corriere.it, 5 gennaio 2026
Rovigo, la comunità musulmana chiede un cimitero islamico: «Ce lo paghiamo». No della sindaca: «Usate il nostro»
La Comunità islamica desidererebbe un cimitero musulmano a Rovigo. Uno dei loro rappresentanti, Abdelkabir Louezna, presidente dell’associazione Solidale Senza Frontiere Rovigo e Padova, assicura che non graverebbe per un solo euro sul Comune perché la comunità musulmana sarebbe disposta ad acquistare il terreno e farsi carico per intero delle spese di progettazione, costruzione e gestione. «Sarebbe un passo importante verso l’inclusione e il rispetto delle diversità culturali e religiose – sostiene Louezna —. La creazione di un cimitero musulmano non solo risolverebbe un problema pratico, ma anche un problema di dignità e di rispetto per le nostre tradizioni e le nostre credenze».
Il rito islamico prevede l’inumazione diretta e la tomba orientata verso La Mecca. Il rimpatrio delle salme verso i Paesi d’origine è molto costoso, inoltre le famiglie residenti in Italia spesso preferiscono poter far visita al caro estinto senza dover prendere l’aereo. In Veneto esistono aree dedicate al rito islamico per esempio nelle province di Venezia, Verona, Padova e Vicenza. «Il cimitero della frazione di Cà Emo – fa sapere il sindaco, di Adria, Massimo Barbujani (centrodestra) – è l’unico della nostra provincia ma è riservato ai residenti del Comune». I fedeli dell’Islam però sono ormai migliaia in Polesine. «I luoghi di culto sono otto – fa sapere Louezna —, di cui due a Rovigo (Borsea e Granzette), uno a Lendinara, uno a Badia, uno ad Adria e altri tre in paesi più piccoli. Per un totale di circa duemila frequentanti. Ma i musulmani sono probabilmente più del triplo».
Elena Rossi, consigliera comunale d’opposizione (centrosinistra), durante la seduta del 22 dicembre scorso ha chiesto ufficialmente all’amministrazione se abbia intenzione di prevedere uno spazio per le inumazioni musulmane. Una risposta articolata sia sul piano politico che su quello amministrativo è arrivata il 2 gennaio, direttamente dalla sindaca, Valeria Cittadin, la quale spiega che l’eventuale iter burocratico per la realizzazione di un cimitero musulmano prevedere quattro passaggi. Dal punto di vista urbanistico servirebbe assegnare ad un’area allo scopo nel piano degli interventi o approvare una variante ma servirebbe anche il parere favorevole dell’Ulss che verificherebbe il rispetto delle norme igienico sanitarie, una delibera di consiglio comunale che istituisse il cimitero definendo un regolamento e individuando un soggetto gestore, infine il titolo edilizio per costruire opere come recinzioni, viabilità e servizi. Sul piano politico, comunque, è un no che non lascia spiragli.
«I nostri cimiteri sono luoghi laici, di proprietà comunale, e accolgono indistintamente qualsiasi persona di qualsiasi religione – dichiara Valeria Cittadin —. Non vedo la necessità di un cimitero musulmano. I cimiteri del comune non sono religiosi o legati a una fede. Chiaramente ci sono simboli religiosi perché la maggioranza delle tombe di un territorio esprime la propria fede anche con segni ben precisi. Ci sono però defunti di ogni fede o atei. Il cimitero non è un luogo che discrimina, accoglie tutti. Almeno lì si è tutti uguali».