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 2025  novembre 28 Venerdì calendario

Biografia di Mario Altieri

Mario Altieri, meglio noto come Mario Salieri, nato a Napoli il 29 settembre 1957 (68 anni). Pornografo. Ha girato 13 film come attore e 202 come regista. È il più premiato regista al mondo nel cinema per adulti.
Titoli di testa «I miei sono film di fruizione masturbatoria».
Vita «Sono nato e cresciuto a Napoli. Vivevo al Vomero, i miei genitori avevano una concessionaria lì. Nel corso della mia vita e della mia carriera, anche se poi sono andato a vivere lontano, ho sempre portato con me la mia città. In tutti i miei film c’è la terra che amo» [a Stefano Esposito, VesuvioLive] • Da giovane vendeva macchine nella concessionaria di famiglia poi «con alcuni amici sono andato in Olanda» • Era il 1979, e con l’avvento del Betamax e del vhs inizia il suo lavoro nel porno come importatore di videocassette hard dai Paesi del Nord Europa: «Così iniziai a commerciare clandestinamente vhs, avviando le prime produzioni ad Amsterdam, per poi aprire la 999 Black & Blue Productions, che aveva sede a viale Michelangelo, sempre al Vomero. Lì è iniziato ufficialmente il mio percorso nell’industria dell’hard» [Esposito, cit.] • «Con il pensionamento della pellicola termina anche l’epoca della cosiddetta Golden Age del porno, costituita da film ad alto budget quasi esclusivamente di produzione americana e francese, interpretati da attori e attrici particolarmente dotati artisticamente e spesso diretti, con l’utilizzo di pseudonimi, da capaci registi del cinema tradizionale, alcuni dei quali diventeranno in seguito molto famosi. Tuttavia anche nel periodo del video analogico non mancano registi e interpreti di qualità, capaci di creare opere di rilievo e in qualche caso veri e propri generi di tendenza» [Aversa, cit.] • Si fa le ossa come regista girando diversi filmati amatoriali: «Fecero scalpore ed ebbi subito successo. Da lì fondai la mia prima azienda produttiva a Napoli e a seguire arrivarono tutti i film» • «Nel 1983 il futuro Maestro di pellicole porno d’autore che dall’Italia hanno conquistato mezzo mondo, ha messo su la sua primissima casa di produzione ed è partito con due soci per Amsterdam, a girare il suo primo porno. Peccato che una volta a Amsterdam, scordatosi la telecamera a Napoli, e così sputtanatosi quasi l’intero budget per acquistarne un’altra, e per giunta ritrovatosi con un cast locale spacciato per professionale ma in realtà composto da fattoni papponi e fattone mignotte di quart’ordine, il futuro Maestro Salieri li abbia in ogni modo fatti accoppiare per filmarli in filmacci hard fatti passare per grezzi amatoriali italiani, finiti chissà dove. I primi autentici porno del Maestro in fasce Mario Salieri sono girati l’anno seguente, e uno con sua imponenza il pornodivo Gabriel Pontello, col suo protetto scugnizzo al seguito, uno sbarbatello Rocco Siffredi» [Barbara Costa, Dago] • «Era l’ottobre del 1984 e tutto era pronto per realizzare a Ischia i miei primi quattro film. Avevo selezionato il cast a Parigi avvalendomi della preziosa collaborazione di Gabriel Pontello, mitico interprete del fotoromanzo Supersex, che figurava anche tra gli attori protagonisti. Qualche giorno prima dell’inizio delle riprese l’attore di origini marocchine mi telefona supplicando di portare con sé un cameriere italiano che aveva conosciuto in una pizzeria di Parigi e poi collaudato in un club di scambio. A suo dire un concentrato di bellezza e talento, dotato di un grande pene sempre in perfetta erezione. Accettai l’offerta senza esitazione e non ebbi modo di pentirmi. Rocco interpretò con grande efficacia i film e lo accreditai nel cast con il nome di Rocco Tano Jr. (Siffredi, ispirato dal cognome di Alain Delon nel film Borsalino, sarebbe arrivato solo più tardi). Da quel momento nacque una lunga collaborazione artistica interrotta solo dal suo temporaneo trasferimento in Germania dove era diventato tra gli attori preferiti della potente società di produzione Vto, di proprietà della pornostar polacca Teresa Orlowsky e del marito Hans Moser. Rocco è riuscito a costruire una straordinaria carriera avvalendosi della sua bellezza, simpatia e intelligenza ma soprattutto grazie alla non comune capacità di raggiungere una perfetta erezione in qualsiasi circostanza e con qualsiasi partner senza il contributo di alcun farmaco» [Aversa, cit.] • Spiega Salieri che oggi del farmaco «ne fa uso il 95 per cento degli attori, e il risultato è stato aumentare in maniera esponenziale la concorrenza, dato che consente a tutti un livello di performance un tempo patrimonio di pochi» • Che rapporto ha con gli attori e come si relaziona con loro? «Quasi sempre il mio rapporto con gli attori è pessimo perché sono molto esigente e totalmente intransigente con le persone impreparate, poco motivate e svogliate. Purtroppo con il trascorrere degli anni questa sgradita platea è sempre più nutrita» [Aversa, cit.] • «L’attore deve essere soltanto un corpo a disposizione del regista» • Il severissimo Maestro Salieri, solito sfiancare attori e attrici nell’illustrare come ogni scena vada girata. «Non esagero, ma una scopata in Salieri di pochi minuti richiede duro impegno di ore» [Costa, cit.] • «Non accetto le persone che si presentano sfoggiando tatuaggi o piercing. Per me il corpo deve essere libero. Anche dai rigonfiamenti della chirurgia plastica» [alla Gazzetta del Mezzogiorno] • «Girando un film di Salieri, per mantenere l’erezione, Pontello, si è fatto mettere un dito nel deretano da una attrice, attrice che in cotanto ano ha perso un’unghia finta, e ci si sono messi in tre a ritrovarla» [Costa, cit.] • Le Salieri-girls, le porno ragazze poste sotto suo contratto esclusivo: «Con me Moana Pozzi ha girato la serie Inside Napoli (1989) e Moana io l’ho pagata 100 milioni di vecchie lire. E Moana era l’antitesi della sensualità, e pure piuttosto antipatica. Una diva. Però mai investimento fu più indovinato» [Hard-Me] • Su Angelica Bella che nel 1992 con lui girò Tutta una vita: «Una porno star famosissima negli anni 90, in video appariva sinuosa ed elegante ma in realtà era una contadina rozza, e ignorante, e volgare, che non si faceva problemi sul set a scoreggiare e a ruttare davanti a tutta la troupe!» [ibid.] • Con Ron Jeremy Salieri ha realizzato il campione di vendite (e premi) Arabika (1992): «Ron Jeremy, simpaticissimo, attore capace di scene uniche, di emozione intensa. Unico difetto: la tirchieria!» • Selen, per cinque anni Salieri-girl (Dracula, Sceneggiata napoletana, Concetta Licata, Concetta Licata 2) «era sotto contratto esclusivo mondiale, e sottopagata. Il successo l’ha ottenuto con me. I soldi girando porno con altri. Selen è una scommessa vinta, per me e per lei. Se non fosse stata influenzata da fidanzati deficienti e da crisi d’identità avrebbe raggiunto una fama superiore a quella di Moana. Selen è tra le poche pornostar che sa recitare. La sua passione per il sesso era autentica» [ibid.] • Adolescenza perversa (1993), La clinica della vergogna (1994), Voyeurs (1997): «I personaggi vengono introdotti da una voce fuori campo. Sembra di stare in un film di Rossellini. Ma improvvisamente il sesso prorompe sullo schermo, nelle sue forme più esplicite» (Claudio Lazzaro) • «Vi rivelo un particolare sul film Il Confessionale, del 1997. Fu girato in una chiesa che non era sconsacrata ma noi non lo sapevamo. La noleggiamo dal parroco di Gioia Vecchia in Abruzzo, ma scoprimmo dopo che non era affatto sconsacrata. Il prete? Mentre giravamo il film si masturbava dietro di noi» [a Giuseppe Cruciani, La Zanzara] • Nel 2003 fa debuttare la Venere Bianca Manuela Falorni nel’anal in Erotic Stories 2. «Il problema con Manuela non era certo lei, ma suo marito e manager, Franco Ciani, ex marito di Anna Oxa. Un vero rompiscatole, capriccioso e presuntuoso» • Nel 2005 gira Salieri football con una telecronaca di Raffaele Auriemma: «Attraverso amici in comune lo contattai, facemmo un accordo economicamente parlando e lui fece la telecronaca, all’epoca 500 euro. Fece la telecronaca, anche molto bene devo dire, firmò la liberatoria e fu pagato con regolare assegno». Ma sei sicuro che sapesse che poi sarebbe stato inserito all’interno di un porno? «Ma certo che sapeva. A parte che mi venne presentato da amici in comune, io nel 2005 ero conosciuto a Napoli anche dai bambini di dieci anni. C’era stata una rete locale, Tele Capri, che praticamente trasmetteva tutti i miei film nella versione erotica» [a Cruciani, cit]. Questo perché Auriemma, sei anni dopo l’uscita del film ha querelata Salieri sostenendo di non sapere che la telecronaca sarebbe stata inserita in un porno. Assolto, Salieri gli ha fatto a sua volta causa per diffamazione • Auriemma, commentatore sportivo per piccole radio e tv locali, noto per le sue frasi tipo «si gonfia la rete» • «Nel 2008 Salieri trasferisce la sua casa di produzione in Romania, dove si dedica interamente alla realizzazione di materiale destinato al proprio network di distribuzione. La pluripremiata produzione di Salieri si conferma una delle più rinomate a livello mondiale grazie alle originali ambientazioni, la tagliente fotografia e le tematiche trattate. Tra i titoli più apprezzati dalla critica ricordiamo Capodanno in casa Curiello, Il vizio del presidente e La vedova della camorra» [Chris Barlati, Crudiezine] • I titoli dei suoi film «non propongono mai volgari giochi di parole ma sempre agganci dotti a letteratura, cinema d’essai e cronaca. I Racconti Immorali di Borowczyk diventano quelli di Salieri, il Dracula di Coppola idem; e tra le decine di opere, forse almeno un centinaio, spiccano capolavori come la saga Concetta Licata, interpretata da una giovanissima Selen, dove una coppietta assiste all’assassinio di due poliziotti da parte di alcuni mafiosi; o ancora il Faust (2002) tratto da Christopher Marlowe con un cast che viaggia sinuoso nel tempo» [Turrini, cit.] • Fra il 2010 e il 2012 ha girato circa 30 film. Come è stato possibile? Proprio lei che è famoso per inquadrature anche autoriali, per la cura dei dettagli e dei costumi storici e anche per l’attenzione ai problemi sociali, dalla camorra all’usura. «Prediligo sempre la qualità rispetto alla quantità, ma se uno ha un ottimo staff preparato e con tanta esperienza, attento anche a non spendere tanti soldi, tutto è possibile. Anche girare più di 10 film all’anno senza per questo dover rinunciare alla qualità della narrazione e delle emozioni che voglio trasferire al pubblico, sia quelle erotiche dei film per adulti, sia quelle divertenti della riscoperta delle commedie rare. Ecco, questa è la mia missione, da sempre: essere al servizio degli spettatori» [Gazzetta, cit.] • «L’aspetto narrativo molto dettagliato serve moltissimo. I miei film hanno una fase di scrittura molto lunga. Poi ingaggio anche attori terzi che interpretano la trama e mi affido a quelli hard per le scene porno. È il mio marchio autoriale che nel tempo ripaga professionalmente ed economicamente, e che in mezzo a tutto il porno gratuito che si trova con un click su Internet oggi fa ancora molto la differenza» [Turrini, Fatto] • Il porno di cui il Maestro Mario Salieri è più orgoglioso? «È La Lunga Notte di Abby Taylor (2013)» • Nel 2017 La ciociara con Roberta Gemma: «Ha una bellezza e un erotismo che si moltiplicano davanti alla telecamera. Ma ha limiti recitativi evidenti”. Roberta Gemma “è la mia Ciociara, è giunonica e burina, e nel senso buono del termine”» • «Il Maestro Mario Salieri riconosce di aver girato la scena porno di cui finora è più fiero, quella tra Roberta Gemma e Steve Holmes» [Costa,cit.] • «L’episodio del remake porno de La Ciociara di Vittorio De Sica, che ha suscitato un’interrogazione parlamentare e una lettera pubblica al premier Gentiloni» [Cionci, Sta] • «Una senatrice del Pd mi ha accusato di aver riproposto degli stupri in un porno, ma non avendo visto il film non sa che non ho girato nessuna scena di stupro. Ma al di là del contenuto il fatto più incredibile, che segna l’arretratezza dell’Italia, è che per minacciarmi hanno chiesto il “sequestro della pellicola”. Ma vi rendete conto? Un prefetto viene chiamato in ballo per sequestrare dei negativi come negli anni settanta. Oggi le pellicole non esistono più, è tutto in digitale. Meglio aggiornarsi ai tempi che cambiano» [a Turrini, cit.] • Qual è la difficoltà di unire la narrazione di un qualcosa al porno e qual è, invece, il lato divertente, interessante? «Il mio pubblico è da sempre costituito da spettatori molto attenti alla trama e alla ricerca dell’erotismo, ancor prima della pornografia. La grande difficoltà di costruire una narrazione credibile è dettata dalle scarse qualità interpretative degli attori e delle attrici del circuito porno. Anche se molti/e sono particolarmente bravi/e nel praticare il sesso esplicito seguendo con attenzione le indicazioni del regista spesso non sanno recitare e questo costituisce un serio limite anche perché sono pochi quelli che riescono ad apprendere. Per superare l’ostacolo affianco al cast del circuito porno attori e attrici del cinema o del teatro tradizionale che con il loro prezioso e insostituibile contributo rendono credibile il percorso narrativo» [Aversa, cit.] • A quale regista del cinema tradizionale si paragonerebbe e qual è il regista che ama di più e al quale si ispira? «In generale sono molto legato artisticamente al periodo del neorealismo e quindi a molti registi dell’epoca quali De Sica, Rossellini, Germi, etc. Anche oggi ci sono registi che apprezzo molto, soprattutto quelli che riescono a emozionare raccontando storie in modo semplice evitando l’utilizzo di qualsiasi inutile virtuosismo tecnico o artistico» [ibid.] • «Io sono solo un piccolo artigiano, castrato dall’impossibilità di fare cinema in questo Paese» • Nel 2017: «Lavorare in Italia è impossibile ti rendono la vita impossibile, ho avuto anche un’indagine per associazione di stampo camorristico finita nel nulla, non si può lavorare. Otto anni fa sono venuto a Budapest perché, insieme con la Repubblica Ceca, è il crocevia del nostro settore, si lavora senza problemi e non ti rompono le scatole» [a La Zanzara]. Nel 2019, per la prima volta, un film diretto da un regista del genere adult è selezionato in concorso ufficiale ad un festival del cinema tradizionale. I morti non fanno paura, commedia diretta da Mario Salieri, è nella selezione Greatest Indipendent del festival nazionale del cinema e della televisione di Benevento. L’opera è liberamente ispirata all’omonimo testo teatrale di Eduardo De Filippo di cui conserva tutte le caratteristiche della farsa macabra evidenziando alcuni aspetti grotteschi • Nel 2020 intervistato da Cruciani sul sesso ascellare, allora di moda: «Noi lo chiamiamo il termometro. Come quando si misura la febbre, solo che si mette il pene sotto l’ascella […]. Faccio film dal 1983 e questo tipo di pratica l’ho proposta in molte mie pellicole del passato, e non solo in quelle recenti». Poi su Quentin Tatantino: «Non sono Tarantino ma probabilmente Tarantino, messo alla prova del cinema a luci rosse, sarebbe una pippa. È una questione di genere, ed ognuno ha la sua specializzazione» • Salieri ha poi ricordato che nel suo ultimo film, Faccetta Nera (2019), costato 35 mila euro, e girato in locali privati a Nola in provincia di Napoli, ci sono diverse sequenze di sesso ascellare: «Lo praticano Roberta Gemma, e un’altra attrice molto bella che si chiama Viky Brown. Il sesso ascellare lo fa il protagonista del film: il ragazzino alle prime armi con il fascismo che mette le corna al gerarca fascista. Le difficoltà di queste scene sono enormi. Perché riuscire a restituire delle emozioni erotiche in una scena di film per adulti, che di per sé è noiosissima, perché racchiude una serie di posizioni ginniche assolutamente noiose e non è semplice come apparirebbe ad una prima distratta osservazione» [alla Zanzara] • Giuseppe Cruciani «Io davanti al maestro Salieri mi inginocchio e davanti ai sui film mi sono fatto e mi faccio ancora tante seghe. Mi ha regalato momenti di gioia estrema. È stato un pezzo fondamentale nella mia crescita» [alla Zanzara, nel 2020] • Nel 2020, con il lockdown «I miei siti stanno andando a gonfie vele così come tutti quelli che trattano erotismo» • È vero che il porno è l’unico modo che hanno i giovani per sviluppare il proprio immaginario esperienziale relativo al sesso? «Da sempre l’immaginario sessuale degli adolescenti è stato influenzato dalla nutrita area delle arti visive. Dapprima la letteratura erotica, poi affiancata o sostituita dal disegno, dalla fotografia e infine dall’audiovisivo hanno costituito un immenso serbatoio d’ispirazione per i giovani e non solo. Il problema è oggi costituito dall’estrema semplicità di accesso a queste informazioni visive da parte di una fascia d’età troppo bassa e per questo non adeguata e spesso priva delle necessarie capacità cognitive» [Andrea Aversa, Unità] • Se una ragazza volesse iniziare la carriera di pornostar che consigli le darebbe? «Di non farlo assolutamente». Prego? «È un lavoro pericoloso, nonostante ci sia un controllo sanitario capillare. A Budapest c’è un centro medico che in 24 ore elabora risultati degli esami per la gonorrea, sifilide ed epatite C. Sono obbligatori. Nonostante ciò c’è un periodo ombra di latenza dei virus che può ingannare. Recentemente molti attori statunitensi hanno mistificato i dati di questi esami [E poi] si arriva a 35-40 spesso si vuole iniziare una nuova vita, avere dei bambini. Lo sa che molte mie ex attrici che hanno cambiato vita mi chiedono di togliere il loro vero nome dai credits? E poi c’è anche una motivazione economica [prima] l’attrice guadagnava un sacco di soldi. Oggi una ragazza affermata prende cifre importanti ma non particolarmente allettanti. Prenda il caso di LegalPorno, un pool di attori famosi europei. Fanno scene forti, ma permettono di guadagnare quindici ventimila euro al mese a chi le fa. Il problema è che ad esempio gli uomini devono ricorrere a siringarsi il pene perché hanno una, due, tre scene pesanti ogni giorno. In questo caso guadagni ma è un lavoro molto usurante. In definitiva a chi vuole diventare pornostar suggerisco: meglio fare la escort» [Turrini,cit.] • Da ultimo Mamma Roma (2020), Salieri XXX Mamma Roma 1, 2, 3 (2021), Inconsolabile Vedova (2022), Ma tu vulive a’pizza (2022), Natale in casa Varriale (2023), La Veggente di Casavatore (2024) • Nel 2023, dopo 40 anni di carriera per la prima volta un film di Mario Salieri è stato proiettato in un cinema convenzionale. Con Natale in casa Varriale vuole centrare un nuovo obiettivo: arrivare con un suo film su piattaforme di streaming come Netflix o Prime. Il lungometraggio è stato proiettato al The Space di Fuorigrotta. Con lui anche Roberta Gemma e Franco Pinelli: «Ho presentato un film tagliato delle parti porno per conformarmi alle norme di legge. Vorrei far rinascere la commedia sexy all’italiana. Sulle piattaforme ho visto film e serie molto più spinte di quello che ho realizzato io, penso a Spartacus. Sono pessimista, però, perché sono una personalità scomoda e non credo che apriranno le loro porte» • «Il cinema hard non esiste più - sostiene - è rimasto solo l’hard che, detto tra noi, è noioso. Io ho sempre voluto costruire una narrazione, un contesto. Oggi, invece, sulle piattaforme vediamo solo scene brevi, senza storia e pubblicate in gran quantità» • «Quando il prossimo amico vi darà di gomito dicendovi “Sì, ma tanto nel porno non c’è trama”, abbiate cura di dirgli: “Taci. E guarda un film di Mario Salieri”» [Turrini, cit.] • «Sono un privilegiato. Faccio ciò che mi piace. Non ci penso nemmeno a riposarmi. Finché avrò forza ed energia nessun cedimento. Sempre sul set».
Amori «Non ho mai avuto relazioni con le pornostar dei miei film».
Titoli di coda «La più grande perversione è fare sesso sempre con la stessa donna, sempre nello stesso posto, nelle stesse ore e nelle stesse posizioni. Ecco un vero maniaco» (Mario Salieri).