Corriere della Sera, 4 gennaio 2026
Trapani non si presenta a Bologna e rischia di sparire dal campionato
C’è un risultato già scritto nel programma del quattordicesimo turno della serie A. Virtus Bologna-Trapani non si disputerà per decisione del club siciliano, non partito per l’Emilia dopo il no di Fip e Lega Basket alla richiesta di rinvio «per forza maggiore». La palla passa al Giudice Sportivo: la partita sarà omologata domani col punteggio di 20-0 a tavolino per l’Olidata, punendo gli Shark con un punto di penalizzazione (la quarta in 7 mesi, per un totale di 9 punti «spariti» sui 20 conquistati sul campo) e una multa da 50mila euro. Paradossalmente al presidente di Trapani, Valerio Antonini, costerà meno la rinuncia: scendere in campo oggi alla Virtus Arena con 9 soli giocatori tesserati, dopo la cessione di Jordan Ford al Bahcesehir Istanbul e lo svincolo unilaterale concesso dalla Fiba ad Amar Alibegovic per accasarsi a Granada, avrebbe triplicato a 150mila l’ammenda prevista per gli Shark, che non possono sostituire nessuna partenza per il blocco del mercato imposto dalla Commissione di controllo a causa del debito con l’Agenzia delle tasse (si parla di 120 mila euro).
Ormai in procinto di dissolversi lo squadrone guidato da Jasmin Repesa – il primo a lasciare Trapani a fine novembre – che aveva vinto 8 partite delle prime 9, compresa quella del 16 novembre a Milano, la prima delle tre sconfitte in una settimana che causarono le dimissioni di Ettore Messina. Ieri è stato trovato l’accordo per la cessione a Villeurbanne di Paul Eboua, trattativa aperta con il Galatasaray di Gianmarco Pozzecco per la partenza dell’azzurro John Petrucelli. In forza agli Shark sono rimasti solo 7 giocatori, peraltro concupiti dalle big italiane (sull’azzurro Rossato si muove la capolista Brescia, l’esterno Notae è valutato da Venezia). Il club siciliano non sembra nelle condizioni di proseguire l’avventura, né in Europa (martedì in calendario c’è la trasferta sul campo dell’Hapoel Holon per i play-in di Basketball Champions League) né in Italia.
La rinuncia di ieri pare il preludio dell’addio, proseguendo eventualmente nelle aule di tribunale la battaglia legale con la Fip. Che mercoledì prossimo potrebbe irrogare una ulteriore penalizzazione con la sentenza del Tribunale Federale sull’indagine della Procura per valutare i documenti per l’iscrizione al campionato 2025/26. Ma ormai il destino di Trapani sembra segnato: se la squadra non scenderà in campo sabato prossimo contro Trento (o in qualsiasi delle 16 partite mancanti al termine della stagione regolare) sarà esclusa dal campionato 2025/26. Tutte le partite già disputate saranno cancellate – ci perdono Tortona, Sassari e Varese, che l’avevano battuta sul campo – e la serie A scenderà a 15 squadre, col turno di riposo per chi avrebbe dovuto affrontare Trapani e una sola retrocessione in A2. Il campionato «zoppo» non sarebbe un bel segnale per il movimento. Ma in pochi mesi il club siciliano è passato da matricola d’assalto con ambizioni Scudetto a «pregiudicare gravemente l’immagine del basket nazionale», come da nota della FIP: la parabola in formato Icaro si esaurirà entro pochi giorni con una scomparsa che pare ormai inevitabile?