Corriere della Sera, 4 gennaio 2026
In Norvegia il super progetto per catturare CO2
È uno dei progetti più grandi di cattura e stoccaggio di anidride carbonica, la cosiddetta «Ccs» (Carbon capture and storage) in Europa, è partito in Norvegia e se ora riguarda soltanto il cementificio Heidelberg Materials a Brevik – circa 150 chilometri a Sud di Oslo – che ha un impianto di cattura già operativo, in prospettiva si allargherà ad altri grandi emettitori, anche di altri Paesi europei. Si chiama «Longship», è stato lanciato dal ministero dell’Energia norvegese nel 2020 e da qualche mese è diventato operativo, con una capacità di stoccaggio che dalle attuali 1,5 milioni di tonnellate all’anno salirà a cinque milioni di tonnellate nella fase 2.
I protagonisti di questa grande iniziativa per la decarbonizzazione dei cosiddetti «hard to abate» (difficili da abbattere, perché energivori) sono diversi. In primis il governo norvegese, che finanzia il progetto coprendo l’80% dei costi in quello che rappresenta il maggiore investimento in ambito climatico mai realizzato dal Paese.
Il costo totale di Longship, compresi dieci anni di operatività, ammonta a 34 miliardi di corone norvegesi, pari a quasi 2,9 miliardi di euro. Poi ci sono la società pubblica norvegese Gassnova, che coordina il progetto, e Northern Lights, jv fra le compagnie dell’oil&gas Equinor, Shell e Total che si occupa del trasporto via nave e dello stoccaggio. Il punto di partenza è il cementificio Heidelberg Materials, che ha iniziato a «catturare» la CO2 ad agosto scorso. L’anidride carbonica viene poi trasportata in forma compressa e liquida (−26 gradi) da due navi che fanno la spola con il terminale di stoccaggio a Oygarden, vicino a Bergen, dove viene messa in cisterne e da qui, lungo tubature sottomarine, viene spinta per essere sotterrata a 110 chilometri dalla costa, incastrata nelle rocce porose dei fondali marini.
A pieno regime, Heidelberg Materials catturerà 400 mila tonnellate di CO2 all’anno. Si tratta dello stesso volume che sarà catturato anche dall’impianto di cattura in costruzione al termovalorizzatore di Hafslund Celsio a Klemetsrud, una mezzora fuori Oslo, che dovrebbe entrare in funzione nel 2029. Entrambe le società hanno ricevuto fondi pubblici per costruire le infrastrutture.
Il progetto è internazionale e punta ad allargare l’attività per la decarbonizzazione al di fuori della Norvegia. La joint venture ha già firmato accordi commerciali con società estere. Tra queste, la olandese Yara che dovrebbe far partire la cattura presso l’impianto di ammoniaca di Sluiskil agli inizi di quest’anno con l’obiettivo di arrivare a 800 mila tonnellate all’anno. La danese Ørsted per 430 mila tonnellate di CO2 all’anno da due centrali elettriche sempre quest’anno. E la svedese Stockholm Exergi fino a 900 mila tonnellate all’anno dal suo impianto termoelettrico a Stoccolma tra fine 2028 e inizio 2029.