Il Messaggero, 3 gennaio 2026
Cresce soprattutto il turismo di lusso. Gli americani hanno speso il 7% in più
La Città eterna è sempre più attrattiva per i turisti, anche e soprattutto quelli stranieri, e di pari passo aumenta il gettito economico che i visitatori garantiscono alla Capitale. Secondo i dati del World Tourism Barometer, pubblicati dall’Organizzazione mondiale del turismo, mercati chiave per la Capitale come quello degli Stati Uniti hanno aumentato la loro spesa turistica del 7 per cento, e la Francia del 5 per cento. Anche i turisti italiani viaggiano e spendono di più (4 per cento). Ma è soprattutto il flusso di visitatori provenienti dall’altra sponda dell’Atlantico a mostrare i segnali più interessanti di crescita, come numeri e come valore, per l’economia romana. Un impulso è arrivato anche dall’elezione di Leone XIV, il primo papa americano della storia. Ma il trend positivo era già partito da tempo: gli statunitensi adesso rappresentano il 21 per cento delle camere prenotate online nelle strutture ricettive romane.
Il turismo nell’Urbe in questi anni sta rafforzando la sua vocazione internazionale, anche a prescindere dal Giubileo, attraendo sempre più visitatori dall’estero. La nazione più rappresentata sono proprio gli Usa, con 2,2 milioni di arrivi e 5 milioni di presenze (che si calcolano moltiplicando gli arrivi per il numero medio di notti trascorse in città) registrati nell’ultimo anno. Entro la fine del 2026, inoltre, il turismo Usa potrebbe far crescere del 5-6 per cento la porzione del Pil di Roma legata al turismo – attualmente 7,6 miliardi di euro (secondo i dati Istat) – con un impatto positivo annuo di 400-450 milioni. Oggi, per un numero crescente di americani facoltosi, Roma non è più soltanto una tappa da spuntare: è una città in cui si torna. E poi si torna ancora. «Negli ultimi anni abbiamo assistito a un interesse crescente per la capitale», spiega Clarissa Spada, partner di Rodex, agenzia specializzata in clientela straniera, fondata da Laura Rodeschini. «Al fascino eterno di Roma si è affiancato un miglioramento concreto dei servizi: la città è oggi più organizzata per accogliere un turismo di fascia alta».
Grande merito, secondo Spada, va alle recenti aperture nel segmento dell’extra-lusso. «L’offerta è cresciuta in modo significativo: basti pensare al Bulgari e al Six Senses, inaugurati nel 2023, o all’esperienza del nuovo Orient Express La Minerva». Per questa clientela l’hotel è centrale e le strutture romane hanno saputo valorizzare i punti di forza della città, a partire dai rooftop: «Cene e aperitivi sulle terrazze restano un’esperienza molto affascinante». Contano il design, la ristorazione, le opere d’arte e la presenza di una spa completa. «Quest’ultima è un must. I nostri clienti vogliono vivere la città, ma anche essere sicuri di poter tornare in hotel e rilassarsi». Per chi organizza questo tipo di esperienze, un altro elemento cruciale è la scelta dei ristoranti. «Raramente ci chiedono Michelin: nella maggior parte dei casi cercano trattorie curate, ma profondamente legate al territorio». A Roma è cresciuta anche la qualità dei servizi di trasporto privato e delle guide specializzate. «Lavoriamo con autisti che garantiscono mezzi impeccabili e parlano inglese. Allo stesso modo, non è difficile individuare guide altamente qualificate, selezionate in base agli interessi dei clienti». Si tratta di una nicchia di americani over 50, attenti alla spesa e all’arte, ma anche ad avere ogni agio. «Raramente Roma è l’unica tappa di un viaggio: in media si sceglie di pernottare tre o quattro notti» prima di continuare la vacanza in altre città italiane.