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 2026  gennaio 04 Domenica calendario

A Berlino attacco ai cavi, 45mila al buio: “Forse un sabotaggio di 007 di Mosca”

Un attacco incendiario all’alba, quando la Berlino innevata di questi giorni era ancora avvolta nel buio, una rivendicazione arrivata nel pomeriggio e vagliata dagli inquirenti per appurarne la veridicità. Un’operazione mirata, eseguita secondo i media tedeschi da “specialisti”, che ha lasciato senza corrente elettrica e riscaldamento interi quartieri a sudovest della capitale. E nel pomeriggio le prime, caute ipotesi degli investigatori: forse un attacco di militanti di sinistra, riporta la Bild, «ma non si può escludere che si tratti di un’azione orchestrata dalla Russia contro gli alleati dell’Ucraina». In particolare potrebbe trattarsi di un’azione perpetrata dai cosiddetti “agenti usa-e-getta”, assoldati per pochi soldi dai servizi segreti russi per azioni di sabotaggio.
Alle otto e un quarto di mattina, circa due ore dopo l’incendio appiccato ad alcuni cavi nei pressi della centrale elettrica di Lichterfelde, su X sono arrivate le prime comunicazioni ufficiali della polizia: l’avviso di possibili disturbi anche sulle linee telefoniche. Poco dopo le dieci, i primi pazienti degli ospedali sono stati evacuati in altre strutture, e il portavoce dei pompieri ha rassicurato il quotidiano berlinese Tagesspiegel sul «nostro pieno impegno», soprattutto nelle cliniche e nelle case di riposo rimaste senza corrente e riscaldamento.
Nelle ore successive il Comune ha predisposto dei ricoveri d’emergenza per la notte: i berlinesi colpiti sono 45mila, i lavori di ripristino si trascineranno per giorni, forse fino a giovedì. Entro ieri sera le municipalizzate hanno promesso di ristabilire la corrente soltanto per diecimila persone. In serata anche i mezzi di trasporto pubblici hanno subito dei ritardi, ad esempio la sopraelevata SBahn che collega Berlino a Potsdam.
Già in tarda mattinata le prime volanti della polizia hanno cominciato a circolare per le strade di Lichterfelde, Zehlendorf e nelle aree intorno ai due laghi Wannsee e Nikolassee per avvisare con i megafoni la popolazione che «anche il riscaldamento potrebbe essere colpito», di cercare riparo «da amici o parenti» e di munirsi di torce e generatori elettrici.
Dal portavoce della rete elettrica Stromnetz Berlin, Henrik Beuster, è arrivata poi la conferma che «molti cittadini potrebbero essere rimasti al freddo». A Berlino ieri nevicava e facevano zero gradi. L’assessora all’Energia ed ex sindaca di Berlino, Franziska Giffey (Spd), parla di un episodio «più grave» di quello avvenuto ad Adlershof a settembre dell’anno scorso, quando 50mila berlinesi, stavolta nelle aree sudest della capitale, erano rimasti al freddo e al buio per un attacco rivendicato sulla piattaforma di sinistra Indymedia.
I lavori di ripristino sono complicati dal freddo, e il sindaco della capitale, Kai Wegner (Cdu) ha acuito le pressioni sugli inquirenti che stanno indagando sugli autori dell’attacco e ha dichiarato che «la difesa delle nostre infrastrutture strategiche ha la massima priorità». La municipalità ha istituito un’unità di crisi che sta lavorando per «ristabilire il prima possibile i berlinesi con l’energia elettrica».
La polizia, intanto, ha rinvenuto alcune tracce nella neve sulla sponda del ponte del canale di Teltow dov’è partito l’incendio, tracce che potrebbero appartenere agli autori dell’attacco.