Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 02 Venerdì calendario

Camilla si racconta: «Ero una ragazza e fui aggredita»

Un’esperienza che a lungo ha «quasi dimenticato», ma il cui ricordo «è rimasto in agguato» sino a quando si è sentita pronta a raccontare: «Ero su un treno per Londra, stavo leggendo, quando un ragazzo, un uomo, uno che non conoscevo, mi ha aggredito». Per la prima volta, Camilla ha parlato in pubblico delle molestie subite da adolescente negli anni 60. Si tratta di un episodio già rivelato lo scorso settembre da un libro sulla regina, ma una cosa è sentire il resoconto fatto da terzi, un’altra ascoltare le parole della vittima.
«Quando sono scesa mia madre mi ha chiesto perché avevo i capelli ritti, e perché dal mio cappotto mancava un bottone, io ricordo la rabbia...ero furibonda». L’impatto delle dichiarazioni della regina è stato immediato: diverse organizzazioni contro la violenza sulle donne hanno ringraziato Camilla per la sua onestà mentre la baronessa Harriet Harman, da marzo inviata speciale per la riduzione di un fenomeno che continua ogni anno a creare nel Regno Unito centinaia di migliaia di vittime (900.000, stando alle ricerche più recenti), ha promesso un rinnovato impegno contro abusi e soprusi di ogni tipo.
È una battaglia nella quale Camilla è pubblicamente coinvolta dal 2013: se ogni membro della famiglia reale ha una causa cui si dedica in modo particolare, la difesa delle vittime della violenza di genere è quella della regina, che nell’intervista radiofonica rilasciata alla Bbc ha voluto sottolineare che «la maggior parte della gente non è al corrente dell’entità del problema, anche perché a lungo è stato un tabù. «Spesso – ha sottolineato – gli aggressori hanno loro stessi storie di abusi. Se si riesce a raggiungerli per tempo e a insegnare loro il rispetto per le donne...credo sia molto importante portare questo messaggio nelle scuole».
La regina ha deciso di raccontare l’episodio nell’ambito di una conversazione con un noto cronista sportivo della Bbc, John Hunt, il cui caso, nell’estate 2024, aveva sconvolto il Paese. L’ex di una delle sue tre figlie aveva bussato alla porta di casa e aveva ucciso la moglie del giornalista e due delle figlie. «Ci mancano ogni minuto di ogni giorno», ha raccontato Hunt assieme a Amy, 32 anni, sopravvissuta alla tragedia. «La violenza domestica – ha detto – è un problema che non ha confini di classe, età e zone geografiche, coinvolge tutti noi»: anche una giovane che un giorno sarebbe diventata regina.
Camilla ha raccontato di essersi difesa: non ha spiegato come, ma dal libro sappiamo che colpì il suo aggressore con una scarpa. Se re Carlo ha voluto parlare apertamente dei suoi problemi alla prostata per incoraggiare gli uomini a sottoporsi alle necessarie verifiche, Camilla sembra aver adottato la stessa strategia.