Corriere della Sera, 2 gennaio 2026
«La morte di Kapustin era una messinscena»
Possiamo pure definirla la «beffa agli 007 russi». Uno sgambetto che sbugiarda le dichiarazioni trionfanti del Cremlino e permette agli agenti ucraini di intascarsi il mezzo milione di dollari che gli apparati di Mosca avevano promesso ai loro infiltrati a Kiev. La storia viene raccontata dai dirigenti dell’intelligence ucraina (Gur), che fa capo a Kyrylo Budanov, braccio destro di Zelensky e potenziale candidato alla presidenza. Pare che la centrale di Mosca avesse ordinato ai suoi agenti di assassinare il 41enne Denis Kapustin, noto fondatore delle brigate di volontari d’origine russa che combattono al fianco dell’esercito ucraino. Venuti a conoscenza del complotto, gli ucraini lo hanno dunque dichiarato morto, ucciso da un drone il 27 dicembre mentre stava combattendo nella regione di Zaporizhzhia. Ma ieri gli apparati dello Gur hanno postato su Telegram un messaggio in cui rivelano che si è tratta di una montatura: non solo Kapustin è vivo con i combattenti della sua unità, ma gli ucraini sono anche riusciti a farsi consegnare la taglia dagli emissari russi. In un video diffuso in Rete lo stesso Budanov si congratula con Kaputsin per il suo fortunato «ritorno alla vita».