il Fatto Quotidiano, 4 gennaio 2026
“Pugno in sala operatoria”. Stop all’équipe di Sica
Il Policlinico Tor Vergata di Roma ha sospeso per sei mesi l’unità di Chirurgia mininvasiva diretta dal professor Giuseppe Sica. Medici e infermieri saranno redistribuiti in altre unità. La decisione, resa nota ieri dal Corriere della Sera, è del commissario Ferdinando Romano, scelto dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Nel giugno scorso Sica durante un intervento aveva aggredito una chirurga più giovane, Marzia Franceschilli, rivolgendole offese come “imbecille” registrate anche da un telefonino e colpendola, secondo la denuncia della professionista, con “un pugno alla nuca”. Al Pronto soccorso le hanno dato 15 giorni di prognosi. L’episodio era stato rivelato dal Fatto Quotidiano e se ne sta occupando la Procura di Roma.
L’Università di Tor Vergata, di cui Sica è dipendente, ha scelto una linea molto morbida, nonostante Rocca invocasse il licenziamento. La chirurga, subito dopo l’episodio, è stata costretta a trasferirsi all’ospedale San Camillo. A dicembre l’Ateneo ha sospeso Sica per un mese, misura blanda ovviamente criticata da Rocca. Ora la nuova delibera – rilevando oltre all’episodio “una tendenza alla stigmatizzazione del disagio individuale, una modalità di comunicazione non corretta e atteggiamenti non empatici” nell’équipe di Sica – sospende l’unità, ma ha “natura organizzativa”, non disciplinare. Il professore non perde un euro di stipendio e come altri può ricorrere al Tar. Al Corriere ha dichiarato che tornerà in ospedale il 14 gennaio, allo scadere della prima sospensione. Al Fatto non ha risposto.