corriere.it, 2 gennaio 2026
Criocamera, ospedale privato e bagni d’oro: la villa da 100 milioni di Putin in Crimea
Una villa da sogno, abbarbicata su una scogliera della Crimea a picco sul mar d’Azov, pochi chilometri a sud di Sebastopoli. Un palazzo da oltre 100 milioni di euro il cui proprietario sarebbe Vladimir Putin. È quanto sostiene il team di Aleksei Navalny, l’oppositore dello zar morto in un carcere siberiano nel febbraio del 2024, in una lunga video-indagine in cui sono presentati decine tra fotografie e documenti.
Il complesso a Capo Aya sarebbe stato costruito in origine per l’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych. Nel 2014 Mosca occupò illegalmente la Crimea e Yanukovych fu destituito e si rifugiò in Russia. Allora la magione fu sequestrata dalle autorità russe e sarebbe dovuta essere riconvertita a sanatorio, ma sarebbe invece finita nelle mani di Putin.
La residenza principale misura 9.000 metri quadri, mentre un secondo edificio, più vicino al mare, sfiora i 5.000 metri quadrati. Dalle foto satellitari si vedono un molo privato e una spiaggia artificiale di sabbia bianca, mentre un eliporto si trova più in alto. Per quanto riguarda gli interni, il team di Navalny sostiene che sono «sontuosi» anche per gli standard del presidente russo: due camere matrimoniali padronali, che misurano 240 metri quadri l’una, ciascuna con bagno privato di 50 metri quadri.
Bagni che sono un trionfo d’oro: jacuzzi dorate in cui si entra con scalette dorate (corrimano compreso), in alternativa vasche da bagno a forma di fiore da 32 mila euro l’una. In tutto, l’arredamento di ognuno dei bagni principali costerebbe circa 120 mila euro. Ci sono anche una camera riservata a una donna, e due più piccole per due bambini. Sarebbero riservate ad Alina Kabaeva, ex ginnasta e da tempo amante di Putin, e dai loro due figli di 10 e 6 anni, Ivan e Vladimir jr.
L’altra chicca è l’ospedale privato, cui è dedicato un intero piano. Con sala operatoria dotata delle migliori attrezzatura tedesche e finlandesi, studio dentistico, macchine a ultrasuoni, e la tanto amata criocamera. Non può mancare l’intrattenimento, con una piccola sala cinema da 8 posti.
Secondo il team di Navalny, il tutto sarebbe stato finanziamento dalla cricca di oligarchi vicina allo zar, la stessa che avrebbe sostenuti i costi delle altre residenze da nababbo dell’uomo del Cremlino. La proprietà è distribuita tra una serie di società fittizie riconducibili ai medesimi oligarchi. L’indagine si chiude con una domanda: «Putin e i suoi amici hanno rubato così tanto in un quarto di secolo che non è più possibile spenderlo. Perché ha bisogno di un altro palazzo? Di quanti palazzi può avere bisogno un uomo?».