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 2026  gennaio 04 Domenica calendario

Caso Bellavia, polemica sui file rubati. Il centrodestra attacca «Report»

La maggioranza di governo torna all’attacco con Maurizio Gasparri sui file rubati di Bellavia e trascina Report in un nuovo fronte di scontro politico. Il presidente dei senatori di Forza Italia ha definito «sconcertante» la vicenda del furto di oltre un milione di file dallo studio del commercialista Giangaetano Bellavia, consulente di diverse Procure italiane, e della Procura di Milano, ma anche tecnico-esperto di cui la trasmissione di inchiesta giornalistica diretta da Sigfrido Ranucci si è avvalsa per riscontri. Gasparri ha chiesto pubblicamente all’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, di fare chiarezza e sta valutando una denuncia formale alla magistratura.
«Ho letto con grande sconcerto le notizie riguardanti Giangaetano Bellavia – ha dichiarato —. Sembra che Report sia coinvolto in un’altra inquietante vicenda. Siamo di fronte a un nuovo caso di dossieraggio?», chiede il senatore. «Qual è il confine tra Report, trasmissione del servizio pubblico, le inquietanti attività del commercialista e il furto che lui denuncia di questi documenti molto delicati? E quali sono i legami con la Procura della Repubblica di Milano o con altre Procure?».
Il senatore, membro della commissione di Vigilanza Rai e della commissione Antimafia, ha ricordato che Ranucci sta per divulgare notizie «false e smentite. Si parla delle “piste nere”, in riferimento alle stragi, ignorando il fatto che in commissione Antimafia il Procuratore di Caltanissetta De Luca ha stroncato queste ipotesi».
Poi l’affondo sui giudici. «Sto valutando se fare una denuncia alla magistratura. Ma bisogna trovare dei magistrati attendibili e seri come quelli di Caltanissetta», ha concluso riaccendendo le polemiche tra esponenti del centrodestra e magistratura.
Nei due giorni successivi alla notizia dei file rubati, già Fratelli d’Italia e Lega erano intervenuti. Chiede chiarezza FdI sulla «commistione di ruoli in capo a Bellavia», e chiede chiarezza la Lega: «Prima i dossieraggi abusivi, ora la fuga di dati sensibili dallo studio di un consulente di Report, trasmissione nota per il linciaggio contro la Lega».
Il giornalista Sigfrido Ranucci non è rimasto in silenzio. Si è difeso spiegando che «non c’è nulla di riservato di Report che sia stato trafugato o spostato dallo studio di Bellavia»; si tratta di materiale «proveniente da fonti aperte, visure camerali, bilanci, nessun documento secretato». Ha poi replicato alla Lega riguardo ai processi dei loro commercialisti: «Report non ha alcun merito, se non quello di averli raccontati. Nessun processo mediatico. Nessun mistero», ha concluso.