Corriere della Sera, 6 gennaio 2026
Il British Museum cerca un cacciatore di tesori
La materia è, al contrario, molto seria: si tratta di recuperare ancora centinaia di reperti sottratti al museo prima che sia troppo tardi. In cima alla lista degli oggetti dalla vita breve fuori dalle teche museali troviamo, ad esempio, i gioielli in oro, che potrebbero essere fusi, cancellando così delle importanti testimonianze del passato. Non si tratta solo di monili ma anche di pietre semi-preziose e oggetti in vetro alcuni risalenti al XV secolo a.C., quindi di inestimabile valore. Le illustri mancanze riguardano soprattutto le collezioni greche e romane che furono al centro dello scandalo del 2023, quando Peter Higgs, allora curatore del dipartimento che avrebbe dovuto custodire quei reperti nel museo, fu licenziato e accusato di furto, danneggiamento e vendita di quegli oggetti nel corso di oltre un decennio. Tutte accuse da lui negate.
Per la vicenda sono ancora in corso indagini. Al momento sarebbero stati recuperati meno della metà degli oggetti mancanti (654 su circa 1.500) ma per ritrovare il resto del tesoro sottratto è necessaria una nuova risorsa dedicata a un compito molto specifico.
Nelle operazioni di recupero attualmente è coinvolto un team di cinque persone, guidato dal professor Tom Harrison, che però ha bisogno di aiuto vista la previsione di un lavoro di ricerca ancora lungo, per una «caccia» che – racconta al «Times» —— «continuerà finché non sarò in pensione... o sottoterra». L’intenzione – spiega Harrison al quotidiano londinese – una volta ottenuto il budget dal museo, è quella di assumere una persona esperta che si concentri in modo particolare «sulla scrittura di lettere a commercianti, case d’asta e collezionisti».