Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2025  dicembre 20 Sabato calendario

La Sud Corea vuole curare la calvizie a spese dello Stato

Missione presidenziale: salvare i calvi. Il leader sudcoreano Lee Jae-myung ha chiesto al governo di valutare la possibilità di includere i trattamenti per la calvizie ereditaria nella copertura sanitaria statale. Insomma, che sia il sistema sanitario a pagare i costi. La caduta dei capelli è considerata da alcuni giovani come “una questione di sopravvivenza”, dice. Mentre i trattamenti per la caduta dei capelli causata da problemi come ad esempio l’alopecia areata sono coperti dall’assicurazione sanitaria nazionale, quelli per la calvizie ereditaria non lo sono. “In passato i servizi medici per la calvizie erano considerati di natura estetica, ma oggi sono considerati una questione di sopravvivenza”, afferma il presidente, chioma sempre ben pettinata la sua.

Le dichiarazioni di Lee “hanno subito suscitato critiche da parte di medici, politici dell’opposizione e gruppi di cittadini, secondo i quali le limitate risorse dell’assicurazione pubblica dovrebbero essere destinate in via prioritaria ai pazienti affetti da cancro, malattie rare e altre patologie gravi”, scrive il quotidiano “Korea Herald”. Il sistema sanitario nazionale della Corea del Sud lo scorso anno ha registrato un deficit record di quasi 7 miliardi di euro, ed è destinato a subire in futuro ulteriori pressioni a causa dell’invecchiamento della popolazione. “Le autorità sanitarie riconoscono che la perdita dei capelli può influire sull’autostima e sulla salute mentale, in particolare tra i giovani, ma hanno sottolineato la necessità di una cautela fiscale”, continua ancora il quotidiano sudcoreano.
La crociata di Lee contro la caduta dei capelli – in un Paese, la Corea del Sud, dove l’aspetto fisico conta moltissimo nella società – non è nuova. Pure durante la campagna elettorale del 2022 (elezioni che Lee perse poi per pochi voti contro Yoon Suk-yeol) il tema era nel suo programma. La ministra della Salute, Jeong Eun-kyeong, ha espresso cautela riguardo alla proposta del presidente. I giornali conservatori, come il Chosun Ilbo, scrivono che Lee dovrebbe prima “raccogliere le opinioni dei cittadini, che sono quelli che pagano i premi assicurativi”.