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 2025  novembre 10 Lunedì calendario

Biografia di Friedrich Merz

Friedrich Merz, (Joachim-Friedrich Martin Josef Merz), nato a Brilon (Renania Settentrionale-Vestfalia, Repubblica Federale Tedesca) l’11 novembre 1955 (70 anni). Politico (Unione cristiano-democratica di Germania). Avvocato. Cancelliere federale tedesco (dal 6 maggio 2025). Parlamentare federale (dal 26 ottobre 2021; già dal 1994 al 2009). Ex europarlamentare (1989-1994). Presidente dell’Unione cristiano-democratica di Germania (Cdu) (dal 31 gennaio 2022). «La pace si può trovare in qualsiasi cimitero. È la nostra libertà che dobbiamo difendere» • «Friedrich Merz nasce a Brilon, cittadina della Sauerland dove la Germania guarda verso la Francia, in una famiglia borghese. Il nonno è stato sindaco, e passò dopo 6 mesi dal Zentrum al partito di Hitler, perfino intitolando la via principale col nome del Führer. Lo fecero in tanti. Ciò non risparmiò che il figlio, il padre di Merz, fosse spedito sul fronte orientale e a 17 anni fatto prigioniero dai sovietici in Georgia. Il padre, avvocato, era severissimo, esigeva disciplina. Il piccolo Merz, a 8 anni, fu mandato in un istituto di suore per 6 mesi a curarsi la tubercolosi, un periodo che definirà “per niente simpatico”. Fu molto provato dalla morte della sorella in un incidente d’auto a 21 anni. […] Fu bocciato a scuola per indisciplina alle rigide regole dei Gymnasium del Sauerland e per cattiva condotta, che si riverberò sui voti. Fu solo grazie alla madre, mentre il padre si era deciso a mandare questo figlio dalla lingua lunga, che portava i capelli a caschetto, a imparare un mestiere, […] che ha avuto una seconda chance in un altro liceo. E lì ha finito per distinguersi. […] Merz si laureò brillantemente in Legge, fece per qualche anno il giudice, e solo grazie agli amici di Brilon si impegnò nella politica» (Mara Gergolet). «Merz ha cominciato la carriera politica come deputato della vecchia Germania Ovest, a Bonn. Dove vinse immediatamente un concorso come miglior oratore del Bundestag» (Tonia Mastrobuoni). «Si è distinto da subito per le sue posizioni conservatrici: liberista, sostenitore di politiche fiscali rigorose ma anche della deregolamentazione. Nel 2008, poco prima della crisi finanziaria, ha scritto il libro Osare più capitalismo» (Gergolet). «Incontrò presto Wolfgang Schäuble, l’uomo che più di tutti l’ha plasmato, a cui unico nel Parlamento tedesco darà del “tu”, e di cui terrà l’orazione funebre al cimitero di Offenburg, di fronte alla famiglia. Quella al Bundestag spetterà a Emmanuel Macron. È stato Schäuble a mandarlo ad allargarsi gli orizzonti in un corso accelerato da eurodeputato a Bruxelles, per richiamarlo a casa poco dopo. […] In quegli anni Novanta, nel passaggio tra il capitalismo renano e quello globalizzato, Friedrich Merz impersona una certa energia brillante alla Gordon Gekko, indigesta a molti tedeschi. Fa capolino in una celebre canzone rap del gruppo Beginner di Amburgo (2004), che dice: “Al posto di essere antipatici, giovani e dinamici come Friedrich Merz, da noi tutto è chill, cool e relax”» (Gergolet). Notevole importanza nella sua parabola politica ebbe pure la rivalità con Angela Merkel. «Quando la incontrammo per l’intervista al Corriere a Berlino, a microfoni spenti, l’ex cancelliera a proposito di Friedrich Merz rispose: “La questione tra noi due era semplice: entrambi volevamo comandare. Succede, a volte, nelle grandi organizzazioni”. I due percorsi si incrociarono nel finale dell’èra Kohl. Fu Angela Merkel, di fronte al disastro dei fondi neri della Cdu che rischiava di inghiottire il partito come era successo alla Democrazia cristiana in Italia, mentre i giovani delfini e aspiranti padroni del mondo erano rimasti impietriti, a decidere da sola, con una lettera ai giornali, che era ora di far fuori Helmut Kohl. La pugnalata salvò la Cdu e portò Merkel quasi per inerzia al comando. Da lì in poi, bruciò Merz in ogni contesa. E quando nel 2005, da presidente Cdu, pretese di avere anche il suo posto da capogruppo alla Camera, Merz, umiliato, si ritirò dalla politica. Però – cambiando binario – diventò milionario. […] Lavora per un gruppo di avvocati di Düsseldorf, accumula posti in consigli di sorveglianza, da Commerzbank al gruppo Wepa (che produce carta igienica). Diventa presidente tedesco di BlackRock, il più grande fondo di investimenti gestiti al mondo. […] Da autodidatta della finanza diventa ricco, passa cento giorni l’anno all’estero, parlando per metà del tempo in inglese, e questo, ha raccontato, “ha cambiato la mia comprensione della Germania”» (Gergolet). Nel 2018 Merz pose le basi per la sua rivincita politica. «All’uscita della “cancelliera eterna”, dopo l’annuncio [della Merkel – ndr] che non si ricandiderà per il partito e per la cancelleria, Merz torna alla carica e, dopo due elezioni interne alla Cdu andate perse, alla terza, nel 2022, riesce a essere eletto presidente del partito. Con lui alla guida, l’Unione Cdu-Csu, sprofondata al 24,1% alle […] elezioni del 2021, torna a riguadagnare consenso» (Uski Audino). «È due primavere fa, quando ha raccolto la Cdu a Cadenabbia sul lago di Como, nella villa dove Adenauer giocava a bocce, che Merz ha preparato la sua scalata. Si dice che lì, in ritiro con 35 colleghi Cdu, abbia stilato il programma per la riconquista del potere: dove quella tedesca è la Leitkultur (cultura dominante) e l’immigrazione va contenuta. Dove pare si siano già divisi i posti del governo, e dove Merz ha vinto il torneo di bocce» (Gergolet). «Merz predica un’inversione di tendenza rispetto alla generosa politica migratoria ereditata da Angela Merkel (2005-2021). Secondo lui, solo una politica restrittiva in questo ambito può frenare efficacemente l’ascesa dell’Afd. Alla fine di gennaio, in Germania, ha infranto un tabù del dopoguerra, che aveva visto i partiti tradizionali proibire qualsiasi cooperazione con l’estrema destra, facendo approvare una risoluzione sul diritto d’asilo con i voti di questo partito. Accusato di aver avviato una normalizzazione del partito anti-migranti, ha subito escluso – nonostante le esortazioni in tal senso dell’amministrazione Trump – qualsiasi alleanza di governo con l’Afd, fondata nel 2013 da ex dirigenti della Cdu. […] Impopolare e spesso considerato altezzoso, durante la campagna elettorale ha cercato di proiettare l’immagine di un funzionario eletto accessibile e umano, mostrandosi con un bicchiere di birra in mano durante una riunione o seduto a un tavolo davanti a un hamburger in un post su Instagram. Nel corso di un dibattito televisivo ha rivelato anche tragedie private poco note: la morte della sorella minore in un incidente stradale, all’età di 21 anni, e poi del fratello affetto da sclerosi multipla. Eventi che “hanno lasciato segni profondi” nella sua famiglia, ha confessato» (Giammetta). Alle elezioni federali del 22 febbraio 2025 «l’Unione conservatrice, a cui appartiene anche il piccolo partito bavarese Csu, è risultata vincitrice […] con quasi il 29%, davanti all’estrema destra di Afd e ai socialdemocratici. Per la Cdu in effetti non si tratta di un trionfo, anzi si tratta del secondo peggior risultato nella storia del movimento, dopo il minimo storico del 2021, pari al 24,1%. Ma la sua vittoria resta intatta» (Giammetta). All’indomani della vittoria elettorale, prima ancora di essere eletto cancelliere dal Parlamento federale, «Friedrich Merz è riuscito a far adottare da esso una storica riforma costituzionale che permetterà al Paese di indebitarsi ben oltre i livelli consentiti dallo Schuldenbremse (“freno al debito”). L’operazione è stata un evidente successo politico. Il cancelliere è riuscito a coalizzare una maggioranza dei due terzi del Bundestag. Oltre alla Cdu-Csu e all’Spd hanno votato a favore anche i Verdi. […] Il nuovo governo ha deciso di giocare la carta dell’indebitamento, non solo nella difesa, […] ma anche nell’economia, pur di modernizzare vecchie infrastrutture. […] In febbraio, all’indomani della vittoria alle elezioni federali, aveva spiegato che la “priorità assoluta” della Germania è di rafforzare la difesa europea fino a raggiungere “progressivamente l’indipendenza rispetto agli Stati Uniti”. Atlantista di formazione, il nuovo cancelliere aveva ammesso che l’attuale dirigenza americana è “largamente indifferente al destino dell’Europa”. Aveva poi aggiunto: “Non mi faccio alcuna illusione su ciò che sta accadendo in America”. Infine, aveva evocato la nascita di una capacità di difesa europea autonoma, in alternativa “alla Nato nella sua forma attuale”. In poche settimane il nuovo cancelliere ha imposto una svolta alla Germania, modificando la Costituzione e permettendo nuovo debito per investire sia in infrastrutture che in difesa. […] L’obiettivo di Merz è di creare “l’esercito convenzionale più potente d’Europa”» (Beda Romano). Il 6 maggio 2025, quando si presentò al Parlamento federale per essere eletto cancelliere alla guida dell’ennesima grande coalizione formata da Cdu-Csu e Spd, «per la prima volta nella storia tedesca del dopoguerra, il cancelliere non è stato eletto al primo turno. Incredibilmente Merz ha avuto bisogno di un secondo scrutinio in parlamento prima di recarsi finalmente allo Schloss Bellevue e giurare nelle mani del capo dello Stato. In una prima tornata il leader democristiano ottenne appena 310 voti, rispetto alla maggioranza richiesta di 316. Successivamente, in una seconda imbarazzante tornata, riuscì a strappare 325 voti. I franchi tiratori hanno espresso chiaramente dubbi sia sul programma della Grosse Koalition che sul cancelliere stesso, un uomo tornato alla politica dopo un decennio negli affari. Eppure, il nuovo cancelliere ha assicurato di voler ridare alla Germania “le sue responsabilità di leader in Europa, insieme agli altri Paesi membri dell’Unione”» (Romano). «Tutto a destra, via dall’èra Merkel: questo aveva promesso. […] Invece, per governare, si è dovuto alleare con i socialdemocratici, accettarne le richieste, sporcarsi. Ha inzeppato il governo di tecnici, il mondo che frequentava. No, non potrà essere il conservatore che i suoi sognavano. Ed è da questo impegno tradito in partenza – così è visto da quelli che volevano “normalizzare l’Afd” nella Cdu, o da quelli che aspettavano un ritorno a un passato da mito renano – che forse sono partiti i coltelli. È stato accusato di voltafaccia, di incapacità di tenere il punto, ma si è invece anche mostrato capace di improvvisare, di inventare, di risollevarsi. “Cosa credi”, gli disse una volta Schäuble, “che qualcosa ti sarà servito su un piatto d’argento? Dovrai lottare fino alla fine: avrai il partito con te solo quando ti sarai insediato”. L’ultima lezione: gli servirà» (Gergolet) • Tre figli dal matrimonio col giudice Charlotte Gass. «Anni fa pubblicò una foto in cui lo si vedeva nella più classica attività delle famiglie tedesche: la Hausmusik. Lui al clarinetto, la moglie al pianoforte, i figli accanto che (forse) cantano. Peraltro, la famiglia vive ancora dove Merz è nato, a Brilon» (Mastrobuoni) • Cattolico • Grande passione per il gioco delle bocce • «Appassionato di aerei e pilota dilettante, il leader dei conservatori finì sui rotocalchi quando planò al matrimonio di Christian Lindner sull’isola di Sylt guidando il suo jet privato. Per anni, i tedeschi non gli hanno perdonato il fatto che abbia dichiarato che essere milionario come lui non significhi essere ricchi ma appartenere alla “classe media superiore”» (Mastrobuoni) • Alto 198 centimetri • «Ha una retorica elegante e affilata, da avvocato: nulla a che fare con i discorsi soporiferi di Merkel o Kohl» (Gergolet) • «Mai cancelliere fu più internazionale, più filoamericano. Reagan è sempre stato il suo mito, ne aveva perfino adottato il motto: “Le più terrificanti 9 parole in inglese sono: ‘I’m from the government and I’m here to help’ [‘Sono del governo e sono qui per aiutare’]”» (Gergolet). «A livello internazionale, resta un convinto sostenitore degli aiuti militari all’Ucraina contro l’invasione russa. […] Sul fronte economico, questo liberale convinto vuole ridurre le imposte sulle società e la burocrazia, nonché inasprire le condizioni dell’assistenza sociale. “Il lavoro deve tornare a essere un piacere”, sostiene instancabilmente, escludendo ogni aumento del salario minimo» (Giammetta). «Nel 2003 divenne famosa la sua simulazione di un calcolo di scaglioni fiscali scarabocchiato su un sottobicchiere da birra per dimostrare che la dichiarazione delle imposte potesse essere semplificata al massimo. Quel sottobicchiere è finito in un museo di Bonn. E il suo istinto populista, che espresse quel leggendario sottobicchiere, a volte lo ha portato sulla cattiva strada. In passato, il futuro cancelliere ha suscitato indignazione per le sue affermazioni sui profughi. Lì definì “turisti sociali”, bollò i loro figli come “piccoli pascià” e accusò i migranti di rubare posti ai tedeschi nelle sale di attesa dei medici. Nel 2000 la sua convinzione che dovessero adeguarsi a una Leitkultur, una “cultura dominante” tedesca, fece scalpore persino nel suo partito» (Mastrobuoni) • «La sua vita politica […] ruota attorno all’eredità di Wolfgang Schäuble. […] Dal maestro ha assorbito le idee chiave. Il conservatorismo sociale: lui cattolico che va a messa ogni domenica, Schäuble protestante. Ne deriva un’idea di società tradizionale, apparsa spesso fuori tempo (come quando disse che dentro il matrimonio non è stupro, negli anni Novanta, poi ritrattando). Per questo, per garantire la coesione, l’immigrazione va controllata: perché solo con valori condivisi, omogenei, si sconfiggerà l’estrema destra. E gli altri due cardini. Il rigore fiscale, in nome del quale ha fatto carriera ma che sembra aver messo in pausa, promuovendo – di fronte a una Germania ferma sulla crescita “zero” – un piano quasi keynesiano da mille miliardi, industrial-militare, per far ripartire il Paese. E l’europeismo profondo. È in nome di quest’ultimo, ormai convinto che gli Stati Uniti, il faro ideologico della sua vita, abbiano abbandonato l’Europa e addentato il paradigma su cui è stata ricostruita la Germania nel dopoguerra, che potrebbe osare l’impensabile: spingere oltre l’integrazione europea, verso un’unione della difesa, che accetti perfino gli eurobond. Può farlo solo un conservatore, un rigorista. Se fallirà, le conseguenze saranno devastanti. Soprattutto a casa, dove dovrà togliere terra attorno all’estrema destra dell’Afd per non perdere la Germania come la conosciamo» (Gergolet) • «Dobbiamo avere il coraggio di contraddire e di essere controversi».