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 2026  gennaio 05 Lunedì calendario

Dissero che Brigitte Macron è nata uomo, 10 molestatori condannati in Francia: «Fino a 8 mesi di carcere»

I dieci imputati accusati di aver pubblicato e condiviso tweet insultanti, falsi e transfobici contro Brigitte Macron sono stati condannati per cyberbullismo, dal tribunale penale di Parigi, a pene fino a otto mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena. Il presidente della corte, Thierry Donnard, ha evocato la «volontà di danneggiare con termini malevoli, degradanti e offensivi».
Le pene più pesanti riguardano le tre persone che sono considerate gli istigatori della campagna di odio e fake news, secondo la quale la première dame Brigitte Macron sarebbe una donna transgender e una pedocriminale che avrebbe abusato del presidente della Repubblica quando era ancora un liceale a Amiens. 
Aurélien Poirson-Atlan, noto sui social media con lo pseudonimo di Zoé Sagan, è stato condannato a otto mesi di reclusione con la condizionale. Durante il processo aveva denunciato un «segreto di Stato che implica una pedofilia avallata dallo Stato», ma ancora una volta senza portare alcuna prova delle sue affermazioni.
La «medium» Amandine Roy, autrice nel 2021 di un video di quattro ore diventato virale su Youtube prima di essere rimosso, è stata condannata a sei mesi con la condizionale, alla sospensione degli account online per sei mesi, e a seguire un corso di sensibilizzazione sul rispetto delle persone nello spazio digitale. Durante il processo aveva detto che «in quanto donna anatomica» si era sentita «attaccata» dalla «trans-identità della première dame», riunendo in una sola frase transfobia e fake news.
Il terzo imputato considerato tra gli istigatori, il gallerista Bertrand Scholler, autore in particolare di un fotomontaggio di Brigitte Macron nel 2024, è stato condannato a sei mesi con la condizionale. Si era difeso invocando «il diritto alla libertà di espressione». 
Gli altri sette imputati sono stati considerati come responsabili in minor misura, perché alcuni si sono limitati a condividere o mettere un like ad alcuni post. Tra questi, Jean-Christophe D., l’unico ad avere chiesto scusa durante il processo, è stato condannato solo a un corso di sensibilizzazione per i reati commessi online e ha evitato la pena del carcere.
Durante il processo la figlia di Brigitte Macron, Tiphaine Auzière, 41 anni, era intervenuta in aula per denunciare la «sistematica messa in discussione» della «identità, del sesso e dell’integrità» della madre. Ha inoltre lamentato il «deterioramento delle condizioni di salute» di Brigitte Macron, che ha sofferto per una campagna di disinformazione che si è diffusa a livello mondiale. «Questo vortice, che non si ferma mai, ha un impatto crescente sulle condizioni di vita» di Brigitte Macron e sul suo stato di «salute», aveva spiegato l’avvocata.
Il presidente Macron e sua moglie Brigitte hanno deciso di combattere questa teoria di complotto sul piano giudiziario, in Francia e negli Stati Uniti. Nei prossimi mesi dovrebbe svolgersi un processo anche negli Stati Uniti, in particolare contro l’influencer americana Candace Owens. 
Alla vigilia della sentenza, domenica sera durante il telegiornale di TF1, Brigitte Macron ha dichiarato: «Io mi batto, continuamente. Voglio aiutare gli adolescenti a lottare contro il bullismo, ma è difficile se non do l’esempio».