Corriere della Sera, 3 gennaio 2026
Nuove regole al Montepaschi. Ora parte la corsa per il board
Il Monte dei Paschi accelera sulla governance e convoca per mercoledì 4 febbraio l’assemblea straordinaria – che si svolgerà attraverso il rappresentante designato – chiamata ad approvare le modifiche statutarie della banca. Al centro del cambiamento c’è l’introduzione della lista del cda in vista del rinnovo del board a primavera per adeguare il Monte alle prassi delle altre grandi banche. Non c’è ancora il via libera ufficiale della Bce, atteso tra una decina di giorni, ma le valutazioni positive che sarebbero giunte da Francoforte hanno dato la possibilità al presidente Nicola Maione di fissare la plenaria e gestire il percorso di adeguamento del governo societario. Una mossa che ha visto il favore della Borsa dove il titolo Mps ha chiuso con +2,41% a 9,35 euro.
Tra le altre modifiche rilevanti c’è anche il decadere dei limiti per i mandati degli amministratori, in particolare per il presidente. Poi, la riduzione alla quota minima di legge (5%) della percentuale degli utili da destinare a riserva legale dal 10% attuale, al pari delle altri realtà bancarie e l’eliminazione della riserva statutaria, cosa che consentirà a Mps di svolgere una politica di remunerazione dei soci più “aggressiva”, distribuendo fino al 100% degli utili. Infine, gli azionisti dovranno votare la possibilità di incrementare la componente variabile della remunerazione rispetto a quella fissa (ora sono 50-50).
Oggi potrebbe già essere disponibile la relazione della banca per gli azionisti in vista di un’assise che rappresenta un punto rilevante nella fitta tabella di marcia che porterà il Monte che aprirà ufficialmente il cantiere della composizione delle liste, anche attraverso l’incarico a una società di head hunting. In linea teorica, sarà possibile una competizione tra candidature di maggioranza. Ma è verosimile che il ceo Luigi Lovaglio e il presidente Maione avviino i sondaggi con gli azionisti per trovare la convergenza più ampia e comporre un’unica lista del cda. Partiranno quindi le interlocuzioni con Delfin, il gruppo Caltagirone, Banco Bpm-Anima e il ministero dell’Economia. È possibile che un confronto ci sia anche con gli investitori istituzionali (BlackRock ha il 5%).
La partita è agli esordi. Sulla carta, la nuova lista del cda potrebbe andare in continuità. Un anno fa nel board di Siena, dopo le dimissioni di 5 esponenti del Mef, erano stati indicati due membri dal gruppo romano, uno da Delfin e due da Anima Holding. Resta da capire come si muoverà il Mef che ha cinque consiglieri. Seguendo le indicazioni della Legge capitali, la lista dovrà avere sei candidati aggiuntivi rispetto ai 12 attuali. Sul cammino di Mps le variabili non sono poche. Delfin ieri ha fatto sapere di non commentare le indiscrezioni secondo cui potrebbe vendere il suo 17,5%, con Unicredit che starebbe alla finestra. Anima Holding ora è sotto il controllo di Banco Bpm. Ognuno giocherà la sua partita. Quanto all’ipotesi di più liste, il ministro Giancarlo Giorgetti ha già detto che il Mef non presenterà candidature. Caltagirone e Delfin per la Bce sono investitori finanziari e in quanto tali non potrebbero scrivere liste.