la Repubblica, 5 gennaio 2026
L’età dell’oro della second hand economy. Un tesoretto di 820 euro a testa pari al 1,2% del Pil
È in arrivo una nuova età dell’oro. E la cosa bella qualcuno potrebbe addirittura diventare ricco. O almeno quelli che possiedono una cantina, un fondo di un vecchio armadio o degli scatoloni polverosi. Benvenuti nel sorprendente tesoretto della second hand economy. Secondo un recente rapporto della piattaforma americana ThredUp, solo il settore dell’abbigliamento usato raggiungerà un valore globale di 367 miliardi di dollari entro il 2029. Contemporaneamente il “2025 Resale Report”, elaborato dalla società di analisi GlobalData, fotografa come lo shopping di seconda mano, a livello globale, ha registrato una crescita del 15% nel 2024.
Si tratta di un ritmo cinque volte superiore rispetto al mercato dell’abbigliamento tradizionale. Addio dunque al golf di cachemire nuovo di zecca, molto meglio quello della nonna.
Un esorbitante esempio di ricchezza dovuta al commercio dell’usato ci arriva dai sempre ordinatissimi giapponesi. Autentici sostenitori del motto “usato è bello” gli abitanti del Sol Levante possono contare su una riserva equivalente a circa 4.600 dollari a persona. Il patrimonio nascosto del Giappone infatti – in termini di oggetti domestici definiti come “potenzialmente rivendibili e rimasti inutilizzati per oltre un anno” – ha un valore pari 580 miliardi di dollari. In soldoni, secondo i conti fatti dal Financial Times, una cifra che corrisponde alla capitalizzazione di mercato combinata delle aziende più note al mondo: Toyota, Sony e SoftBank.
Ma, pur senza arrivare a questi numeri da capogiro, anche in Italia c’è un tesoretto che sorprende e che arriva dritto dalla vendita dell’usato. Chi ha messo in commercio oggetti di seconda mano nell’ultimo anno si ritrova – secondo l’Osservatorio Second Hand Economy di Bva Doxa per Subito – un capitale di 820 euro che sale a 1.415 euro in Veneto e a 920 in Campania. “Nel 2024 Il valore economico generato dalle vendite dell’usato – spiega il ceo di Subito Giuseppe Pasceri – ha toccato livelli da record raggiungendo 27 miliardi di euro (+1 mld vs 2023), pari all’1,2% del Pil italiano. Per vendere però mercatini e porta a porta sono caduti in disuso. Rispetto al totale del valore generato, ben 14,4 miliardi di euro (54%, +4 p.p. vs 2023) provengono dalle vendite online, che per la prima volta superano l’offline”. Aggiunge Pasceri: “Quello dell’on line è un trend che prosegue dal 2014. Solo su Subito nel 2024 abbiamo avuto una media 2,6 milioni utenti attivi in piattaforma ogni giorno (+5,7% vs 2023), dato che abbiamo visto crescere nel 2025 fino a raggiungere punte di oltre 2,8 milioni”.
Il ricambio generazionale incide sul boom secon hand. Infatti nei prossimi due decenni circa 90 mila miliardi di dollari di patrimonio saranno tramandati dalla Generazione Silenziosa e dai baby boomer (noti accumulatori seriali e nostalgici) ai loro eredi della Generazione X e dei millennial, cambiando l’economia l’economia globale. Un capitolo a parte è cosa succederà a tutti i beni materiali che accompagneranno tale ricchezza? Il fenomeno ha già un nome ed è “Il Grande Trasferimento di Cose” e comprende posate d’argento, mobili antichi in legno, porcellane pregiate, figurine di baseball, modellini di treni, statuette Hummel, bicchieri di cristallo intagliato e tantissime originali saliere e pepiere. I baby boomer stanno affrontando questa prospettiva in vari modi. Alcuni cercano di trasmettere i loro interessi ai figli, ma altri si stanno sbarazzando dei loro beni in modo meno sentimentale – in soldoni mettendoli in vendita – in modo da ridurre le dimensioni ed evitare di scaricare la responsabilità.
Ma quali sono gli oggetti più venduti? Guardando alle categorie, almeno in Italia, la più significativa per valore resta quella dei veicoli, con 10,8 miliardi di euro e un trend sostanzialmente stabile. Segue il settore relativo alla casa e alla persona, che genera 7,3 miliardi di euro, mostrando una costante crescita. Gli articoli di elettronica raggiungono i 5,2 miliardi, in aumento del 6%, mentre chiude la classifica la più generica categoria sport e hobby a 3,1 miliardi.