È passato ormai un anno da quando i coniugi Steffenoni sono morti in solitudine nella loro villa a Montericco (Verona), ma i funerali non sono ancora stati celebrati. I loro corpi mummificati erano stati trovati lo scorso 15 marzo, tre mesi dopo il decesso, da tre giovani «urbex» (appassionati di esplorazione di edifici abbandonati), che si erano introdotti in quella proprietà apparentemente disabitata e infestata dalle mosche. Nessun parente o amico aveva mai fatto visita alla coppia, perché da vent’anni Marco Steffenoni, 75 anni, e la moglie Maria Teresa Nizzola, 76, avevano tagliato i ponti con il mondo, decidendo di vivere nella loro villa come eremiti.

I cadaveri sono tuttora nella sezione di Medicina legale dell’ospedale di Borgo Roma, a Verona, dove rimarranno finché il Wwf, erede dell’inestimabile patrimonio della coppia, non avrà accettato l’eredità con beneficio di inventario. Un lungo iter che dovrebbe sbloccarsi nelle prossime settimane, quando la sezione civile del tribunale di Verona nominerà il notaio. «Non intendiamo sottrarci alle volontà dei coniugi Steffenoni – riferisce l’avvocato Gian Pietro Bianchi, che rappresenta il Wwf – ma come ente del terzo settore possiamo accettare l’eredità solo con beneficio di inventario e all’inizio bisognava capire chi fosse morto per primo».

I tanto attesi risultati dell’autopsia sono arrivati però solo in agosto. I due coniugi sono morti a poche ore di distanza l’uno dall’altro. La prima a perdere la vita è stata Maria Teresa, seduta su una poltrona di fronte al camino da cui è fuoriuscito il monossido di carbonio. Ci è voluto invece più tempo per Marco Steffenoni, che si trovava nella camera da letto al primo piano. Quell’intossicazione gli ha provocato un arresto cardiaco, facendolo cadere sul pavimento, dove è poi stato trovato dagli «urbex» e dalla polizia. «Quando, nelle prossime settimane, sarà conferito ufficialmente l’incarico al notaio, verranno rimossi i sigilli alla villa, che era sotto sequestro durante le indagini – continua l’avvocato —. Sarà possibile entrare nell’abitazione e fare l’inventario, capendo meglio qual è il patrimonio da tutelare». Solo a quel punto il Wwf potrà entrare in possesso dei beni della coppia e organizzare i funerali. Nel testamento gli Steffenoni hanno espresso la volontà di essere seppelliti insieme nella cappella di famiglia di lei, che si trova nel Mantovano, dove ci sono altre proprietà di Maria Teresa.
Per oltre vent’anni marito e moglie hanno scelto di isolarsi e di chiudere ogni tipo di relazione col mondo esterno. Hanno deciso di bastarsi, compiendo viaggi favolosi in giro per il mondo. Amavano la natura, motivo per cui già in vita avevano destinato con delle donazioni parte del loro patrimonio ad associazioni legate alla tutela dell’ambiente e degli animali. Erano diventati soci del Wwf negli anni Ottanta e hanno deciso di lasciare tutto a quell’ente che, nei prossimi mesi, oltre alla villa di Montericco erediterà alcune proprietà di Nizzola nel Mantovano.
Maria Teresa si era trasferita da giovane per motivi di studio a Verona, dove era scoccata la scintilla con Marco Steffenoni. Lui si era laureato all’Università di Padova in Medicina e Chirurgia nel 1977, iscrivendosi poi all’albo degli odontoiatri. Aveva aperto uno studio in centro a Verona, in via Cappello, a due passi dalla Casa di Giulietta. La coppia non era mai stata particolarmente socievole. In quella villa a Montericco aveva ospitato alcuni studenti universitari, ma negli ultimi tempi aveva deciso di non vedere più nessuno girovagare per casa. E anche al giardiniere, che curava le piante, a un certo punto è stato detto di non venire più. Persino i vicini avevano raccontato di non conoscere gli Steffenoni e di aver visto raramente qualcuno entrare nella loro dimora.
Quella misteriosa villa, tra le colline di Montericco e al confine tra Verona e Negrar di Valpolicella, ha attirato l’anno scorso la curiosità degli esploratori urbani e dei ladri, che non si sono fatti sfuggire una ghiotta occasione. Dopo la scoperta dei corpi mummificati, i sigilli posti sul cancello esterno dalla polizia sono stati più volte violati. La dimora è stata saccheggiata e sono stati portati via numerosi oggetti di valore acquistati da Marco e Maria Teresa nei loro viaggi, diversi quadri e alcuni pezzi delle loro auto di lusso. La villa della coppia era diventata anche il luogo di ritrovo per alcuni urbex, che si erano organizzati persino da Trieste e da Treviso per visitarla nel giorno di Pasquetta. Un appuntamento che è poi saltato dopo l’ennesima incursione dei ladri e l’intervento delle forze dell’ordine.