31 dicembre 2025
Tags : Michèle Mercier
Biografia di Michèle Mercier
Michèle Mercier , (Jocelyne Yvonne Renée M), nata a Nizza il 1° gennaio 1939 (87 anni). Attrice (55 film al cinema, 5 produzioni televisive, 3 produzioni teatrali). Ballerina. Scrittrice (4 libri di cui 3 autobiografie e 1 album fotografico)
Titoli di testa «Ho sempre fatto quello che volevo, ho preso le mie decisioni, e la gente lo detesta» (Michèle Mercier).
Vita Nasce in una famiglia dell’alta borghesia nizzarda: suo nonno paterno aveva aperto una delle più rinomate farmacie della città, facendo fortuna con una crema pensata per curare scottature cutanee, ma efficace anche contro le emorroidi [A Thierry Ardisson, Ça s’en va et ça revient] • Nasce dal matrimonio tra un francese, René Émilie Mercier, e un’italiana, Francia Louise Berthet. Ha due sorelle [michelemercier.eu] • Ha un rapporto difficile con la madre, che tende a sminuirla e a scoraggiarla. Problemi che continuano anche nell’età adulta, visto che la madre la escluderà totalmente dal testamento [Ardisson, cit.] • Rimane colpita dalla visione del film Scarpette rosse, e decide che sarebbe diventata una ballerina. I genitori, «severi e orgogliosi» non ne sono entusiasti: il padre immagina per lei un futuro dedicato all’impresa familiare. Lei rifiuta ostinatamente sino a che non ottiene il benestare: «Se vuoi ballare, balla. Ma sii la migliore: balla o muori» [Olivier Rajchaman, telestar.fr] • Entra a nove anni nei «petit rat» della Scuola di Ballo dell’Opera di Nizza. A 15 anni è una solista della compagnia. Nel 1954 arriva il primo ruolo al cinema: una particina non accreditata nel film I sette peccati di papà. Il regista, Maurice Chevalier, la incoraggia a concentrarsi sulla danza e studiare recitazione in un secondo momento [Ardisson, cit.] • Decide di lasciare Nizza per Parigi, sostenuta da suo padre: «Vuoi lasciare l’Opera a Nizza? Bene, come vuoi, credo in te» [Bogdan Bondarenko, Express] • Nella capitale si unisce prima alla compagnia di balletto di Roland Petit, e poi a quella della Tour Eiffel. Arriva a esibirsi nel Théâtre des Champs-Élysées in Gosses de Paris, realizzando il suo sogno d’infanzia. Sfortunatamente di lì a poco la compagnia si scioglierà per mancanza di fondi. Nel frattempo prende lezioni di recitazione sotto la guida di Solange Sicard [Ardisson, cit.] • Nel 1956 si trasferisce per un breve periodo a Londra: sogna di danzare con Margot Fonteyn. Purtroppo l’esperienza è molto negativa, perché non solo non riesce a raggiungere il suo obiettivo, ma deve anche scansare le molestie dell’impresario a capo della compagnia di ballo dove lavora [Ibid.] • A 17 anni hai abbandonato la tua passione, la danza, anche se si apriva davanti a te una carriera. Perché? «Mi è stato fatto capire che se volevo diventare una étoile, dovevo darla a qualcuno! È stata una scelta dolorosa; avevo 17 anni, e tanti sogni. Ma, nonostante tutti i sacrifici che avevo fatto per la danza, il mio senso dell’onore ha prevalso. Così me ne sono andata» [Anéma Isaac, France Dimanche] • Nello stesso anno, tornata a casa, arriva l’evento che le cambia la vita: per puro caso il padre deve consegnare una tenda a ossigeno per il film Delitto sulla Costa Azzurra che il regista Denys de La Patellière sta girando nel teatro dell’Opera di Nizza. Lei lo accompagna [Ardisson, cit.] • Ed è a questo punto che Denys de La Patellière ti propone di recitare con Michèle Morgan e Daniel Gélin... «Questa offerta, che inizialmente rifiutai, mi ha ridato fiducia. È stato mio padre a insistere perché ci provassi. Pensavo fosse un po’ ridicolo. E poi tutto è andato a posto. Alla fine, girare un film era divertente e non molto faticoso rispetto alla danza, tranne quando dovevi alzarti alle 5 del mattino: l’ho sempre odiato!» [Isaac, cit.] • La scena contiene una sequenza di nudo. Come in tutte le sue future produzioni, Mercier non si spoglia del tutto: la nudità verrà sempre simulata tramite l’uso di cerotti o di inquadrature particolari [Ardisson, cit.] • A fine lavorazione si presenta un problema: «“Jocelyne Mercier. Jocelyne non funziona”, disse Denys de la Patellière con riluttanza. “Mercier va bene, però. Ma Jocelyne… troppo lunga. Sembra antiquata. Perché non solo Michèle? Michèle Mercier, è una bomba, vero? MM: Michèle Morgan, MM: Michèle Mercier, sul manifesto è stupenda!» [Michèle Mercier e Henry-Jean Servat, Je ne suis pas Angélique] • Il problema è che Michèle era anche il nome della sua sorellina, morta di tifo a cinque anni [ibid.] «Mi sento angosciata. Una paura terribile mi attanaglia. Ci sono due persone dentro di me: Jocelyne e Michèle allo stesso tempo. Ora avrò due vite da vivere. La bambina che è morta si intromette in me, vive attraverso di me. Non posso perdonare ai miei genitori la loro sorprendente accettazione. Per molto tempo ho rabbrividito, tremato e pianto per questo» [ibid.] • In seguito al film viene notata dal regista Léonide Moguy, che le offre un ruolo in Donnez-moi ma chance (1957). Da qui prende il via la sua carriera: uno dei suoi primi film importanti è Tirate sul pianista, di François Truffaut, nel 1960. «Faceva già fatica a sfuggire ai ruoli di donne facili a cui l’industria cinematografica troppo spesso l’avrebbe relegata. (…) Ciononostante, accettò: “È molto divertente interpretare una prostituta. Ci si traveste, è un vero lavoro di recitazione” [Olivier Rajchaman, telestar.fr] • Dopo una brevissima parentesi a Hollywood, nel 1959 recita in Le notti di Lucrezia Borgia, di Sergio Grieco. È il primo film italiano a cui prende parte: ne seguirà una ventina (il più famoso dei quali sarà I mostri di Dino Risi). «Per fortuna c’era l’Italia, perché è lì che ho fatto i miei film migliori. Ed è anche grazie a me, se posso dirlo, che ho aperto i confini tra i nostri due Paesi in termini di cinema. I miei film italiani ebbero un tale successo all’epoca che i produttori francesi ne acquistarono parecchi. A quel tempo, ero considerata dagli italiani una di loro» [Caroline Berger, France Dimanche] • Nel bellissimo film a te dedicato, apprendiamo che prima di Angélique, hai lavorato con François Truffaut e hai girato molti film in Italia. Che ricordi hai di quel periodo? «È un’epoca tristemente passata, ma mi è piaciuto molto lavorare con grandi registi come Dino Risi, o con attori come Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman. È stato un periodo meraviglioso» [Alessandro Carini, Nice-Matin] • Nel 1964 viene selezionata per il ruolo che, nel bene e nel male, definirà il resto della sua carriera e della sua vita: la protagonista in Angelica. Originariamente è una serie di 13 romanzi (il primo uscito nel 1959, con un gran successo di pubblico). I diritti del primo libro, (Angélique, Marquise des Anges) vengono comprati dal produttore Francis Cosne, che stava lavorando con Brigitte Bardot e Robert Hossein: «una serie di libri piuttosto banali per i due, sperava di elevarli attraverso il carisma dei suoi attori». Purtroppo per lui Brigitte, «ferita dal fallimento del suo ultimo film drammatico in costume Amori celebri con Alain Delon, ruppe il contratto firmato da Robert. Si dovette quindi trovare una giovane e bella attrice, con un fisico mozzafiato e tratti squisiti. Il regista Roger Vadim, che aveva scritto alcune scene erotiche del film (tra cui quella con la statua) (…) l’offrì a tutte le sue muse, tutte a portata di mano: Annette Stroyberg, Catherine Deneuve e Jane Fonda. France Anglade fu la favorita per un po’. Anche due attrici italiane, Claudia Cardinale e Virna Lisi, mostrarono interesse. Ma Marina Vlady, l’ex di Hossein, ottenne il ruolo» [Henry-Jean Servat, Midi Libre] • «Firmò il contratto e poi lo rifiutò quando Godard le offrì Due o tre cose che so di lei. La coproduzione franco-italiana iniziò quindi a cercare attrici che lavorassero in Italia. Fu così che Michèle Mercier, che (…) all’epoca era la partner di Vittorio Gassman in una commedia pungente, fu invitata nel 1964 a un provino a Parigi per il ruolo di Angelica» [ibid.] • Il provino non parte sotto i migliori auspici: l’attrice aveva già girato oltre venti film «e farsi intrecciare i capelli e sentirsi chiedere di fare la smorfiosa, senza alcuna battuta da recitare, è il massimo del disprezzo e l’epitome della maleducazione» [Olivier Rajchaman, telestar.fr] • «Il produttore aveva invitato alcuni amici ad assistere alle prove della sua scoperta. E tutti, seduti in semicerchio, si divertivano un mondo, sguaiatamente, tenendosi i fianchi. Francis Cosne, dopo averle chiesto di imitare la gioia, poi la meraviglia, poi la paura, le ordinò di mimare la rabbia. Isterica dalla furia, incapace di trattenersi oltre, la creatura si strappò la parrucca rossa e, infuriata, scatenò un torrente di insulti mentre usciva di scena. Il pubblico, sbalordito, applaudì fragorosamente, credendo che fosse nel personaggio e trovando la sua interpretazione perfetta. Ma già l’affascinante giovane donna stava tornando nel suo camerino alla velocità della luce, sgomberando il palco e tornando a casa. Stanca di intrattenere il pubblico e convinta che non sarebbe mai stata assunta, pensava che il suo destino fosse segnato […]. Così non poteva credere alle sue orecchie quando, il giorno dopo, il regista Bernard Borderie, assunto per dirigerla, la chiamò per comunicarle che, con sorprendente realismo, aveva ottenuto il ruolo» [Servat, cit.] • «Ho divorato gli enormi volumi a tempo di record. Il personaggio di Angelica mi ha entusiasmata. Questa Angelica mi piace, mi appassiona. È in ogni fibra del mio essere. O meglio, io sono Angelica! Lei ha il mio corpo, la mia morale, la mia psicologia. Le sue reazioni sono le mie. Impetuosa, le peggiori avversità non possono abbatterla. Si rimbocca le maniche e si impegna per ottenere ciò che vuole e tenere sotto controllo i suoi problemi. La sua strada è disseminata di ostacoli, ma lei riesce sempre ad uscire integra dalle insidie. È incrollabile [Mercier, Angélique à cœur perdu] • Il film avrà un successo strepitoso e sarà seguito da quattro seguiti, cosa che proietterà Mercier nell’olimpo delle sex symbol degli anni ’60. All’epoca c’erano “BB” (Brigitte Bardot), “CC” (Claudia Cardinale) e “MM” (Michèle Mercier): che rapporti avevate? Se crede che fossimo tutte rivali, si disilluda. Non ho mai conosciuto bene Claudia Cardinale, che lavorava moltissimo, ma in Italia. Quanto a Brigitte Bardot ci incrociamo sempre. Ci adoravamo. Capitava spesso che si condividesse lo stesso albergo pur lavorando su set diversi. BB amava ascoltare la musica di notte ad altissimo volume. Questo divertiva me, ma non era lo stesso per i vicini ai quali distribuivo allegramente tranquillanti. Ridevamo molto tutte e due e siamo sempre state molto complici» [Christophe Combarieu, Chi] • «La storia avrebbe potuto continuare all’infinito, ma Michèle si ritirò dal progetto dopo aver chiesto senza successo modifiche e meno lassismo. Tutto ciò che chiese fu un po’ di rispetto, che i dialoghi usassero “leghe” invece di “chilometri”, di essere trattata bene e di essere pagata equamente. I film, copiati e piratati, circolano in tutto il mondo. Michèle è venerata come una divinità ortodossa in Russia, dove, quando viene invitata, i suoi fan dormono sul marciapiede fuori dal suo hotel di Mosca. Ma, stanca delle sceneggiature mediocri e delle trame deboli, nonostante i contributi di Alain Decaux e Pascal Jardin, […], stanca di dover interpretare perennemente un personaggio volubile, si rifiutò di girare gli episodi 6 e 7 [Servat, cit.] • Sfortunatamente la serie di Angelica diventa anche un fardello che condizionerà per sempre il proseguo della sua carriera: nonostante qualche tentativo di rilancio in America e pochi altri acuti, la carriera da attrice di Michèle termina sostanzialmente con Angelica e il sultano (1968) Perché dici che l’industria cinematografica non è stata molto gentile con te? «Perché mi ha deluso, tutto qui. Perché? Mi piacerebbe saperlo. Ma dopo l’immenso successo di Angelica, la marchesa degli angeli, è finita lì, non ho ricevuto una sola offerta cinematografica. Alcuni hanno deciso che dovevo essere rimossa. A differenza di molti, probabilmente non ho accettato tutto. Molti avrebbero preferito che tenessi la bocca chiusa, ma è fuori discussione, non sono fatta di quella stoffa! [Caroline Berger, cit.].
Amori Oltre all’incapacità di sfuggire da Angelica, la carriera di Mercier fu condizionata da una serie di sfortunatissime vicende amorose. La prima relazione importante, con il cantante Giani Esposito, nel 1958, si chiuse con lui in preda a crisi mistiche, che le predicava di dover adorare il sole e bruciare le sue camicette nel camino come catartico rito per la perdita della verginità [Nina Siahpoush-Royoux, Gala] • Nello stesso anno, trovatasi a Roma, viene corteggiata dallo Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, che le chiede la mano offrendole scatole e scatole di diamanti (lei rifiuta) [ibid.] • Due anni dopo sposa l’aiuto regista americano André Smagghe. Che purtroppo sarebbe diventato un alcoolizzato con turbe psichiche, costringendola a mantenerlo in manicomio e rendendole difficilissimo il divorzio per questioni burocratiche [Mercier, Angélique à cœur perdu] • Dopo fu il turno del pilota automobilistico e farmacista Claude Bourillot: si sposano e si trasferiscono in America (nel 1973) per rilanciare la carriera di lei, che desidera fare anche la produttrice. Lui le fa da agente. Sciaguratamente è patologicamente geloso, e la tiene all’oscuro di diversi ruoli di pregio. Un giorno decide di sparire con il denaro di lei (quello che non aveva ancora sperperato a sua insaputa) [Combarieu, cit.] • Tornata in Europa nel 1976, conosce in Svizzera un ricchissimo uomo d’affari. Si innamorano, e per i successivi due anni tutto va a meraviglia: ama ed è riamata non solo da lui, ma anche dai suoi due figli. Purtroppo due anni dopo egli morirà di cancro. Non essendosi mai sposati, lei non avrà nemmeno diritto all’eredità. [Bondarenko, cit.] • Ebbe poi una relazione di tre anni con un principe romano, che durò tre anni prima di una separazione consensuale [Mercier, Je ne suis pas Angélique] • Nel 1996 conosce per caso un uomo più giovane di lei di quasi vent’anni, che si presenta come un imprenditore. Si fidanzano e lei decide di aprire una casa editrice. Sciaguratamente lui è in realtà un pregiudicato per truffa, che riesce tramite vari sistemi a sottrarle oltre 400 mila euro e a scappare in Vietnam, lasciandola nella quasi indigenza e nella necessità di dover vendere, tra le altre cose, i memorabilia di Angelica [ibid.] • Oggi Mercier vive sola in una bella casa a Cannes. Ha accettato quanto di positivo e negativo è scaturito dal suo ruolo di Angelica, e rimane ancora molto sorpresa dalle centinaia di messaggi che ancora riceve dai fan del suo personaggio [Berger, cit.].
Titoli di coda «Cosa ho fatto in una mia vita passata per avere tutte le sventure attraverso cui sono dovuta passare?!» Forse eri Angelica? «Non lo so, forse…» [Bondarenko, cit.].