30 dicembre 2025
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Biografia di Ben Kingsley
Ben Kingsley, nato Krishna Pandit Bhanji a Snainton, nel North Yorkshire, Regno Unito, il 31 dicembre 1943 (82 anni), è un attore britannico di origini indiane. Ha raggiunto la notorietà nel 1982 grazie all’interpretazione del Mahatma Gandhi nel film omonimo, che gli è valso l’Oscar come miglior attore, il Bafta come miglior attore protagonista e il Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico. Nel 2002 è stato insignito a Buckingham Palace dalla regina Elisabetta II del titolo di Knight Bachelor, l’onorificenza cavalleresca più alta per un civile, per i servigi resi al cinema e al teatro britannico. È alto un metro e 73 centimetri.
Titoli di testa A differenza di altri suoi connazionali, tiene molto a venire chiamato col titolo di Sir. Perché? «Non so cosa farci, essere reso cavaliere dalla regina con la spada appartenuta a suo padre è stato, per me, uno dei momenti più magici della mia vita. E difendo quel titolo non per me, ma per rispetto verso l’istituzione della monarchia» [Sta].
Vita Suo padre, Rahimtulla Harji Bhanji, è un medico indiano figlio di una famiglia khoja originaria del Gujarat. È nato in Kenya, dove il nonno, un mercante di spezie, si era trasferito per lavoro. La madre, Anna Lyna Mary Goodman, è un’attrice inglese degli anni venti e trenta nata fuori dal matrimonio nel 1914 da una commerciante di tessuti inglese e un immigrato tedesco di religione ebraica proveniente dalla Russia. Kingsley cresce a Pendlebury, vicino a Manchester, frequenta la Manchester Grammar School e il Pendleton College, interessandosi sempre di più al teatro. A 19 anni, dopo aver assistito a una rappresentazione del Riccardo III di Shakespeare con protagonista Ian Holm, decide di intraprendere la carriera di attore. Nel 1967, appena ventenne, fa il suo esordio sul palco a West End all’Aldwych Theatre. Seguendo il consiglio del padre, si rivolge all’anagrafe e cambia nome: «Con un nome così palesemente legato all’India, l’attore temeva di vedersi chiudere in faccia numerose porte (e così fu), quindi seguì il consiglio del padre e scelse un nome d’arte dal suono decisamente più occidentale. Mixando il soprannome paterno di gioventù, Benji, e quello professionale del nonno, King Cloves, nacque infine Ben Kingsley» [Eva Cabras, Cds] • Esordisce anche in televisione: nel ruolo di Ron Jenkins nella soap opera Coronation Street tra il 1966 e il 1967. Si unisce alla Royal Shakespeare Company e nei quindici anni successivi lavora in teatro, esordendo a Broadway nel 1971. Nel 1972 è la volta del grande schermo con un ruolo di supporto nel thriller Gli ultimi sei minuti. Negli anni successivi appare in numerose serie televisive e film per la televisione, tra cui A Misfortune di Ken Loach • Nel 1977 viene diretto da Peter Hall nella rappresentazione del Volpone di Ben Jonson al Royal National Theatre, nel ruolo di Mosca. Lo stesso anno, interpreta Demetrio nella pluripremiata rappresentazione di Sogno di una notte di mezza estate diretta da Peter Brook. Nel 1982 interpreta Willy Loman in una produzione australiana di Morte di un commesso viaggiatore, affiancando Mel Gibson • «All’inizio – racconta – lasciare il teatro è stato come uscire dal ventre della mamma. Lì si lavora in gruppo, il capocomico decide per te, è una zona di confort che può durare mesi. Invece col cinema mi sono trovato da solo a scegliere i copioni, sullo schermo ero solo a rispondere al pubblico”» [Cinecittà news] • L’anno del successo mondiale è il 1982, quando interpreta Mohandas Karamchand Gandhi nel film biografico Gandhi, diretto da Richard Attenborough. Il colpo di fortuna è proprio Gandhi: per convincere il regista (che lo aveva intravisto nell’affollatissimo cast di Quell’ultimo ponte cinque anni prima) e i produttori, perde 10 chili, impara a memoria fiumi di discorsi del profeta della non violenza, ne imita perfettamente movenze e accento da adulto, mentre inventa in modo mimetico il Gandhi giovane • «In verità per questa parte del personaggio ho lavorato ispirandomi ad Antonio Gramsci che avevo portato in scena poco prima in Occupations» [Cinecittà news]. Il film vince otto premi Oscar, tra cui quello per il miglior attore, consacrando definitivamente Kingsley. L’attore vince anche un Golden Globe, un Bafta, un Kansas City Film Critics Circle Award e un National Board of Review Award per la sua interpretazione • Nel 1984 è stato insignito della quarta più elevata onorificenza civile indiana, il Padma Shri. Nel 1985, i suoi discorsi in Gandhi vengono premiati con un Grammy Award per il miglior album parlato • L’anno seguente appare nel film Tradimenti, anch’esso candidato agli Oscar, al fianco di Patricia Hodge e Jeremy Irons. Nel 1985 interpreta il crudele sceicco Selim in Harem di Arthur Joffé. Negli anni seguenti appare in ruoli da protagonista ne L’isola di Pascali e Tartaruga ti amerò, e in un ruolo minore in Maurice di James Ivory, presentato al Festival di Venezia. Nel 1988 recita nella commedia Senza indizio come Dr. John Watson dell’eccentrico Sherlock Holmes di Michael Caine, e nel biografico Testimony come Dmitrij Šostakovič • In televisione, interpreta il capo dei bolscevichi nella miniserie di Damiano Damiani Il treno di Lenin. Recita anche in due film italiani, Una vita scellerata (1990) di Giacomo Battiato e L’amore necessario (1991) di Fabio Carpi. Nel 1992 la sua performance nei panni del mafioso Meyer Lansky in Bugsy (1991) gli vale una seconda candidatura agli Oscar, stavolta come miglior attore non protagonista, assieme a Harvey Keitel • La fama ritrovata lo fa apparire in tre film nel 1993: tra cui il pluripremiato Schindler’s List - La lista di Schindler di Steven Spielberg, nel ruolo del banchiere ebreo realmente esistito Itzhak Stern. L’interpretazione gli frutta una candidatura ai premi Bafta come miglior attore non protagonista • «Avendo portato sul grande schermo con una certa frequenza personaggi ebrei, in molti hanno dato per scontato che lo fosse anche il loro interprete. Kingsley è in realtà quacchero, ma ha anche rivelato che forse nella sua discendenza c’è del sangue ebreo, dato che la nonna materna racconta di aver avuto la figlia proprio dopo l’incontro con un uomo russo di fede ebraica, sebbene l’ignoto padre sia poi scomparso nel nulla» [Cabras, cit.] • Sempre nel 1994 viene diretto da Roman Polański ne La morte e la fanciulla, in cui interpreta il medico e torturatore Roberto Miranda. Nel 1996 interpreta il giullare Feste ne La 12esima notte, mentre nel 1997 recita in The Assignment - L’incarico e in Fotografando i fantasmi • Nel 1998, è a capo della giuria al Festival di Berlino che assegna l’Orso d’oro a Central do Brasil. In La confessione, del 1998, Kingsley interpreta Harry Fertig, un uomo che confessa di aver ucciso medici per la morte del figlio, ma nasconde anche loschi affari di una potente società che il suo avvocato (Baldwin) deve difendere • Nel 2000 interpreta lo sboccato criminale Don Logan in Sexy Beast - L’ultimo colpo della bestia; la sua interpretazione gli vale una seconda candidatura all’Oscar al miglior attore non protagonista • Nel 2001 vince un Globo di Cristallo al Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary per il suo contributo al cinema mondiale. Lo stesso anno appare nel film Il trionfo dell’amore, prodotto da Bernardo Bertolucci, e interpreta il padre di Anna Frank nella miniserie ABC La storia di Anna Frank • Ottiene la sua quarta candidatura agli Oscar, la seconda nella categoria miglior attore protagonista, per La casa di sabbia e nebbia (2003), dove interpreta il colonnello iraniano Massoud Amir Behrani • Nel 2004 recita in Thunderbirds e Suspect Zero, entrambi stroncati dal pubblico e dalla critica • Viene nuovamente diretto da Polanski nell’adattamento cinematografico del 2005 di Oliver Twist, nel ruolo di Fagin. «In Europa il film funzionò cinque volte meglio al botteghino rispetto al mercato americano, dove venne considerato un flop» [Giusti, Dago] • Nel 2006 recita a fianco di Morgan Freeman in Slevin - Patto criminale e viene candidato ai Razzie Awards come peggior attore non protagonista per la sua interpretazione in BloodRayne (2005) • Lo stesso anno viene candidato agli Emmy, ai Golden Globe e ai Satellite Awards per liil film tv Mrs. Harris, in cui interpreta il cardiologo Herman Tarnower, ucciso dalla sua amante Jean Harris, interpretata da Annette Bening. Sempre in televisione appare in un episodio de I Soprano nei panni di sé stesso • «Nel 2006 l’attore è stato al centro di polemiche per la scelta di farsi accreditare come Sir Ben Kingsley in Slevin - Patto criminale e per via della sua presunta abitudine a farsi chiamare col suo titolo completo sul set e dai giornalisti. Kingsley ha negato tale abitudine» [Wikipedia] • Nel 2007 interpreta un assassino polacco nella commedia You Kill Me, venendo candidato al Satellite Award come miglior attore in un film commedia o musicale. Al contrario, viene giudicato “pessimo” dalla critica il kolossal romano prodotto nello stesso anno da Dino De Laurentiis L’ultima legione, in cui Kingsley interpreta Ambrosinus, il misterioso ex tutore dell’imperatore Romolo Augusto, che è anche il leggendario Mago Merlino. L’anno seguente è per l’attore l’anno “no”: ottiene una "tripla" candidatura ai Razzie come peggior attore non protagonista per le sue interpretazioni in Fa’ la cosa sbagliata, War, Inc. e Love Guru • Nel 2010 recita al fianco di Leonardo DiCaprio in Shutter Island, diretto da Martin Scorsese, e di Jake Gyllenhaal in Prince of Persia - Le sabbie del tempo • Nel maggio del 2010 riceve la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame • Nel 2011 viene diretto nuovamente da Scorsese nel fiabesco Hugo Cabret, dove interpreta una versione fittizia di Georges Méliès, il secondo padre del cinema muto dopo i fratelli Lumière • L’anno seguente ritrova Sacha Baron Cohen, con cui aveva collaborato in Hugo Cabret, nel film satirico Il dittatore. Nel film Kingsley interpreta il cortigiano che, a un certo punto, cerca di cacciare il dittatore dell’immaginario Stato di Wadiya nel Sud Africa (Cohen). «La lotta tra i due nasconde intrallazzi politici internazionali. Spiega Kingsley: “Ho lavorato e apprezzato Cohen in Hugo di Scorsese e, senza esagerare, lo considero un poetico e sovversivo Charlie Chaplin, che a sua volta non a caso ironizzò come nessuno su Hitler, mettendolo alla berlina”» [Giovanna Grassi, Cds] • Nel 2013 prende parte al film di supereroi Iron Man 3, e recita in Ender’s Game. E in Guida per la felicità di Isabel Coixet, buffa storia di una critica letteraria newyorkese senza patente, mollata dal marito, che trova in Kingsley, il suo istruttore pachistano di scuola guida, un amore possibile. Ancora, nel 2013, nel film The Physician (noto in italiano come Medicus), è la figura centrale del film, interpretando il ruolo di Ibn Sina, filosofo e medico persiano (noto anche come Avicenna), mentore del protagonista Rob Cole, un apprendista che viaggia dall’Inghilterra per studiare con lui nell’undicesimo secolo • Nel 2014 interpreta il saggio ebreo Nun nel film biblico Exodus - Dei e re di Ridley Scott («film sull’ennesimo Mosè hollywoodiano, entrato nella galleria degli orrori/errori storici per cui Ridley Scott diventò famoso con il Gladiatore» [Battistini, Cds] • In Italia è doppiato dal 2014 da Massimo Lopez. Veste i panni del faraone Merenkahre in Notte al museo - Il segreto del faraone. Sempre nel 2014 Kingsley interpreta per la seconda volta Trevor Slattery nel cortometraggio All Hail the King, ed entra nel cast di celebrità chiamate a doppiare il remake in live action di uno dei più famosi Classici Disney, Il libro della giungla, diretto da Jon Favreau e uscito nel 2016; nel film Kinsgley interpreta il ruolo della pantera nera Bagheera • Sempre impegnato in progetti etici e di solidarietà, il 27 gennaio 2015 ha tenuto il discorso ufficiale nel Giorno della Memoria, preparato dallo scrittore italiano Matteo Corradini, nel campo di concentramento di Theresienstadt: «Nel salone spagnolo del Castello di Praga, […]. In regia si studia la scaletta della serata; a quale minuto preciso interverrà Ben Kingsley, il grande attore inglese che ha fatto la parte di Itzhak Stern in Schindler’s List, e che qui farà una lettura» [Masneri, Foglio] • È protagonista in Self/less, dove interpreta Damian Hale, un miliardario ricco ed egoista che sta morendo di cancro • Assume ancora una volta il ruolo di medico, il dottor Garrett Woodruff fondatore e leader della missione medica statunitense nell’Impero Ottomano all’inizio della Prima Guerra Mondiale, nel film del 2017 Il tenente ottomano di Joseph Ruben, definito un polpettone dalla critica [Giusti, Dago] • Nel 2018 è in Giochi di potere, film canado-danese che racconta la storia di un giovane idealista alle Nazioni Unite che scopre corruzione nel programma Oil for Food in Iraq • Nel 2021 torna nuovamente nel ruolo di Trevor Slattery nel film Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli • Camaleontico, interpreta il genio del surrealismo, Dalì, nel film Daliland (2022), con la regia di Mary Harron: «Ho sempre amato Dalí, e sono abbastanza fortunato di aver potuto acquistare anni fa una sua opera firmata, autentica. Ciò che non sapevo di lui, che nessun libro poteva restituirmi, era l’effetto che faceva sugli altri, la luce che li attraeva e illuminava. E, nonostante le sue insicurezze, la sicurezza suprema di sé che comunicava. Sapeva nel profondo di essere Dalí. E gli altri lo sentivano. È una qualità che va al di là del carisma. In alcuni ambiti è pericolosa, ma nell’arte è un dono per l’umanità». Non è una novità per sir Ben Kingsley – premio Oscar nel 1983 con Gandhi – interpretare uomini fuori dall’ordinario. Ma calarsi nei panni, e negli iconici baffi, del padre del surrealismo in Daliland di Mary Harron (in uscita il 25 maggio con Plaion Pictures) è stata un’impresa. «Esilarante ma faticosissima». Perché? «Era un uomo infaticabile e divertentissimo: non si stancava mai, non stava mai fermo. Alla fine di ogni scena ero distrutto, ogni molecola del mio corpo si è messa al servizio della sua suprema intelligenza in ogni campo: arte, teoria dei colori, fisica nucleare, quantistica. Il tutto unito a una profonda comprensione delle passioni umane. La sceneggiatura, scritta dal marito di Mary, John C. Walsh, mi ha aiutato a trovare la chiave. Descrive bene quel mix tra adorazione e confusione che suscitava. Ma ho chiesto di cambiare una cosa». Quale? «All’inizio Mary Harron aveva pensato di utilizzare anche materiali di repertorio. L’ho pregata di non farlo e di affidare interamente a me l’intero arco narrativo». […] Era vitale ma vulnerabile, si sentiva un Dio ma aveva terrore della morte. «Una grande anima, come un Re Lear. Mi sono interrogato su quanto doveva essere bizzarro per uno convinto come lui che il genio non dovesse morire, sapere invece che la morte ti aspetta per afferrarti. Vivere con quella sete di vita sapendo che è una battaglia persa» [Stefania Ulivi, Cds] • Recita in Veleno (Poison), cortometraggio di soli 17 minuti del 2023 scritto e diretto da Wes Anderson, tratto dalla serie di racconti Someone like You scritta da Roald Dahl. Benedict Cumberbatch si ritrova a letto in Malesia con un serpente indiano velenosissimo addormentato sulla pancia. Il suo socio, Dev Patel, chiama il medico che è Ben Kingsley, per capire cosa sia meglio fare per non morire fulminati dal morso del serpente • Seguono Jules, regia di Marc Turtletaub: Chi è l’arzillo ottantenne che vedremo in Jules di Mark Turtletaub? «Esiste una costante nel professionismo di Kingsley – hanno detto di lui –, quale che sia la sua prestazione: lo sforzo compiuto per aderire ai chiaroscuri di personaggi enigmatici con un’intensità psicologica, una vibrazione segreta, che ne fanno un ritrattista di rara potenza» [Giorgio Gosetti, Cinecittà news] • Nel 2024 è al cinema con The Killer’s Game, regia di J.J. Perry e in Guglielmo Tell, di Nick Hamm. Nel 2025, in Il club dei delitti del giovedì, adattamento dell’omonimo primo romanzo della serie scritta dall’autore britannico Richard Osman, Ben Kingsley interpreta Ibrahim Arif, un psichiatra raffinato e riflessivo, che è membro del gruppo di pensionati che investiga su casi irrisolti nella loro casa di riposo, È imminente il suo ritorno come Trevor Slattery nella serie Disney+ Wonder Man prevista per gennaio 2026 • «La bellezza del mestiere dell’attore sta tutta nella libertà di riuscire a vestire maschere diverse per ogni storia nuova da raccontare. Ben Kingsley fa tutto questo con passione» [Nicoletta Dose, MyMovie].
Amori Si è sposato ben quattro volte • Dal 1966 al 1972 è stato marito dell’l’attrice televisiva Angela Morant, da cui ha avuto due figli: Jasmin e Thomas Alexis • Dal 1978 al 1992 è stato sposato con la regista teatrale Alison Sutcliffe, da cui ha avuto altri due figli, Edmund e Ferdinand, entrambi attori • Nel 2003, all’età di 61 anni, ha sposato la trentenne tedesca Alexandra Christmann, ma i due si sono separati nel 2005 perché navigando su Internet l’attore aveva scoperto delle foto che ritraevano la moglie mentre si scambiava un bacio appassionato con Sammy Brauer. M.C. [Vanity Fair] • Dal 3 settembre 2007 è sposato con l’attrice e modella brasiliana Daniela Lavender, nata a Bahia, laurea in giornalismo presso la Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro, ha fatto un’audizione per la London International School of Performing Arts , interpretando la regina Anna dal Riccardo III di Shakespeare, e ha superato l’audizione nonostante la barriera linguistica. Si legge che il loro incontro casuale avvenne in un negozio di antiquariato a Londra. Ma Grokipedia propone questa versione: «Daniela Lavender incontrò l’acclamato attore Ben Kingsley a Hollywood nel 2006, dove entrambi stavano perseguendo la carriera di attori. La loro relazione si sviluppò rapidamente attraverso circoli professionali condivisi, portando al loro matrimonio il 3 settembre 2007, a Eynsham Hall, una storica casa di campagna a North Leigh, Oxfordshire, Inghilterra. La cerimonia intima segnò il quarto matrimonio di Kingsley e il secondo di Lavender, dopo la sua precedente unione con Ben Lavender. La coppia non ha figli, ma Lavender si è integrata nella famiglia esistente di Kingsley, che include quattro figli dai suoi precedenti matrimoni. Kingsley ha descritto la loro partnership come “perfettamente bilanciata”, sottolineando il rispetto reciproco e il supporto in mezzo ai loro impegni impegnativi, sebbene abbiano saltato una tradizionale luna di miele a causa dei suoi impegni cinematografici. Lavender, a sua volta, ha elogiato la stabilità del loro legame, notando la profonda influenza di Kingsley sulla sua crescita personale. Durante il loro matrimonio, Lavender e Kingsley si sono incoraggiati reciprocamente nei loro sforzi professionali, collaborando a progetti come il film del 2014 Learning to Drive, dove lei ha interpretato un ruolo di supporto al suo fianco» [Grokipedia].
Titoli di coda «Lavoro tanto e sono felice» [Ulivi, cit.].