Corriere della Sera, 6 gennaio 2026
«El Pollo», il testimone-spia fu sentito anche dai pm italiani
Se è il teste di Trump contro il presidente Maduro, il generale Hugo Armando Carvajal, detto «el Pollo», direttore del controspionaggio di Caracas nel 2004-2014 prima di rompere con Maduro e giungere a riconoscere la legittimità di Guaidó, già nel 2021 fu interrogato, curiosamente, da pm italiani. Nell’estate 2020, infatti, il giornalista spagnolo di Abc, Marcos García Rey, fu denunciato per diffamazione dal figlio di Gianroberto Casaleggio per aver scritto, a suo dire forte di una nota degli 007 di Carvajal, che Maduro, ministro degli Esteri di Chávez, avesse autorizzato la destinazione, tramite il console a Milano, di una valigetta con 3,5 milioni all’ideologo M5S, Casaleggio, «promotore di un movimento di sinistra anticapitalista». Intanto Carvajal nel 2021 in apparenza riapparve in Spagna, venendo arrestato su richiesta Usa per traffico di coca, e lì iniziando a rendere dichiarazioni (false per Caracas) sui finanziamenti a movimenti «rivoluzionari» nel mondo. Così il 21 dicembre 2021 a Madrid i pm milanesi Cristiana Roveda e Maurizio Romanelli lo interrogarono sul documento del reporter, e l’ex capo degli 007 diede una risposta double-face da perfetta spia: «Non era quello vero», ma «quel documento esisteva» e «vera era l’informazione contenutavi», pur se Carvajal asseriva di non sapere a chi fossero finiti i soldi stanziati da Maduro. Il che nel penale valse al giornalista, condannato per diffamazione nel civile, la scriminante putativa e quindi l’archiviazione.