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 2025  dicembre 17 Mercoledì calendario

Biografia di Paola Egonu

Paola Egonu , (Paola Ogechi E.), nata a Cittadella (Padova) il 18 dicembre 1998 (27 anni). Pallavolista. Dal 2023 alla Pro Victoria. «Sciacciatrice, capace di una notevole elevazione e dotata di grande forza anche nella battuta, ha esordito con la squadra della sua città natale per poi passare al Club Italia dove ha giocato per quattro stagioni, partendo dalla serie B1 fino alla A1. Dal 2017 ha giocato per l’Agil Volley di Novara, squadra con la quale ha vinto la Supercoppa italiana nel 2017, due Coppe Italia nel 2018 e nel 2019, e una Champions League nel 2019. Dal 2019 ha giocato per l’Imoco, con cui nello stesso anno ha conquistato la Supercoppa italiana e il Campionato mondiale per club, l’anno successivo la Supercoppa italiana e la Coppa Italia, nel 2021 il campionato, la Champions League e la Coppa Italia e nel 2022 la Coppa Italia e il campionato. Dal 2022 al 2023 ha militato per la squadra turca del VakıfBank, con la quale ha vinto la Coppa di Turchia e la Champions League nel 2023. Dallo stesso anno gioca per la ProVictoria Monza. Ha esordito nella nazionale maggiore nel 2015, con la quale ha conquistato la medaglia d’argento al Campionato mondiale del 2018, l’oro agli Europei del 2021 e alla Nations League del 2022 e del 2024, la medaglia di bronzo al Campionato mondiale del 2022, e la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi del 2024» (Treccani).
Vita «Se papà Ambrose avesse preso sul serio quella figlia con l’argento vivo addosso che a 8 anni gli annunciava solennemente di voler diventare suora come la zia Loreto, anziché disinnescarla con un sorriso amorevole (“All’epoca avevamo l’abitudine di passare almeno una settimana all’anno a Roma con lei in convitto, travolgevo la zia di domande sui grandi temi della vita e lei sapeva rispondere a tutto: i riti della comunità religiosa mi affascinavano”), Paola Ogechi Egonu, veneta di Cittadella, genitori nigeriani emigrati in Italia da Lagos e Benin City, 193 centimetri d’altezza e 3,44 metri di elevazione, non sarebbe mai diventata la pallavolista più irresistibile dell’orbe terracqueo […] Famiglia numerosa, la sua. “I cugini li ho contati di recente: sono arrivata a 18. Gli zii e le zie, inclusa Loreto, sono 13. I miei punti di riferimento, senza nulla togliere a papà Ambrose e al mio fratellino Andrea, sono mamma Eunice e mia sorella Angela. Ci sono discorsi che faccio solo con loro perché solo loro due possono capire”. È più suo padre o sua madre? “Sono alta, longilinea, forte come lui. Anche di viso, gli somiglio moltissimo. Vorrei avere la sua compostezza nei momenti difficili, la dote di non perdere mai la lucidità. E invece, emotivamente, sono tutta mamma: ho ereditato il suo lato sentimentale, l’empatia, la lacrima facile. E poi io non riuscirei mai a tenermi tutto dentro, come papà”. I suoi le hanno raccontato come si sono conosciuti in Italia? “È una storia divertente. Dunque, sono nella zona di Parma, dove lavorano. Si frequentano e va tutto bene. Poi un giorno litigano, mamma lo lascia e va a vivere da un’amica. Papà la cerca ma quando la trova si accorge che sulla scena è comparso un altro tizio. Un nuovo corteggiatore! Davanti a una scenata di gelosia, mia mamma si è convinta che mio papà teneva davvero alla loro storia”. Ogni 25 dicembre piango, scrive. “I miei oggi vivono in Inghilterra e mi mancano da morire. Il campionato di volley non ha mai soste natalizie, quindi per me è impossibile raggiungerli. Supplisco con i Lualdi, la famiglia della mia migliore amica Giuditta: tutte le feste le passo con loro, mi tirano su quando sono in preda alla nostalgia. È la mia seconda famiglia. Giuditta l’ho conosciuta in un bar di Milano, quando giocavo nel Club Italia: a me piaceva la sua compagnia, a lei la mia. Da allora non ci siamo più perse”. Se lei dovesse descrivere la sua vita a un alieno, Paola, cosa gli racconterebbe? “Che vivo sull’ottovolante, che la mia giornata di relax ideale è orizzontale, a letto. Caffè tra le lenzuola, serie tv a raffica, TikTok, video buffi, telefonate ai miei e alle amiche. Che in me convivono due anime, italiana e africana, e di ciascuna di esse mi piace tutto. E che in campo mi porto dietro tutta me stessa, nel bene e nel male. A volte mi dico che vorrei essere normale, ma normale è noioso. Mi accetto così, sempre in viaggio sulle montagne russe”» (a Gaia Piccardi) • «Nell’estate 2023 fa volavano gli stracci tra l’Egonu vestita d’azzurro e il commissario tecnico Davide Mazzanti che l’aveva privata dello scettro di regina della Nazionale, relegata in panchina all’Europeo e le aveva tolto le sponde amiche nello spogliatoio nel tentativo di stimolare una sua reazione facendo precipitare un rapporto già ai minimi termini da mesi. La storia testimonia come non sia finita bene e lei abbia poi rinunciato a partecipare al preolimpico in Polonia. Per fortuna, però, è solo storia da cui trarre insegnamento. Ha cominciato il presidente federale Giuseppe Manfredi che, anche a costo di farsi qualche nemico tra i club di serie A1 femminile, ha deciso di affidare quella panchina alla persona più autorevole in circolazione. E Julio Velasco, l’uomo che negli anni Novanta aveva forgiato la Generazione dei fenomeni, non ha perso tempo a chiarire le cose: «Le giocatrici non sono tutte uguali, fin quando non c’è da lavorare in palestra». Lì non esistono atlete più uguali di altre. […] La campionessa di Cittadella ha anche ritrovato lo smalto dei tempi migliori al servizio e ha ridotto il numero di errori diretti. Chi la vede lavorare negli allenamenti azzurri chiusi alla stampa racconta di una giocatrice che si allena con qualità e quantità e che pare aver ritrovato anche il miglior feeling con la squadra: cosa non banale, visti i problemi delle ultime due estati e qualche frizione nel blocco azzurro vissuta anche in casa Allianz Vero Volley Milano nell’ultima stagione. Oltre alla voglia di sudare per quella maglia con cui i rapporti sembravano incrinati dopo il Mondiale 2022, gli insulti razzisti ricevuti via social in seguito alla semifinale persa con il Brasile e l’addio alla Nazionale poi ritrattato» (Pierfrancesco Catucci) • Ha raccontato di avere avuto attacchi di panico dopo le Olimpiadi di Tokyo. «Ne ho avuti altri, con conseguenze ancora più forti sul mio corpo. Episodi sempre legati al campo, all’allenamento o alla partita. La testa vede improvvisamente nero, il pensiero negativo ti spinge giù, ti... ammazza. Quando mi succede, mi spavento: mi piace mantenere il controllo e invece non sono più lucida. Dopo, passata la crisi, mi aiuta avere qualcuno che mi ascolta, che sa come sono fatta e che accetta le mie follie» (a Gaia Piccardi) • Nel 2023 ha condotto una delle quattro serate del Festival di Sanremo, affiancando Amadeus.
Polemiche Nel 2023, in un’intervista a Vanity Fair, ha parlato del razzismo in Italia: «So che se mio figlio sarà di pelle nera vivrà tutto lo schifo che ho vissuto io. Se dovesse essere di pelle mista, peggio ancora. Vale la pena far nascere un bambino e condannarlo all’infelicità?» • «Il razzismo le è chiaro e comprensibilmente si indispettisce quando le si chiede se passa, se le nuove generazioni migliorano. Lei ha troppi ricordi che ancora stomacano: da bambina, quando ridere bastava per finire in castigo e si ritrovava senza nemmeno il permesso di andare in bagno. O da ragazza, vicino alla madre lasciata fuori da una banca. E sguardi ossessivi e smorfie incomprensibili e dubbi che hanno l’hanno portata a chiedersi se fosse attraente: “Lo standard di bellezza presupponeva l’essere bianca. Io ero sempre la più alta, nera, con questi ricci che odiavo”. […] un gran numero di persone si identificano, si sentono rappresentate da lei e forse è su questa parola che Egonu azzarda di più. Dice: “Non ho il tempo per godermi un trionfo che arriva la sfida successiva: dopo lo scudetto c’è la Champions, e l’Europeo, le Olimpiadi. Allora succede che qualcuno dice la frase sbagliata e io mi domando: perché mai dovrei rappresentare voi?”. La risposta è semplice, questo fa una italiana fuori dal comune con doti straordinarie, emoziona un Paese intero, lo trascina, lo eleva, lo porta in mezzo al mondo, a superare sfide, a prendersi delle soddisfazioni» (Giulia Zonca) • Il generale Roberto Vannacci nel suo libro Un mondo al contrario, pubblicato nell’estate 2023, ha definito Paola Egonu «italiana di cittadinanza, ma è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità». La pallavolista ha querelato Vannacci per diffamazione, ma nel giugno 2024 il gip ha archiviato l’accusa, accogliendo la richiesta della procura di Lucca • «Ogni giorno, mi rendo conto di quanto è complicato essere donna in Italia e nel mondo, in generale. In ballo c’è la sicurezza che non è garantita, ci sono i diritti, la parità salariale e, anche nelle piccole cose ancora così poco comprese, si allarga la distanza fra noi e gli altri. Ad esempio, il ciclo fa parte della nostra natura, ma non c’è voglia di capire quel che succede al corpo di una donna. Viene considerato un aspetto banale, ma non lo è. Anche per noi atlete è uno sconvolgimento: c’è chi ha crampi lancinanti, chi la febbre, chi è stremata dalla debolezza. È insopportabile avere la pancia a pezzi dal dolore e sentire che ti dicono “che vuoi, hai solo il ciclo”. Ma io ribatto: “provate voi ad avere crampi da mattina a sera per quattro giorni e magari dover giocare una partita importante”. La donna è qualcosa di magico, sosteniamo un’immensa quantità di dolore senza lamentarci e sappiamo dare un sacco di risposte a chi ci sta accanto. Non mi piace parlare di differenze fra uomini e donne, ma di specificità e di talenti. Quando questo sarà chiaro a tutti, sarà meno difficile vivere e i talenti delle donne saranno davvero valorizzati» (a Maria Luisa Colledani).
Amori Nel 2018 ha ammesso di essere attratta anche dalle donne: «A me piacciono le persone, il genere conta poco. Non mi chieda se è un uomo o una donna, non ha importanza. Sono innamorata» • Tra le sue relazioni quelle con le pallavoliste Michał Filip e Katarzyna Skorupa • «Ho ammesso di amare una donna – e lo ridirei, non mi sono mai pentita – e tutti a dire: ecco, la Egonu è lesbica. No, non funziona così. Mi ero innamorata di una collega ma non significa che non potrei innamorami di un ragazzo o di un’altra donna. Non ho niente da nascondere però di base sono fatti miei» (a Gaia Piccardi) • Dal 2023 è fidanzata con Leo Puliti: pallavolista e brand manager del Vero Volley Milano. «La mia isola felice» l’ha definito una volta sul suo profilo Instagram • Nel novembre 2025 ha ammesso di voler diventare madre: «Io sono una donna e ho desideri di maternità. Eh sì, e ci sono nove mesi in cui devi stare ferma, il tuo fisico cambia, non sai se riuscirai a tornare a quel livello, quindi se vuoi un figlio, o lo fai prima, interrompi la carriera, torni, ma se non sei in grado, smetti e ti manca. È il momento giusto?».