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 2026  gennaio 04 Domenica calendario

La classifica dei prezzi. Milano città più cara, Napoli la meno costosa

Quasi 600 euro. È la cifra che, nel 2025, fotografa il costo medio di un paniere di beni e servizi a Milano, la città che secondo l’ultima indagine del Codacons continua a guidare la classifica dei prezzi in Italia. Un dato che non sorprende, ma che conferma una tendenza ormai strutturale: vivere nel capoluogo lombardo costa più che altrove.
Il conto, però, stavolta è messo nero su bianco. Un paniere che mescola la quotidianità più concreta – frutta, verdura, pane, carne – con i piccoli riti della vita urbana, dal dentista alla tintoria, dalla messa in piega alla toilettatura del cane, a Milano costa 598,95 euro. È il 62,3% in più rispetto a Napoli, che sul fronte opposto della classifica si conferma la città più economica tra le 18 monitorate.
Sul podio delle città più care, subito sotto Milano c’è Aosta, con uno scontrino medio da 586 euro, mentre Bolzano si piazza al terzo posto con 574 euro. In fondo alla graduatoria, accanto a Napoli (circa 369 euro), compaiono Palermo e Catanzaro
, dove gli stessi beni e servizi pesano molto meno sul bilancio familiare.
Se però si restringe lo sguardo alla sola spesa alimentare, il quadro cambia. A detenere il primato del risparmio, allora, è Catanzaro: per 28 prodotti che vanno dall’ortofrutta alla carne, dal salmone alla pasta, bastano circa 165 euro. Napoli segue a ruota con 168 euro, Bari con 172. All’estremo opposto c’è Bolzano, dove per riempire dispensa e frigorifero servono in media 220 euro, un terzo in più della città più conveniente.
Poi ci sono i dettagli, quelli che raccontano l’Italia meglio di una statistica. Il panino al bar costa meno ad Ancona, 2,67 euro, mentre a Milano supera i cinque euro. La carne bovina più cara si compra a Bologna, le zucchine più costose a Genova. Un’otturazione dal dentista può costare 176 euro ad Aosta o appena 70 a Napoli. Lavare l’auto è quasi un affare ad Ancona (8,56 euro), ma diventa un piccolo lusso a Bolzano (21,03), dove anche il cappuccino al bar raggiunge il prezzo più alto d’Italia (2,29 euro). Il conto sale anche per chi ha un animale domestico: la toilettatura di un cane può arrivare a costare quasi 50 euro ad Aosta, contro una media nazionale di circa 35 euro.
Ma Milano, pur regina dei costi, risulta la città più economica per il servizio di lavatura e stiratura di una camicia (2,89 euro), mentre per sistemare i capelli conviene guardare di nuovo a Sud: a Napoli una messa in piega costa meno di 13 euro. Per andare al cinema, invece, è Bari la città più amica degli spettatori, con 7,27 euro a biglietto, che a Genova supera gli 11 euro.

C’è però un elemento che va oltre i listini. L’andamento di prezzi e tariffe rispecchia in larga misura redditi e capacità di spesa dei cittadini. Vivere a Milano o a Bolzano significa, mediamente, disporre di entrate più elevate rispetto a molte aree del Sud. Una distanza certificata da anni dalle statistiche ufficiali, che restituisce l’immagine di un Paese spaccato in due, con condizioni economiche profondamente diverse. E così il carovita diventa lo specchio delle disuguaglianze strutturali dell’Italia.