17 novembre 2025
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Biografia di Vittoria Puccini
Vittoria Puccini, nata a Firenze il 18 novembre 1981 (44 anni). Attrice italiana.
Titoli di testa «Io, da prima ancora di Rivombrosa, sono cresciuta a furia di “Come sei bella, Come sei bella, Come sei bella”. Avrei voluto scomparire, tanta era l’ansia di dovere essere sempre all’altezza di quel giudizio, di quella bellezza. Per questo odio quando mi dicono: “Ma sei dimagrita?”, “Ma quanti chili hai messo?”, “Ma come stai in forma!”. Vorrei rispondere: “Ma mi date tregua?”» [a Lavinia Farnese, Vanity].
Vita Padre avvocato, professore universitario di Diritto pubblico, mamma insegnante «bella come la figlia» [Silvia Fumarola, Rep], che Vittoria ha perso a 14 anni: «Mamma era insegnante elementare e spesso portava a casa bambini con difficoltà a scuola o in famiglia. Questa predisposizione all’aiuto è una cosa che le ho sempre invidiato. Una bella lezione che mi ha lasciato in eredità, ma per lei era un’attitudine naturale, io ci ho dovuto lavorare» • «“Sono figlia di due insegnanti, che non volevano proprio che facessi l’attrice. Mi hanno dato due anni di tempo: ‘Se non ce la fai, ti trovi un lavoro serio’. Così dopo il liceo classico mi sono iscritta a Giurisprudenza, anche se non ho dato neanche un esame. Sono andata a Milano a lavorare come modella, ho partecipato a un casting, mi hanno scelta per un film di Sergio Rubini, Tutto l’amore che c’è. No, non ho fatto l’accademia, ho imparato sul campo”» [Cazzullo, Cds]. «Il mio lavoro nella moda mi serviva solo per raggiungere un’indipendenza economica, non volevo dipendere dai miei» • «Ho iniziato a far l’attrice proprio in seguito a una fuga. Dopo il liceo, una storia d’amore finita male mi spinse a lasciare la mia città, Firenze, per Milano. E lì, mentre studiavo legge e lavoravo come modella, ho partecipato a un provino per il film di Sergio Rubini Tutto l’amore che c’è. Sono stata presa ed è partito tutto» • «Al suo esordio nel cinema Vittoria Puccini è di incredibile bellezza (ha una scena di nudo che ancora i fan ricordano)» [Marco Giusti] • Dopo l’esordio con Rubini in nel 2000: «Pensavo sarebbe rimasta un’esperienza, invece ho provato una tale gratificazione: ho capito che era la mia strada» • «Sostenni varie prove, recitando le scene che mi venivano indicate dal regista e alla fine vengo scelta. Prese il via un’esperienza che non sapevo dove mi avrebbe portato, però il primo giorno sul set mi sono subito sentita a mio agio e, nonostante la mia timidezza, ho capito di trovarmi nel posto giusto. Perché lì non ero Vittoria, avevo la protezione del personaggio che dovevo interpretare e in cui mi nascondevo. In altri termini potevo esprimere sentimenti ed emozioni senza espormi in prima persona, ma attraverso un ruolo che dovevo incarnare. Quella prima esperienza mi ha aperto un canale importante per dare sfogo alla mia emotività, che facevo fatica a portare all’esterno. È stata una scoperta, mi sono trasferita a Roma ed è partita la mia avventura» [Emilia Costantini, Cds] • «Senta, non è che Puccini, il compositore... “Mio bisnonno si fece dare l’albero genealogico da cui risultava che una lontana parentela c’era. Ma sembra sia falsa. Lo fece solo per sposare una contessa russa”» • Aveva vent’anni quando gli italiani s’innamorarono di lei: viso antico, grandi occhi chiari, Vittoria Puccini nei panni di Elisa di Rivombrosa era la perfetta eroina romantica e il successo fu grandissimo (2003), fiction diretta da Cinzia Th Torrini, che non l’aveva scelta subito per Elisa: «Al primo provino mi aveva scartata. Dopo sei mesi ha voluto rivedere una serie di persone, c’ero anch’io» ([Fumarola, Rep] • Una scena di nudo con Riccardo Scamarcio in Colpo d’occhio (2008): «“Sono la musa e poso senza veli. Il nudo maschile è più difficile e raro (...) Nel nostro film non c’è scandalo, il mio nudo non è volgare, è estetizzante, c’è una forza estetica forte, uscendo dal fiume dovrei evocare una sorta di statua”. Rubini l’aveva già invitata a togliersi le vesti in Tutto l’amore che c’è. “Mi spoglia sempre, si vede che è fissato con me!”» [Valerio Cappelli, Cds] • Nel 2008 il mensile Luna l’ha messa tra le dieci donne più eleganti d’Italia • Nel 2009, Gabriele Muccino la sceglie insieme a Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino e Giorgio Pasotti come coprotagonista nel film Baciami ancora. Per questo ruolo nel 2010 riceve il Golden Globe Award e il premio Kinéo-Diamanti. Sempre con Favino e Accorsi recita in La vita facile, di Lucio Pellegrini (2010) • Nel 2011 è madrina al Festival del Cinema a Venezia • Protagonista in Acciaio (2012) di Stefano Mordini da un romanzo di Silvia Avallone (premio Campiello 2010) che trasporta il dramma adolescenziale nell’acciaieria di Piombino • In Magnifica presenza, film del 2012 diretto da Ferzan Özpetek. È con Elio Germano e Giuseppe Fiorello • «“Ha presente quella parola che tanto spaventa, felicità? Beh, io adesso sono proprio felice». E se le chiedessi del suo desiderio più grande? «È un momento incredibile, nel lavoro e nel privato. Continuasse così, ci metterei la firma”. Vittoria Puccini vive il suo stato di grazia. A breve sarà Anna Karenina (Rai 1 trasmessa il 2 e 3 dicembre 2013), ed eccola già nei complessi panni di Oriana Fallaci» [Auriti, Oggi, 20-11-2013] • «Nel romanzo, Anna è la personificazione di Eros, qui è Vittoria Puccini, tanto bella quanto eterea, con una vocina flebile che toglie al personaggio ogni profondità sensuale. Verrebbe da dirle: attenta al treno!» [Grasso, Cds, 04-12-2013] • Vista al cinema in Tutta colpa di Freud, di Paolo Genovese (2014) e nelle miniserie tv di Rai1 Anna Karenina, di Christian Duguay (2013) e L’Oriana, di Marco Turco (2014). Con Marco Turco ha girato anche altre due fiction: Altri tempi, in cui è la maitresse di un bordello, e C’era una volta la città dei matti, in cui è Margherita, un’adolescente chiusa in gabbia e recuperata da Franco Basaglia alla dignità umana. «“Il primo giorno sul mio primo set ho capito che non avrei fatto altro nella vita. Certo, non mi era mai capitato un ruolo impegnativo come quello di Oriana Fallaci. Ne avevo il sacro terrore. Ho preso il coraggio da lei”» [Aldo Cazzullo, Cds 16-05-2014] • La miniserie L’Oriana in due puntate va in onda su Rai1 nel febbraio 2015, e poi in versione cinema, girata da Marco Turco tra Italia, Tunisia, Grecia e Vietnam. «Racconta Vittoria Puccini di essersi preparata ascoltando la voce della Fallaci, leggendo i suoi libri, osservando il modo in cui stringeva la sigaretta tra le dita. «Sono fiorentina come lei, cresciuta in una strada che da porta Romana sale verso la collina di Marignolle. Nella via parallela c’è una delle case in cui ha vissuto Oriana. Ma sarebbe stato ridicolo farne l’imitazione. Ho calcato un po’ l’accento fiorentino, ho lavorato sulla voce un po’ roca, da fumatrice. Ho cercato di restituire almeno in parte una giornalista che comincia con il cinema ma vuole andare in guerra, che rifiuta la cronaca rosa e la posta del cuore ma chiede al suo direttore di mandarla in giro per il mondo a raccontare la condizione femminile» [Cazzullo, cit] • «Vittoria Puccini, fisicamente agli antipodi del suo personaggio, ha prestato anima e volto a Oriana Fallaci» [Mess] • «“Il ruolo più complesso della mia carriera”. Perché di sicuro non deve essere stato facile interpretare la figura di una donna così forte, “non accogliente e a tratti respingente” dice l’attrice, che ha attraversato da protagonista più di mezzo secolo di storia mondiale» [Armocida, Giornale] • «Sostiene Puccini che Oriana non sia solo indefinibile, ma anche sfuggente e che nella sua proiezione conclusiva, prepotentemente politica, ognuno inevitabilmente abbia desiderato vedere la propria Fallaci: “Ed è un paradosso perché Oriana non era di nessuno e non si è mai concessa a nessuna chiesa politica. Per quelli di destra era troppo di sinistra, per quelli di sinistra era troppo di destra. Conservatrice, sovversiva, estremista, democristiana. L’hanno definita in mille modi. La mia impressione è che affrontando il rischio di risultare antipatica o scorretta, Fallaci si sia fatta guidare soprattutto dall’istinto. Di essere impopolare o al passo con le mode non le importava nulla. Sentiva. Agiva. La parola chiave per lei è sempre stata indipendenza”» [Pagani, Fatto] • Vittoria Puccini è la protagonista di Romanzo Famigliare, la fiction diretta nel 2018 da Francesca Archibugi: «Mi attirava la possibilità di articolare un racconto più lungo, oltretutto su un canale generalista. Nella scansione narrativa ci siamo rifatti, con l’altra sceneggiatrice Elena Bucaccio, ai grandi feuilleton di Balzac, Dickens, Thomas Mann, che si rivolgevano a un pubblico molto ampio, popolare» • Nella nuova serie Mentre ero via di Michele Soavi (scritta da Ivan Cotroneo e Monica Rametta), nel marzo 2019 su Rai 1, un giallo a sfondo psicologico, interpreta Monica, una donna sposata con un ricco industriale di Verona che viene ucciso • «Ha cambiato tanti ruoli, Vittoria Puccini, in fuga dall’eroina romantica Elisa di Rivombrosa. Quella favola le è rimasta appiccicata addosso per anni […]. È rimasta una ragazza dalla bellezza luminosa, che ha lavorato “per far capire ai registi che potevano andare oltre la mia faccia”. Un misto di sicurezza e fragilità, ma quella luce speciale, senza trucco, resta: nella nuova serie esce dal coma ma sembra uscita da una beauty farm. “La storia è interessante, parla della rinascita. Ti dice che nella vita puoi costruire una nuova te stessa. Peccato che succeda sempre grazie a un evento traumatico” […]. C’è un prima e un dopo nella vita di tutti: lei quando ha messo un punto a capo? “Dopo la morte di mia madre, il trauma più grande della mia vita. Certi eventi ti annientano. Se li vuoi superare devi trovare una forza che ti migliori, perché l’amore non sia vanificato. Devi lavorare per far diventare costruttivo il dolore”. Ci è riuscita? “La battaglia più grande è sempre quella con sé stessi. Oggi so che voglio essere sorpresa dalla vita. Ho capito che se hai il coraggio di aprirti, qualcosa succede. Vivo un bel momento, il privato è pieno di amore. Lavoro. Non desidero altro”. […] Questi ruoli li ha cercati? “Sempre. Penso al personaggio di Margherita di C’era una volta la città dei matti... di Marco Turco, un’esperienza forte anche dal punto di vista umano. Abbiamo girato nei manicomi. Le comparse erano ex degenti: andavo sul set senza trucco, sporca, ho attraversato territori lontani dai miei”. Qual è il suo rapporto con i registi? “Tutti mi hanno dato qualcosa. A volte può capitare di non essere diretta, io invece ne ho bisogno. Forse perché non ho fatto una scuola o per carattere, ma voglio essere guidata. Con Muccino mi sono sentita nella centrifuga di una lavatrice, è il suo modo di lavorare. Baciami ancora è stata una esperienza pazzesca, ho imparato tanto”. È insicura? “Sempre. Ma la mia insicurezza non mi ha mai bloccato, prendo forza in me stessa. Se c’è una regola in questo lavoro, è che quando sono andata sul set pensando ‘questa scena è facile’ ho preso una batosta”. Fa i provini? “Certo. Per la serie crime di Mediaset che sto girando, adesso, Il processo, l’ho fatto. Ma dipende. Per The place di Paolo Genovese, no: se hai già lavorato col regista sa quello che puoi fare. Per me è giusto farli, anche se non è facile” Segue la politica? “Sì, con molto interesse. E non capisco quando dicono agli attori: pensino a fare il proprio lavoro. Puoi pensarla diversamente, ma sono libera di esprimere la mia opinione. Far morire la gente in mare non è una soluzione, e non c’entra destra o sinistra. Meglio gettare un ponte invece che bombardarlo. Non la voglio fare facile, è vero che ci deve essere un’azione europea, non le iniziative di singoli paesi. Ma una soluzione va cercata. Non si può far finta che non esista il problema mentre i migranti muoiono. Scappano dalle guerre. Non vengono a rubarci il lavoro”» [Silvia Fumarola, Rep, 21-03-2019] • Modelli: «Meryl Streep, Nicole Kidman, ho amato Marion Cotillard nel film su Edith Piaf. Sogno un film come Kill Bill» • Punti di riferimento: «Una passione smisurata per Mariangela Melato e per Meryl Streep, non per copiarle, solo ammirarle». A fine 2019 interpreta 18 regali di Francesco Amato, ispirato a una vicenda vera, quella di Elisa Girotto (che nella realtà, prima di morire di cancro, lascia una serie di ricordi alla figlia neonata, ndr) con Benedetta Porcaroli e Edoardo Leo che racconta: «Vera e drammatica. Prima di leggere il copione temevo fosse un instant movie, poi ci ho trovato delicatezza e attenzione che sul set con Vittoria Puccini e Benedetta Porcaroli abbiamo fatto di tutto per rispettare» • Nel 2021 è nella fiction Rai sulla pedo-pornografia di internet Non mi lasciare: «Che ha pensato leggendo la storia? “Che la Rai è stata coraggiosa, sono tematiche difficili da affrontare, i ragazzini vengono adescati attraverso i social e la playstation. Quello che succede nella realtà. La serie fa capire che il web va usato con intelligenza perché nasconde pericoli. Mia figlia ha quindici anni e come milioni di coetanei passa le ore davanti al computer, questa storia spiega bene i rischi”» [a Silvia Fumarola, Rep] • L’attrice, candidata al David di Donatello per il film 18 regali, è la protagonista della fiction in quattro puntate La fuggitiva, al via su Rai: «Corre, si traveste, sferra pugni, tira calci, spara. Braccata da una poliziotta con un passato traumatico e da chi vorrebbe addossarle un omicidio che non ha commesso. Vittoria Puccini come non l’avete mai vista: in versione guerriera, alle spalle un’adolescenza di violenza e dolore, davanti a sé l’esigenza di provare la propria innocenza. È un action-thriller adrenalinico, Vittoria assicura di essersi divertita. Ha dovuto allenarsi molto per interpretare il ruolo? “Direi di sì, ho lavorato con gli stunt. Ho sempre praticato la corsa, ma il mio personaggio è dotato di una fisicità scattante che nella vita non mi appartiene”. Ha dovuto imparare le arti marziali? “Più che altro, ho imparato che nella lotta non è la forza a farti vincere ma la capacità di colpire nei punti giusti. Può sempre tornare utile (ride, ndr)”. Tante fiction al femminile significano che, almeno sullo schermo, si è raggiunta la parità di genere? “La parità è ancora lontana, ma un cambiamento è in atto. E la tv lo ha recepito benissimo. La vera rivoluzione è vedere sullo schermo dei personaggi femminili tutt’altro che perfetti, con luci e ombre. Attualmente sono sul set della serie Non mi lasciare nel ruolo di una poliziotta che indaga sulla pedopornografia online”» [Gloria Satta, Mess] • Nel 2022 escono due commedie per il cinema: Vicini di casa, adattamento di Sentimental , un film spagnolo tratto da un testo teatrale, nel quale fa coppia con Claudio Bisio e poi Praticamente orfano di Umberto Carteni con Riccardo Scamarcio • Nel 2023 è nel film Una gran voglia di vivere, con Fabio Volo, tratto dal suo penultimo libro • È presidente dell’associazione Unita (Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo). «Quali sfide vi attendono? “Il contratto collettivo nazionale per gli interpreti audiovisivi: mai esistito. Con il sindacato abbiamo presentato ai produttori una piattaforma di discussione, il nostro lavoro va normato. Non solo i tecnici, anche gli interpreti debbono avere garanzie, a tutela dei più deboli e fragili che non hanno potere contrattuale”» [Federico Pontiggia, Fatto] • Con altri professionisti nel marzo 2023 sottoscrive il decalogo sulle linee guida contro gli abusi durante la fase di casting, che in dieci punti spiega cosa è lecito e cosa non è lecito sentirsi chiedere ai provini: «Occorre spostare il punto di vista: non devono essere le colleghe ad avere paura di denunciare ma gli abusanti: è chi fa certe cose a dover perdere il lavoro, non chi denuncia».
Amori Dal 2004 al 2010 una relazione col collega Alessandro Preziosi (con lei in Elisa), da cui ha avuto la figlia Elena (maggio 2006). Poi una storia con Claudio Santamaria: «Sono stata innamoratissima di tutti i miei uomini. Passato il momento dello strappo, delle recriminazioni e del dolore, dentro mi rimane solo il bello» [Michela Auriti, Ogg]. Dal 2012 sta con Fabrizio Lucci (20 anni più grande), direttore della fotografia, conosciuto sul set di Anna Karenina. «“L’ho pensato per ogni uomo che ho amato: ‘Da vecchi metteremo la dentiera nello stesso bicchiere’. Ma con Fabrizio non è solo questo. Mi sento finalmente appagata, arresa bene, in pace. Come quando non devi più avere paura, fremere, cercare altro, aspettare”» [Lavinia Farnese, Vanity] • «Fabrizio Lucci, romano, fino a quel momento libero da legami. Sul favoloso set di Anna Karenina allestito per otto settimane tra Lituania e Lettonia, 110 cavalli, 30 carrozze, 1.200 costumi e neve, neve, neve faceva il suo mestiere: direttore della fotografia. Ma se a Vittoria chiediamo quanto quell’atmosfera romantica abbia contribuito, e anche lo spirito dell’eroina, lei risponde concreta: “Mi sembra di tornare ai tempi di Rivombrosa, quando leggevo che i ciak mi avevano portato l’amore con Alessandro (Preziosi, ndr). A me sembra riduttivo. Non c’entra Vilnius, non c’entra la neve, non c’entra la Karenina. Quando t’innamori di una persona è perché te ne innamori. Potevamo pure essere a Milano Marittima, il posto e le circostanze non contano”» [Auriti, Oggi]. «Con Fabrizio è iniziata a riprese di Anna Karenina quasi finite. “Durante la lavorazione, sono concentrata. Vedo poco quello che mi succede intorno. E lasciare che una relazione cominci a set aperto è pericoloso. Se poi le cose non dovessero andare?”. Però alla fine ha accettato il suo invito a cena, nella neve di Vilnius, in Lituania. “In Tutta colpa di Freud consiglio con gli uomini ‘la prova della torta’. Arrivati al dolce, se lui offre un assaggio, è di animo gentile, e si può proseguire. Se no, è un ingordo, da evitare di frequentare”. Fabrizio l’ha superata? “Non ce n’è stato bisogno. Ho sempre avuto uomini galanti, che non andavano all’arrembaggio degli ultimi due maccheroni nella padella. Rinuncio volentieri alla parità sessuale, nelle prime uscite. Mi piace essere indipendente, ma mi si deve aprire la portiera e offrire la cena”. È gelosa? “Possessiva, ma senza malizia: non spio, per intenderci, il cellulare. Non mi rendo ridicola”. Lui ha vent’anni in più. Le pesa la differenza? “No. Quando la Lazio ha vinto il derby a Roma, dopo lo stadio è venuto a prendermi a un evento al Maxxi in motorino, con la sciarpa biancoazzurra al collo. Io indossavo una tuta elegantissima di Valentino e sandali da vertigine. Pur da tifosa della Fiorentina, gli ho proposto di accompagnarlo a festeggiare a Ponte Milvio. Come due ragazzini”» [Lavinia Farnese, Vanity] • «Lei è la mamma di una quindicenne, Elena... “La seguo su Instagram e lei ne è molto contenta”. È contenta anche quando vede la mamma protagonista sul piccolo o sul grande schermo? “Be’, il più bel complimento l’ho ricevuto recentemente proprio da lei. Dopo che è andata in onda la prima puntata di Non mi lasciare, la mattina seguente a colazione mi guardava senza proferire parola, finché si è palesata, dicendo: mamma mi sei piaciuta e seguirò le puntate successive. Non era tanto scontato... una figlia adolescente i complimenti non te li regala per farti piacere...”» [Costantini, Cds, 18-01-2022] • «Si sposerà dopo dieci anni di fidanzamento. “La vita è fatta di fasi, è bello cambiare idea, oggi ci piace l’idea di una bella cosa insieme per celebrare il nostro amore. So che non ce ne pentiremo”» [a Claudia Catalli, Sta] • «“È impegnativo stare con me, ma Fabrizio le prove le ha superate tutte: il suo periodo di prova – dice con un sorriso – è finito. Dorme sonni sereni, secondo me”. E presto “ci sposeremo, è una cosa che abbiamo deciso di fare, ma non abbiamo fissato né organizzato nulla. Magari decidiamo all’ultimo minuto per una cerimonia intima e privata, magari facciamo una festa con gli invitati: come sempre, per me, quello che arriverà arriverà”» [Uccello, Mess, 10-07-2025].
Titoli di coda «Non si è artisti per hobby, è un lavoro» [a Federico Pontiggia, Fatto].