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 2025  dicembre 29 Lunedì calendario

Biografia di Diego Della Valle

Diego Della Valle, nato a Casette d’Ete (Sant’Elpidio a Mare, Fermo) il 30 dicembre 1953 (72 anni). Imprenditore, dirigente d’azienda (presidente e azionista di maggioranza del gruppo Tod’s con i suoi marchi: Hogan, Fay, Roger Vivier, Schiaparelli). Nel dicembre del 2025 la rivista Forbes gli attribuisce un patrimonio pari a 1,4 miliardi di euro, che lo rende il 63esimo uomo più ricco d’Italia.
Titoli di testa «Vengo proprio dalla cultura di fare le cose fatte bene» [a Giuseppe De Bellis, Vite – L’arte del possibile].
Vita «Tutto comincia con mio nonno Filippo nei primi del Novecento: faceva il calzolaio per il paese, per fare quello che serviva. Usava la gomma dei copertoni dei camion. Quindi veramente una partenza di necessità. Poi con mio padre e i suoi fratelli hanno cominciato a produrre le scarpe. Ma le facevano a casa, che era composta da una sala in comune, una cucina in comune, un bagno in comune e quattro stanze per le famiglie dei quattro fratelli» [a Luca Telese, Sognatori] • Suo padre, Dorino Della Valle, ultimò il suo primo paio di scarpe a 12 anni. «Ma già lavoravo da quando ne avevo cinque o sei. Oggi parlano di lavoro infantile in Asia, nell’Italia prima della guerra era la stessa cosa. Infanzia? Quale infanzia? Eravamo poveri, e dovevamo fare i conti con la realtà» [Andrea Lee, wmagazine.com] • «Mio padre andava a vendere le scarpe ai mercanti, in bicicletta. Si faceva anche cento chilometri. Era la necessità di fare le cose per mangiare» [Telese, cit.] • «A casa non è che avessimo una tata, per cui, quando mia mamma finiva di cucinare e aiutava mio padre nel laboratorio, non sapendo dove tenermi, mi metteva in questa cesta di scarpe con delle pelli tutte attorno per rendere più confortevole il lettino. E da allora [...] quell’odore della pelle mi piace proprio respirarlo [De Bellis, cit.] • Ha due fratelli minori, Andrea e Gisella • Con il fratello, nonostante delle differenze caratteriali, c’è un «affetto familiare enorme, e la voglia sempre e comunque di farci una risata. Una cosa che viene dalla famiglia di mia madre Maria, dove si diceva che, quando c’era la salute e si era persone serie, si poteva anche prenderla a ridere» [ibid.] • «A Casette d’Ete [...] c’è il bar, teatro di un’adolescenza di sogni e di esercizio dialettico “a chi la sparava più grossa”, c’è la pasticceria di Almerina, c’è la strada che porta al mare. Civitanova, Numana» [Rep] • «Ha progettato il suo primo paio di scarpe a 15 anni. “Erano un po’…speciali. A punta, un po’ vistose. Ho dovuto chiedere a mio papà di farmele, perché non pensavo che gli altri artigiani avrebbero ascoltato un quindicenne”» [Andrew Robert, wmagazine.com] • «Attorno alla stessa età compie il suo primo viaggio a New York con il padre. Lì cade perpetuamente sotto l’incantesimo dei grattacieli e dei grandi magazzini simili alle cattedrali (come Saks)» [Lee, cit.] • «Non appena sono arrivato a New York mi sono accorto che gli americani avevano un approccio molto diverso nel vestire: in quel momento, in Italia, uomini e donne si vestivano bene nel fine settimana (soprattutto di domenica), ed erano scomodi e accaldati con le giacche e le scarpe allacciate strette. Ma in America erano talmente rilassati, anche se purtroppo i vestiti del fine settimana non erano un granché da vedere. Così ho pensato: “Facciamo loro delle scarpe che siano casual, ma anche ben fatte e stilose» [Melissa Twigg, tatlerasia.com] • «Mio padre ha cominciato a vendere ai mercati a Bologna, e poi ha cominciato a viaggiare: Russia, la Svezia, i grandi department store americani. E piano piano io mi sono trovato più o meno a 17-18 anni con un’azienda costruita da mio padre. Solida, bella, con un senso di appartenenza al migliore artigianato italiano; soprattutto per mio padre, che in questo era un po’ un fanatico: un senso della qualità fortissimo» [a Roberta Filippini, Uninettuno, Youtube] • Tuttavia il padre non vuole che Diego segua le sue orme, perché trova che il lavoro sia troppo difficile e faticoso. Lo vorrebbe avvocato e lo manda a studiare a Bologna (con totale disappunto del figlio, che già sedicenne voleva lavorare assieme al genitore). Il risultato è che il giovane Della Valle dà quattro esami in quattro anni, fa il nottambulo, e preferisce frequentare il bar Zanarini [il Resto del Carlino] • «Stavo a Bologna con gli amici che sarebbero diventati quelli della vita, per cui la nostra occupazione principale era parlare di calcio, macchine, donne. E sognavamo di andare in posti che non potevamo frequentare. Pomeriggi a parlare se fosse meglio Capri o Saint Tropez quando al massimo eravamo andati a Riccione» [Telese, cit.] • «Ho cominciato a lavorare a 22 anni nell’azienda di mio padre perché mi ero sposato a 21 e volevo mantenermi da solo. Ho capito come si fabbricavano le scarpe in modo artigianale e industriale e come si gestisce industrialmente un’azienda. Producevamo molto e vendevamo anche in America ma mio padre intuì che dovevamo avere un nostro marchio per uscire dalla semplice competitività di prodotto. Così abbiamo avuto la fortuna di vedere esplodere il prêt-à-porter nei primi anni Ottanta e di lavorare con alcuni stilisti: Ferré, Krizia, Fendi, Calvin Klein. Nascevano così le scarpe by Della Valle» [Alain Elkann, Stampa] • «Non abbiamo fatto altro, anche se è stato un lavoro duro, che vendere un prodotto di grande qualità che già vendevamo ai migliori department store del mondo, con il nostro nome e non con il loro. Quindi questo è stato un passaggio importante, preoccupante, perché uscivamo da un guscio di grande sicurezza che era un mercato che mio padre conosceva bene: i suoi interlocutori erano spesso anche suoi amici. Però l’idea di vendere una cosa con il nostro nome, quindi di cominciare una nuova avventura, a me piaceva molto. Mio padre mi ha dato fiducia mi ho detto “se te la senti, provaci”. E mi ha aiutato molto. Volevamo fare un nuovo progetto di una scarpa che avevo visto negli Stati Uniti. Andavano di moda i prodotti d’automobile: i guanti tagliati, il cappello a cuffia, e c’erano questi mocassini orripilanti. Ma a me piacque molto l’idea perché assomigliavano un po’ a dei guanti per piedi. Quindi io li ho comprati, erano fatti in Portogallo, li ho comprati e li ho portati a casa. Ho chiesto a mio padre: “perché non me li trasformi in un oggetto usabile?” e lui, che era un grande tecnico, ci ha impiegato qualche mese. Poi mi ha ridato un prodotto che è quello venduto da noi in tutto il mondo. un prodotto che [...] ha una grande valenza. Quella di aver rivoluzionato il modo di concepire le calzature, [...] la nostra idea era che con delle suole in gomma, leggere, e dei bellissimi pellami [...] si potesse costruire un prodotto di eccellente qualità, con un aspetto estetico molto accattivante e fruibile anche nella vita quotidiana e settimanale delle persone [Filippini, cit.] • È il famoso «Gommino», nato per l’appunto dall’inserimento di 133 gommini sulla suola di un mocassino. Il successone arriva tramite una campagna pubblicitaria poco ortodossa: grazie a «un’icona dello stile internazionale come Gianni Agnelli», fornito delle calzature da Luca Cordero di Montezemolo, fraterno amico di Della Valle [Reginato, cit.] • Nel 1984 la seconda svolta, il cambio di nome del marchio: «C’era da decidere come chiamare un prodotto, e l’idea è stata quella di pensare, in modo anche un po’ambizioso, più che a un nome, un suono che si pronunciasse allo stesso modo in tutto il mondo, che si leggesse con facilità e che fosse un nome un po’ rotondo. Quindi cercando, pensando, guardando qualche elenco telefonico americano, è uscito fuori il Tod’s» [De Bellis, cit.] • «Quelli che si sono inventati il nome siamo stati io, il tipografo del mio paese, e il proprietario delle macchine stampatrici» Fino al 1997 il nome completo è J.P. Tod’s [Ed Stocker, Monocle] • «Io e mio fratello eravamo amici di Della Valle, così decidemmo di iniziare Yuppies con Jerry Calà che apriva un armadio e mostrava soltanto Tod’s. Non solo: per lanciare il film, andiamo ospiti in trasmissione da Pippo Baudo e va in onda proprio quella scena. Da lì, me lo ha confermato Diego, ci fu il boom della sua azienda» [Enrico Vanzina ad Alessandro Ferrucci, Fatto] • «Abbiamo dovuto imparare a gestire la distribuzione. C’è stata tanta bravura ma anche tanta fortuna perché Tod’s è un prodotto che ha aperto un mercato che prima non c’era e delle calzature che prima non esistevano. Da lì la svolta è stata costruire un Dna sul marchio e seguire sempre in un modo irreprensibile tutto quello che c’era dietro la comunicazione e la costruzione dei prodotti» [Filippini, cit.] • Il figlio Emanuele racconterà: «Il ricordo più nitido che ho di mio padre durante la mia infanzia è di lui che si alza prima dell’alba. Talvolta mi svegliavo alle quattro del mattino e lo trovavo sul tavolo della cucina a lavorare, circondato dalle carte» [Lee, cit.] • «A 34 anni fattura 200 miliardi di lire con 45 di utile. È già miliardario. Poi a 40 anni accetta un posto nel consiglio d’amministrazione dell’Iri “per fare le scarpe ai boiardi di stato” e lì accade qualcosa di incomprensibile: si trasforma. L’imprenditore ricco e schivo, illuminato e riservato, si mette in testa di fare il guastatore dell’establishment, che, all’epoca, era la grande finanza del Nord. Esce dall’Iri urlandogli “burocrati!” [Marco Cobianchi, Panorama] • È la prima di un’infinità di battaglie, combattuta nei cda e fuori: «E insomma da trent’anni Diego Della Valle è una promessa di cambiamento nell’establishment, da trent’anni vorrebbe rivoltare l’Italia come un calzino, ed è da trent’anni che adora litigare, dare battaglia, affibbiando nomignoli un po’ a chiunque, ad Antonio Fazio (“stregone di Alvito”), ai Romiti (“famiglia Addams”), a Geronzi e Bazoli (“arzilli vecchietti”), e poi ancora a John Elkann che è “un imbecille” [Salvatore Merlo, Foglio] • La stessa dinamica si ripete con la politica: «Sono uno di centro, provengo da una famiglia che votava i repubblicani veri, non quella robetta di adesso. Sono moderato e laico» [Daria Bignardi, Donna] • Fraterno amico e sostenitore di Clemente Mastella, nel 2006 litiga ferocemente in pubblico con Berlusconi (che lo accusa di non aver timore della sinistra e di Magistratura democratica in quanto colluso con loro); nel 2011 pubblica su vari giornali un messaggio a pagamento dal titolo «Politici basta»; nel 2014 dà a Renzi della «sola» accusandolo di essere «andato in tilt» [a Lilli Gruber, Otto e Mezzo]; nel 2015 fonda il movimento Noi italiani, generando forti sospetti che voglia intervenire in prima persona nell’agone politico. Cosa che non succederà: l’associazione resta un’entità «destinata a svolgere un ruolo attivo nel non profit con interventi nel sociale, coinvolgendo «tutti quanti vogliano partecipare», a cominciare «dagli imprenditori» [Sergio Bocconi, Cds] • Nel frattempo si impegna in un turbinio di attività: nel 2010 detiene «15 poltrone tra cui un brillante posto, da indipendente, anche nel cda del gruppo del lusso francese Lvmh. Il numero uno di Tod’s, è presidente d’onore della Fiorentina, amministratore delle Generali, della Rcs Quotidiani e della Compagnia Immobiliare azionaria, società del mattone che fa capo all’editore del secondo quotidiano finanziario del Paese, Mf-Milano Finanza. Senza contare le numerose società personali [...] l’imprenditore marchigiano è anche membro del Comitato di sostegno della Fondazione Umberto Veronesi, amministratore di Le Monde Europe e membro dei patti di sindacato di Mediobanca ed Rcs. Della Valle è anche socio di Piaggio, Bialetti e Cinecittà, oltre a condividere, insieme all’amico Montezemolo il cda della Ferrari e della Nuovo Trasporto Viaggiatori» [Giovanna Lantini, Fatto] • Nel 2002, assieme al fratello, salva la squadra della Fiorentina, fallita e precipitata in C2. I due fratelli (ma il più coinvolto è Andrea, dal 2004 al 2009 presidente della società) mantengono la proprietà per 17 anni, nei quali la squadra rimane costantemente in serie A, pur senza vincere titoli [sportsky.it] • Nel 2006 decide di appoggiare l’amico Luca Cordero di Montezemolo nello sforzo di fondare una compagnia di trasporto ferroviario privata, la Ntv, per fare concorrenza alle Ferrovie dello Stato: «Mi ricordo quando dissi a Diego Della Valle del progetto, mi chiese se ero matto ma poi per amicizia e per convinzione mi disse di sì. Senza di lui non l’avrei mai fatto» [Nicola Saldutti, Cds] • Nonostante nei primi anni la compagnia resti in perdita, lentamente la situazione migliora: nel 2018 essa viene acquistata dall’americana Global Infrastructure, facendogli guadagnare «350 milioni, incassati obtorto collo perché non voleva vendere [Paolo Panerai, ItaliaOggi] • Convinto che «le aziende devono essere ottime, facendo molto profitto, e dall’altro devono dare l’esempio, soprattutto ai giovani, e restituire un pezzetto di quel profitto per delle cause che possano migliorare la qualità della vita di chi ne ha più bisogno e per i giovani che si immettono nel mercato del lavoro» [De Bellis, cit.] negli anni Della Valle ha avviato numerose iniziative di sostegno alla collettività. Nel 2010 dona al comune di Casette d’Ete una nuova scuola elementare [Massimo Malpica, Giornale] Nel 2011, grazie a un suo finanziamento di 25 milioni di euro prende il via un massiccio progetto di restauro del Colosseo [cultura.gov.it] Nel 2020 versa 5 milioni di euro per sostenere i familiari degli operatori sanitari deceduti a causa del Covid-19, durante lo stato di emergenza; nel 2022 mette a disposizione della Regione Marche un milione di euro dopo una terribile alluvione che ha provocato 11 morti [Cds] • Nel novembre del 2025 Tod’s finisce sotto indagine dalla procura di Milano per caporalato: «“utilizza lavoratori in condizioni di sfruttamento nella piena consapevolezza di tale sistema che si avvale ampiamente di opifici cinesi [...] Tod’s pare affetta da una sorta di cecità intenzionale”. ha chiesto al gip che la S.p.a. marchigiana sia interdetta a pubblicizzare beni e servizi per 6 mesi. Da questa richiesta emerge poi che tre top manager sono indagati per caporalato e con loro l’azienda» [Luigi Ferrarella, Cds] • La risposta di Della Valle è: «“Non si dovrebbero raccontare con leggerezza delle banalità come se fossimo veramente dei delinquenti, senza un contraddittorio al momento opportuno. Crea danni enormi al Paese, all’artigianato, ai giovani che cercano lavoro. Questa mancanza di rispetto per la nostra reputazione è una vergogna”» e invita il pm Paolo Storari [...] a visitare le sue aziende per verificare «se siamo delle persone che non hanno a cuore il rispetto del prossimo”» [Emily Capozucca, Cds].
Curiosità Appassionato di yacht: nel 1998 ha acquistato a un’asta da Christie’s il Marlin, lungo 16 metri e appartenuto a John Kennedy [Stefano Jesurum e Vincenzo Zaccagnino, Sette]; nel 2006 rileva a un’asta seguita al crac della Parmalat lo yacht Te Vega, che apparteneva a Calisto Tanzi [Secolo XIX]; d’estate si reca spesso alle isole Eolie a bordo del suo Altair III, lungo 60 metri [Bartolino Leone, Il Giornale di Sicilia]; possiede anche la Candida, uno yacht J Class lungo 39 metri e varato nel 1929 [nauticareport.it] • Possiede un jet privato Gulfstream G550 [jetphotos.com] In passato ha avuto un Dassault Falcon 2000 con gli interni personalizzati [lussuosissimo.com] • Tra le sue abitazioni: una villa di Miami precedentemente appartenuta a Billy Joel [Rep]; Villa Materita, ex torre medievale ad Anacapri, la cui ristrutturazione gli è valsa una condanna per abusi edilizi [stylo24.it]; la cinquecentesca Villa del Palombarone, ex proprietà dei conti Brancadoro (lo stesso complesso nel cui giardino s’intrufolava da bambino per giocare con gli amici e rubare frutta). Il restauro è stato curato da sua moglie [James Reginato, Vanity Fair]; l’attico in cima al palazzo ottocentesco in stile Art Decò che ospita la sede centrale di Tod’s a Milano [ibid.]; un appartamento al Carlyle di New York e una casa privata nel VII arrondissement di Parigi [ibid.] • Si fanno battute sui suoi braccialetti [...] «I braccialetti sono regali che io e miei figli ci facciamo a vicenda, ricordi delle vacanze insieme. E forse un modo per non invecchiare troppo convenzionalmente. Come i jeans slavati» [Silvia Truzzi, Fatto] • Come nasce la cravatta di Della Valle? «Nasce un certo anno in cui mi sono visto sovrappeso e mi sono detto: “come copriamo questa roba?”» [Telese, Sognatori, cit.]
Amori Che rapporto ha lei con le donne? «Sano. Normale. Le donne mi piacciono. Mi piace avere un rapporto alla pari. Naturale» Quali sono le donne mito della sua gioventù? «Come tipi di donne? Audrey Hepburn, Sophia Loren, Candice Bergen [...] Quali donne le piacciono? «Mi piacciono le donne sane, con un gran bel carattere, con la faccia sorridente, eleganti. Jacqueline Bisset» Come hai vissuto il femminismo? «È stata una rottura di scatole mondiale. Io non capivo perché ci fosse da incazzarsi così tanto. Io ho sempre pensato che una donna e un uomo, a parte la differenza estetica, dal punto di vista dei valori e dei principi dei diritti e dei doveri, fossero del tutto uguali. La cosa che mi ha dato più fastidio, in ogni caso, è stato quando il fenomeno è diventato una moda. Mi ricordo all’università: su ogni cosa si faceva dei distinguo. E io allora me ne andavo molto volentieri a giocare a biliardo» [ibid.] • È vera la sua frase “A Bologna seguivo più le belle ragazze che i bei libri di testo degli esami che avrei dovuto studiare? «Certo. Non c’era confronto, quello era il nostro mestiere principale!» [Telese, cit.] • Negli anni ‘90 ha una relazione con la stilista Donatella Girombelli [Andrea Lee, wmagazine.com] • Ha sempre mantenuto riserbo sulla sua vita privata; si sa che si è sposato tre volte e che i nomi delle mogli sono Simona Pistilli (con cui ha avuto il figlio Emanuele), Annamaria, Barbara Pistilli (sorella di Simona, sposata nel 2002, architetta, sindaca di Civitanova Marche negli anni ‘90, con lei ha avuto il secondogenito Filippo) [excellencemagazine.luxury].
Titoli di coda «Uno non deve mai smettere di sognare. Ma devo dire che se mi svegliassi ora, sarei contento» [Telese, cit. nel 2025].