repubblica.it, 2 gennaio 2026
Giappone, solo due bagni per 73 deputate: protesta delle donne per avere più toilette in Parlamento
Una lunga coda: soltanto due gabinetti per 73 donne. Così le deputate giapponesi lanciano la battaglia per avere più toilette in Parlamento. E alla lotta si unisce pure la premier Sanae Takaichi, la prima donna primo ministro nel Paese del Sol Levante.
Cinquantotto parlamentari hanno presentato una petizione per chiedere un aumento del numero di servizi igienici nell’edificio della Dieta. Sebbene la politica giapponese rimanga un affare prevalentemente per soli uomini, il numero di donne in Parlamento è aumentato dopo le ultime elezioni. Dunque per adeguarsi al cambiamento, sostengono le deputate, servono pure più bagni. Una petizione presentata dalle parlamentari di diversi partiti lo scorso 12 dicembre di cui la stampa nipponica dà conto ora.
Vicino alla sala plenaria principale della Dieta, ad esempio, c’è un solo bagno con due cabine a disposizione delle 73 donne facenti parte della Camera bassa. “Prima dell’inizio delle sessioni plenarie si formano lunghe code davanti ai bagni”, ha affermato presentando la petizione Yasuko Komiyama, del Partito Costituzionale Democratico, all’opposizione. Come ricorda il quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun, “l’intero edificio della Camera bassa conta 12 bagni per uomini con 67 postazioni e nove bagni per donne con 22 cabine”.
Nelle ultime elezioni del 2024 alla Camera bassa (che conta 465 seggi) sono state elette 73 donne: erano 45 nella legislatura precedente. Alla Camera alta, invece (248 seggi), le donne sono 74. Il Palazzo della Dieta, che ospita le due Camere, venne costruito nel 1936: nove anni prima che le donne ottenessero il diritto di voto nel dicembre 1945.
“La crescente domanda di servizi igienici femminili può essere vista come un segno di progresso per il Giappone, anche se riflette il fallimento della nazione nel raggiungere la parità di genere”, ha affermato la deputata Komiyama. Il Giappone occupa gli ultimi posti nelle classifiche mondiali: 118° posto su 148 nel rapporto sul divario di genere del World Economic Forum di quest’anno.
Diventata premier il 21 ottobre del 2025, Takaichi ha sì dichiarato di voler sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà legate alla salute delle donne e ha pure parlato apertamente della propria esperienza con la menopausa, ma su molte questioni rimane su posizioni ultraconservatrici. È contraria, ad esempio, alla possibilità per le donne sposate di mantenere il cognome da nubile; è contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso; è favorevole a mantenere la successione imperiale un affare per soli uomini. Prima di essere eletta premier aveva promesso una rappresentanza per le donne nel governo “alla scandinava”: e invece ha nominato solamente due ministre, su 19 membri, nel suo gabinetto