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 2026  gennaio 05 Lunedì calendario

Ecco i nomi preferiti dagli italiani e da dove vengono: la classifica di Treccani

I nomi, una volta entrati nell’uso comune, diventano rapidamente semplici suoni, la loro etimologia viene sepolta, come tante meraviglie della terra, sotto la polvere dell’abitudine”, scriveva Salman Rushdie nell’iconico romanzo I versi satanici. Non sarebbe d’accordo il linguista Enzo Caffarelli, che sul portale Treccani spiega le ragioni dei nomi preferiti dai genitori italiani per i propri figli, in base agli ultimi dati Istat pubblicati a ottobre 2025.
Partiamo con quelli femminili. Se Sofia, dal greco “scienza, sapienza”, è il primo nome scelto non solo in Italia ma in tutti i paesi occidentali – soprattutto nelle sue varianti Sophia o Sophie – è Aurora il nome il cui successo è spiegato proprio grazie alla ricchezza dei suoi significati. Prime luci dell’alba. Nome mitologico: nella tradizione latina infatti, Aurora – Eos, in Grecia – precede il Sole e annuncia il giorno. Ma anche figura letteraria, rilanciata nel tempo dall’immaginario fiabesco e popolare. Il nome, certamente, de La bella addormentata nel bosco di Charles Perrault, ripresa dai fratelli Grimm e poi dalla Disney nel film del ’59. Ma, se vogliamo retrocedere fino al Medioevo, comparso persino nei versi del Petrarca: “amor m’assale, ond’io mi discoloro, et dico sospirando: Ivi è Laura ora”.
Terzo posto riservato a Ginevra – la moglie di Artù, nella saga bretone, e amante di Lancillotto. Quarto per Vittoria. Mentre Giulia, primatista fino al 2012, perde altre posizioni e finisce al quinto posto. Ma non c’è da preoccuparsi, spiega Caffarelli, «perché la storia dei nomi ci mostra un andamento ciclico. Un nome viene scoperto, pian piano cresce, raggiunge l’apice, poi arretra perché troppo comune o perché i figli avrebbero gli stessi nomi dei genitori, fino a scomparire nel dimenticatoio». Solo talvolta vengono poi riscoperti a distanza di tempo. È il caso di Rosa, Ortesia e Gardenia, che sopravvivono soprattutto come testimonianze del repertorio onomastico del Novecento.
Più difficile invece risalire all’origine dei principali nomi scelti sul versante maschile. Primo posto per Leonardo, che trascina Edoardo in seconda posizione e Riccardo in decima. Per alcuni la dimostrazione di una predilezione per i nomi di origine germanica, risalenti alla cosiddetta “invasione barbarica”. Ma Caffarelli avverte: «Leonardo non è un nome germanico genuino, perché la prima parte del nome corrisponde a “Leo/Leone”, forma greca o latina. L’-ardo di Edoardo significa “custode, dei beni dell’esercito”, e non come in altri casi “forte, robusto”. In più, i tre nomi citati non hanno un ulteriore seguito: Gerardo, ad esempio, resta al 165esimo posto».
A risalire l’indice di gradimento i nomi tratti dall’epica classica: Enea, celebrato da Virgilio nell’Eneide e ripreso poi in epoca medievale e moderna; Ascanio, Ettore, Achille, con il richiamo alla guerra di Troia narrata nell’Iliade; o ancora, Cesare, Flavio e Adriano, nomi iconici della Roma Imperiale. Così come quelli ebraici, diventati un fenomeno internazionale non solo nei paesi anglosassoni ma anche in Italia: Tommaso, Mattia – dodicesimo apostolo che sostituì il suicida Giuda Iscariota -, Giovanni Battista ed Elia, dal principale profeta della storia ebraica.
Uno zoccolo duro infine è rappresentato dai nomi classici del Novecento, conservati soprattutto nel Meridione d’Italia e nei piccoli centri: Andrea, Giuseppe, Antonio, Pietro o Salvatore resistono al declino che ha colpito invece Matteo e Maria, ora fuori dai primi 50.