repubblica.it, 5 gennaio 2026
Spilletta anti Venezi, dopo la Fenice boom di richieste dagli altri teatri italiani
Una nuova colletta su PayPal e altre 3 mila spillette ordinate: il simbolo della protesta degli orchestrali della Fenice di Venezia contro l’arrivo di Beatrice Venezi – le contestano un curriculum non all’altezza del prestigioso ruolo – portato in scena al concerto del 31 dicembre, con il simbolo del cuore e la chiave di violino, è diventato un oggetto richiesto anche fuori dalla Laguna.
Alle rappresentanze sindacali dei musicisti, in mobilitazione dallo scorso settembre per la nomina imposta dal governo della direttrice d’orchestra organica a FdI, sono infatti arrivate “ordinazioni” da vari teatri italiani ma non solo: associazioni musicali, cori, docenti universitari, appassionati di opera. Trieste, Pisa, Milano, addirittura dalla Calabria. E anche all’estero: l’orchestra in questi giorni è andata a fare un concerto a Barcellona e alcuni musicisti dello storico teatro Liceu hanno espresso il desiderio di mostrarla.
Per queste ragioni quindi si è deciso di ampliare l’ordine, aprendo una nuova sottoscrizione per finanziare l’acquisto degli oggetti da spedire ai richiedenti. A dimostrazione insomma che il tema non è confinato solo alle vicissitudini dei dipendenti della Fenice, e del resto lo avevano chiarito più volte i lavoratori di altri teatri italiani che avevano mostrato vicinanza ai colleghi: la nomina di Venezi infatti, imposta senza alcun confronto e andando al muro contro muro, arriva nel mentre il governo sta lavorando alla riforma di tutte le fondazioni lirico-sinfoniche.
Nonostante gli scioperi e altre forme di protesta andate in scena da settembre, né Comune di Venezia né Regione Veneto né ministero alla Cultura hanno voluto retrocedere rispetto alla nomina di Venezi. Né ha sortito alcun effetto la successiva sfiducia verso Nicola Colabianchi, direttore artistico – altra nomina governativa – che difende a spada tratta la scelta della musicista toscana. I rapporti dentro il teatro sono ormai deteriorati: dall’8 ottobre scorso gli orchestrali non hanno più una interlocuzione formale né col sindaco Luigi Brugnaro né con Colabianchi. Eppure anche Michele Mariotti, il direttore del concerto di San Silvestro, aveva indossato al bavero la spilletta, mostrando quindi la propria piena solidarietà alle maestranze.