Corriere della Sera, 6 gennaio 2026
Londra vieta spot social e tv di pizza e gelati
La battaglia contro l’obesità infantile passa anche dalla pubblicità. Il governo di Keir Starmer ha bandito la promozione su Internet e piattaforme social – e in Tv prima delle 21.00 – di cibi e bevande con alto contenuto di grassi, zuccheri e sale. Le nuove norme, entrate in vigore ieri, sono pensate per contenere un fenomeno che dilaga tra i minorenni del Regno Unito, dove alla fine delle elementari è sovrappeso il 35% dei ragazzi. Niente hamburger, patatine, cioccolato e dolci vari, addio ad alcune barrette energetiche così come a pizza e gelati, che nella loro versione britannica possono contenere fritti e ingredienti poco sani. Stando alle proiezioni del ministero della Sanità, è una misura che avrà risultati concreti. «Eliminerà ogni anno 7,2 miliardi di calorie della dieta dei minorenni del Paese e ridurrà di 20.000 il totale di bambini obesi». Stando agli esperti, la pubblicità ha un impatto non solo su ciò che si mangia ma anche su quando si mangia: chi dopo la scuola si attacca al cellulare non verrà più bombardato da immagini di torte e biscotti e forse eviterà merende eccessivamente caloriche. Da solo, però, lo stop alla promozione non basta. La Gran Bretagna sta aumentando i finanziamenti per strutture e iniziative sportive destinate ai più giovani e incrementando i pasti gratuiti a disposizione nelle scuole. Entro settembre, tutte le elementari inglesi offriranno anche la prima colazione. L’obesità infantile è infatti un problema che affligge soprattutto la popolazione meno abbiente, dove i bambini che già a quattro anni sono sovrappeso sono il doppio rispetto a zone più ricche. Una volta calcolato il costo degli ingredienti e dell’energia necessaria per cucinare, il fast food può costare meno di una cena preparata in casa. Il divario economico ha di conseguenza un effetto anche sulla salute dei più giovani e sulle loro possibilità future. L’associazione dei pediatri del Regno Unito aveva lanciato l’allarme nel 2024, accusando «vari governi di non aver voluto affrontare il problema». Starmer ci sta provando.