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 2026  gennaio 02 Venerdì calendario

Capodanno, petardi e follie in tutta Italia. Un morto a Roma, il caso dei baby feriti

Voleva far esplodere un petardo in un parco di Acilia, alla periferia di Roma. Un gesto che immaginava rapido, quasi rituale. Nel pomeriggio del 31 dicembre, però, a un 63enne, di origine moldava, quel botto è scoppiato tra le mani. L’emorragia è stata letale. È morto così, lontano dalla mezzanotte e dai brindisi, diventando l’ennesima vittima di un rito che ogni San Silvestro promette festa e restituisce dolore.
Non è l’unica storia che racconta quanto fragile sia il confine tra tradizione e tragedia. Emblematico il caso di Napoli, dove un 24enne romano ha perso tre dita in un’esplosione ed è finito in ospedale. Dimesso, in un secondo scoppio, ha riportato lesioni al volto e perso un occhio.
Il numero dei feriti resta alto, solo lievemente inferiore allo scorso veglione. I dati del Dipartimento di pubblica sicurezza parlano chiaro: 283 feriti, 54 ricoverati, 12 persone colpite da colpi d’arma da fuoco. Cinquanta hanno riportato lesioni gravi, con prognosi superiori ai quaranta giorni. Tra i feriti ci sono 68 minorenni, circa uno ogni quattro. Un dato che, da solo, basterebbe a interrogare famiglie e istituzioni. Tutto questo nonostante i controlli intensificati a dicembre, con 330 persone denunciate, 45 arrestate e sequestri di armi, proiettili, polvere da sparo e tonnellate di giochi pirotecnici illegali.
Da Nord a Sud l’Italia, stesso tipo di ferite per le persone rimaste coinvolte in incidenti con i botti di Capodanno. In Lombardia, a Milano, due 12enni sono rimasti gravemente feriti mentre, ieri mattina, giocavano con dei petardi per strada. Uno ha perso una mano, l’altro ha riportato ferite al torace e alle gambe. Pesanti le conseguenze anche nell’hinterland. A Sesto San Giovanni un 21enne ha riportato fratture multiple alla mano sinistra e lesioni a un occhio; a Rho un 45enne ha perso pollice e indice della mano destra. A Brescia un 14enne ha perso due dita ed è stato trasportato in elicottero a Verona, dove è ricoverato in prognosi riservata; una 41enne è rimasta ferita alla mano dallo scoppio di una pistola a salve.
In Piemonte, a Torino, un 17enne è stato ricoverato per una ferita alla mano destra e un 29enne è stato medicato per un trauma a un occhio e ustioni. A Vercelli una festa privata è finita in dramma: un 43enne ha subito l’amputazione della mano sinistra, gravi lesioni alla destra, traumi al torace e all’addome, ustioni al volto: è in pericolo di vita. A Genova, un 19enne ha perso tre falangi della mano destra. A un 16enne di Sedegliano, in Friuli, è stata amputata la mano con cui stava lanciando un petardo. In Veneto si contano altri due episodi. A Este, nel Padovano, un 40enne è in prognosi riservata per gravi ustioni. Nel Vicentino, a Cassola, una 72enne uscita per assistere ai fuochi di Capodanno è stata travolta e uccisa da un’auto. Il conducente, che si è fermato a prestare soccorso, è ora indagato per omicidio stradale.
Il quadro si completa con altri numeri. A Roma, i feriti sono stati 28, uno in prognosi riservata dopo l’amputazione dell’orecchio destro. In Puglia, a Vieste, un 17enne è in prognosi riservata dopo aver perso la mano sinistra. Tra i feriti, c’è anche una bimba di tre anni di Castellaneta: ha lievi ustioni a una mano.
In Campania, nel Napoletano, i feriti sono stati 57, tra cui 11 minorenni. Nel Casertano un bimbo di 9 anni è stato ferito a una mano mentre era al balcone. I carabinieri indagano per chiarire se la lesione sia stata provocata da un petardo o da un colpo di striscio d’arma da fuoco: vicino a casa hanno trovato un’ogiva.
Dal 2012 a oggi, per la Società italiana di medicina ambientale, ci sono stati otto morti e oltre quattromila feriti gravi. Un altro aspetto, sottolineano da Sima: «Nella notte di Capodanno i fuochi esplosi in una città producono emissioni nocive simili a quelle annuali di decine di inceneritori». In più, stimano, sono «cinquemila gli animali che perdono la vita in Italia per cause dirette e indirette riconducibili ai botti».