Corriere della Sera, 2 gennaio 2026
Vannacci si tuffa in mare e insiste: non voterei il decreto armi
«Io ci vengo sempre al tuffo di Capodanno. L’unica volta che non ci sono venuto è quando ero in zona di operazioni. È un bel modo per iniziare l’anno nuovo: buoni propositi, un po’ di coraggio, un po’ di fresco, un po’ di goliardia». Anche sul bagnasciuga il generale Roberto Vannacci si trova da par suo. Per una mattina, quella dedicata al cimento nelle acque gelide di casa, lascia da parte volentieri il gessato parlamentare e la divisa da militare per un più informale (e leggero) accappatoio che lo protegge prima del tuffo di mezzogiorno. Ma mentre attende di solcare a larghe bracciate le deboli onde del Tirreno non si sottrae alle domande, soprattutto quelle che gli consentono di rimarcare la sua visione «al contrario».
Il decreto per gli aiuti (anche) militari all’Ucraina, conferma che non andrebbe votato? «Io di sicuro non lo voto. A Bruxelles non ho mai appoggiato il sostegno militare». E cosa replica al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ha detto che seguirà gli indirizzi del segretario Matteo Salvini? «Mica gli ho detto di non votare. Io non lo faccio, lui si regoli come crede». Sulla spiaggia di Viareggio, dove verrà battuto il record di partecipanti al tuffo (769, il ricavato in beneficienza), il generale è ricercatissimo. Pacche sulle spalle, selfie ad oltranza. Pochi mostrano fastidio («Vo’ via perché non lo sopporto» sibila una donna in costume intero stile esotico) per la sua presenza che ha indispettito gli organizzatori per una foto pubblicata sui social e rielaborata con l’Intelligenza artificiale che mostrava un saluto con un braccio alzato del deputato europeo interpretato come messaggio politico («Ma era un gesto innocente» ha tagliato corto).
«Vai generale, non mollare» lo incita un sostenitore. «No di sicuro. Qualche segnale l’ho già mandato...», risponde con un sorriso sardonico. E chissà se è un segnale da interpretare anche la spiegazione che il vicesegretario leghista dà al fatto di non aver seguito, nella serata di mercoledì, il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Ero a cena con un gruppo di amici. Non mi metto ad interrompere una cena per ascoltare il presidente. Avrò modo di vederlo in differita...».
Inutile insistere, ora è tempo di concentrarsi per vincere il freddo pungente in attesa di buttarsi in acqua. Il generale saltella, allarga le braccia, piega gli arti del suo fisico che fa invidia ad altri partecipanti decisamente meno performanti. È mezzogiorno, il bagnasciuga si è affollato come a Ferragosto. Scatta il conto alla rovescia e poi via. Vannacci si butta senza esitazioni. Anche questa missione è compiuta.